lunedì 28 settembre 2026

La faccia nascosta della luna

Se si guarda a ciò che scrive Cacciari oggi sulla Stampa, si capisce che lo scontro tra i partiti si incentra su problemi identitari ("memorie, fantasmi"). Stando invece all'indagine svolta da Alessandra Ghisleri e pubblicata dal medesimo giornale sempre in data di oggi, il maggiore interesse del pubblico va a questioni pratiche. Chiaramente siamo di fronte a una sfasatura tra i partiti e il paese. Sfasatura di cui lo stesso Cacciari mostra di essere prigioniero. La politica continua a parlare alle vecchie generazioni e, secondariamente, alla residua sensibilità ideologica dei giovani. Quanto alla popolazione nel suo insieme, secondo Alessandra Ghisleri, ci sarebbe invece una domanda di attenzione maggiore alle questioni pratiche. Prima o poi questo deficit dovrà essere colmato. Negli Stati Uniti e in Germania, come in Spagna del resto, la svolta si sta già producendo con l'interesse crescente del pubblico per il tema della casa, costo degli affitti, impossibilità di acquistare per i prezzi troppo alti. Altro che politica estera.

Il divario tra "paese legale" (il palazzo, la politica) e "paese reale" (i cittadini) non va dimostrato, esiste e si manifesta sotto gli occhi di tutti. Cacciari e Ghisleri, senza volerlo, mettono in luce le due facce della medaglia costituita dall'opinione pubblica, evidenziando una dinamica che sta ridefinendo i sistemi politici occidentali. Da una parte lo spettacolo identitario al quale risponde l'uso propagandistico della memoria, quando non il ricorso ai simboli (l'hijab, il burqa, la gonna corta, la scollatura, la lingua italiana). Dall'altra l'esperienza della vita quotidiana, con l'aumento dei prezzi, la stagnazione e quindi l'abbassamento concreto dei salari, la difficoltà a trovare un alloggio a costi accessibili. 

Come nota Cacciari, i partiti faticano a elaborare nuove culture politiche adatte al XXI secolo. Di conseguenza, si rifugiano nel "politainment" (la politica come intrattenimento), alimentando scontri su simboli, passati ideologici e temi etici o identitari. Questo approccio ha un costo zero in termini di bilancio pubblico ma un alto rendimento in termini di visibilità mediatica e polarizzazione emotiva. Finché dura. Per le nuove generazioni come per le donne, altri temi si rivelano di una importanza molto più pressante. I dati di Ghisleri mostrano la faccia nascosta della luna. I cittadini possono anche dichiararsi a favore o contro una misura identitaria se interpellati, ma quando si tratta di definire le priorità concrete, l'attenzione si sposta immediatamente su ciò che impatta la qualità della vita: scuola, sanità, trasporti, salari.

Basta vedere quello che sta succecendo all'estero. In tal senso il riferimento a Stati Uniti, Germania e Spagna è calzante. Il diritto all'abitare è diventato il terreno su cui si misura il fallimento o il successo delle risposte politiche concrete. In Germania, le proteste contro il caro affitti (in particolare a Berlino) hanno costretto la politica a discutere di espropri di grandi gruppi immobiliari e tetti ai prezzi. A Madrid i manifestanti hanno passato la seconda notte accampati a Puerta del Sol, trasformando la principale piazza della capitale in un campo di protesta per la casa dopo lo sfratto di Maria del Carmen Abascal, 87 anni, da tutti conosciuta come "Maricarmen" (anche la dura lotta per la sopravvivenza ha i suoi simboli capaci non solo di scuotere gli animi ma anche e amncor più di smuovere le folle). Negli Stati Uniti, il costo degli affitti e dei mutui è diventato uno dei motori principali del malcontento economico della classe media e dei giovani, surclassando spesso i dibattiti sui massimi sistemi geopolitici. Ha avuto un ruolo nell'elezione di Mamdani a sindaco di New York nel novembre dello scorso anno. 

