martedì 22 settembre 2026

La ragazzina

 


una ragazzina contro tutti

Gino Ruozzi
Il Sole 24ore, 20 settembre 2026

Scrivere di Giovanna d’Arco significa immettersi in un’illustre tradizione letteraria e cinematografica, in cui La ragazzina di Valeria Parrella (in finale al premio Campiello 2026) si inserisce con freschezza e piglio sintonici. La «ragazzina» è la «pucelle» che ha sfidato i re e la storia per amore di Dio, con una libertà e un coraggio che ne hanno fatto un mito, tragica rivisitazione medievale al femminile del sacrificio di Cristo. La ragazzina di Parrella compie anche una personale battaglia di denuncia ed emancipazione dall’arroganza dei maschi, dal loro potere e dall’angoscia di perderlo («quando un maschio dice a una femmina che è una puttana è perché ne ha paura»).

Ogni rilettura dell’epica e funesta vicenda di Giovanna d’Arco (1412-1431) è anche un’interpretazione della contemporaneità; lo è stato dal dramma romantico di Schiller (1801) alla grandiosa ricostruzione storica di Michelet (1853) all’appassionata adesione poetica di Pèguy, culminata nello splendido Mystère de la charité de Jeanne d’Arc (1910); della letteratura italiana mi preme ricordare l’intenso poemetto Giovanna d’Arco di Maria Luisa Spaziani (1990). Così come non si possono dimenticare le realizzazioni cinematografiche di Dreyer (1928) e Bresson (1962) e di Fleming (1948) e Rossellini (1954), che scelsero il volto memorabile di Ingrid Bergman. Ma la ragazzina di Parrella, anche per la bella foto di copertina del libro, è forse più vicina all’esordiente Jean Seberg che nel 1957 interpretò Santa Giovanna di Preminger.

Quella di Parella è una partecipazione amorosa che prende il ritmo e le forme di un canto poetico. La «sua» ragazzina duella con luoghi comuni e convenzioni sociali, con la propria famiglia e le monarchie europee; non teme nessuno perché è sorretta dalle «voci» dei santi. È una «ragazzina indomita» che cambia le regole del gioco, a cominciare da quelle della «guerra degli uomini». La vittoria e la gloria la baciano per un attimo, presto sconfitte dall’invidia e dal tradimento. Il destino dell’ingiustizia umana è il rogo, atroce: «Giovanna non aveva paura della morte, ma del fuoco. Tutti hanno paura del fuoco, anche il boia che lo appicca».

Dopo secoli fu santificata dalla Chiesa (1920); e, per Parrella, dalla spavalda fermezza della giovinezza e dall’indomita capacità di «dire no» e «mettersi di traverso».


Valeria Parrella

La ragazzina

Feltrinelli, pagg. 144, € 17



Nessun commento:

Posta un commento