In Italia la rappresentanza politica del malcontento salariale e abitativo al momento appare debole o assente. La sfasatura non può durare all'infinito. Quando la scena politica sembra dominata dai "fantasmi" mentre lascia scoperte le questioni materiali, si creano le condizioni per due scenari divergenti. I cittadini, non trovando risposte pratiche nei programmi elettorali, smettono di partecipare al voto (fenomeno già ampiamente in atto in Italia): e si ha l'astetensionismo strutturale. Alle suppletive di Reggio Calabria con Vannacci in cerca della sua Sassonia (Anhalt), alla sera del primo giorno,  l'affluenza si colloca al 15 per cento. Perfino un condominio registra un interesse maggiore normalmente. Secondo scenario esemplificato per ora da Stati Uniti, Germania e Spagna, emergono nuove forze "iper-pragmatiche": movimenti o leader capaci di intercettare il bisogno materiale della popolazione, a volte anche con accenti populisti, ma con piattaforme totalmente focalizzate su temi specifici (come il lavoro, la casa o il potere d'acquisto).

In Italia la transizione verso questa politica "materiale" sembra più lenta, frenata da una narrazione mediatica ancora molto ancorata alle vecchie categorie novecentesche e da una demografia che premia l'elettorato più anziano, spesso più sensibile a certe memorie storiche. Tuttavia, la pressione economica e il disagio delle nuove generazioni (lavoratori poveri, studenti fuori sede, giovani coppie) spingono verso una svolta: il disagio materiale esiste e, se non sarà espresso con vigore dalle forze politiche esistenti, darà luogo allo sviluppo di iniziative e movimenti estemporanei, forse destinati a consolidarsi.


La piazza principale di Madrid è diventata un accampamento

Per protestare contro lo sfratto di una donna di 87 anni e per chiedere al governo misure urgenti per contrastare la crisi abitativa
Il Post, 28 settembre 2026

 Lo sfratto di una donna di 87 anni dalla casa di Madrid dove abitava da oltre 70 anni ha riacceso le proteste per la crisi abitativa in Spagna. Nel fine settimana nella capitale spagnola alcune migliaia di persone hanno organizzato manifestazioni spontanee e un accampamento nella piazza centrale, a Puerta del Sol: al momento ci sono circa 200 tende e i manifestanti, perlopiù giovani, dicono che non se ne andranno finché non verrà approvata una legge che renda impossibile sfratti come quello di Maricarmen Abascal, la donna di Madrid, e che fornisca qualche soluzione alla crisi abitativa che riguarda tutta la Spagna.

Il governo spagnolo del primo ministro socialista Pedro Sánchez ha intenzione di approvare un decreto nel Consiglio dei ministri di martedì, ma dovrà arrivare a un accordo con i partiti che sostengono dall’esterno il suo governo di minoranza, fra cui gli indipendentisti catalani di Junts. E non è scontato.

La questione abitativa in Spagna è un problema grave e diffuso. Negli ultimi anni nelle maggiori città spagnole i prezzi delle case e degli affitti sono molt0 aumentati, diventando spesso non sostenibili per gli inquilini di lungo corso e per i giovani, anche quelli che hanno un lavoro fisso. Il mercato immobiliare è condizionato da fondi di investimento e società private che acquistano palazzi o appartamenti sfruttando il costante aumento dei prezzi, facendo grossi profitti dalla rivendita o dagli aumenti degli affitti.

La risposta alla crisi abitativa era uno dei punti del programma del governo di sinistra di Sánchez, che però non ha una maggioranza in parlamento: a febbraio una prima legge era stata respinta per l’opposizione proprio di Junts, che ha posizioni più vicine a quelle dei proprietari di casa. Poi il decreto previsto per giugno era stato rinviato per la difficoltà di trovare un accordo fra alleati che hanno posizioni molto diverse.

Ora il caso dello sfratto di Maricarmen Abascal a Madrid e le proteste che ha provocato in varie città della Spagna potrebbero essere la spinta decisiva per approvare il decreto, che entrerebbe subito in vigore ma dovrebbe poi essere confermato entro un mese dal Parlamento.



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