sabato 19 settembre 2026

il governo dei peggiori

Davide D'Alessandro / Roberta De Monticelli 
"Dio è la lama di un sorriso"

Note di pastorale giovanile 

In Italia manca più la speranza o la giustizia?
Mancano disperatamente entrambe. Manca soprattutto la radice di entrambe: la pubblica fede, la fiducia nelle istituzioni, l’amore per la cosa pubblica, il senso della decenza civile.

Dov’è finita la morale?
Dove non ricomincia. Non c’è vita morale se non nel rinnovamento. Mantenere una promessa è rinnovare l’impegno, non dimenticarlo. Fare una cosa giusta non è applicare il principio automaticamente, ma verificarlo ogni volta. La morale finisce dove non si ricomincia a esaminare la vita ogni giorno. In quanto diversa dalla religione, la fondò Socrate, il maestro della “vita esaminata”.

Qual è il ruolo che la Chiesa dovrebbe avere nella vita politica italiana?
Nessuno, se parliamo di quella cosa ambigua e amara che deve cavalcare le più basse forze umane per imbrigliarle, o addirittura volgerle al bene (pubblico). Grande, se serve a ricordare sempre quella che Platone chiamava la distanza fra il bene e la necessità, e che più modestamente si potrebbe chiamare la distanza fra i valori – ad esempio politici: eguale libertà, pari dignità, giustizia, legalità – e i beni sempre limitati e condizionati che parzialissimamente li realizzano. Insomma, se sapesse esercitare un ruolo anti-idolatrico – non solo con i valori del divino, ma con tutti i valori positivi, che sempre eccedono i fatti come l’ideale il reale – e quindi un ruolo anti-ideologico. Purtroppo nella maggior parte dei casi la Chiesa cattolica – immagino che è a questa e a noi che sia riferita la domanda – ha tenuto una via di mezzo fra queste due, che invece sono vie radicali – la prima infatti è diabolica, ma la seconda sembrerebbe fatta per dei servitori del divino, che non hanno altra preoccupazione in terra. Forse il papa attuale ha cominciato a mettere la sua chiesa su questa via.

Perché non riusciamo a tutelare il tanto bello che abbiamo?
L’amarissima verità è che i più neppure lo vedono. Se non vedono l’estrema bruttezza dei loro macchinoni bloccati in coda lungo le strade delle mete più ambite a ferragosto. La bruttezza nauseante delle borse termiche stracariche di cibi stipati nelle scatole di plastica, trascinate fin sulle rive dei mari. La bruttezza irredimibile dell’uscire in mutande affusolate sulle salsicce di cosce o polpacci, o quella dei giganteschi schermi dei loro televisori perennemente accesi nei loro tinelli, dove i libri non trovano quasi posto e i giornali ancor meno. Se corrono, appena hanno messo via qualche euro, a comprarsi l’appartamento della seconda casa, nella lottizzazione con ville a schiera che deturpa la baia o la montagna o la vista mozzafiato compresa nel loro pacchetto. Se mandano al Parlamento europeo un ex bagnino perché difenda le loro discoteche balneari dalla concorrenza, senza batter ciglio di fronte alla svendita di preziose aree demaniali, non conquistate con la bravura, l’attenzione a preservare il patrimonio, la qualità dei servizi – ma con le protezioni politiche e il voto di scambio. Se i più non vedono quanto laide e avvilenti siano tutte queste cose, come vuole che non votino i peggiori. Platone chiamava kakistocrazia il governo dei peggiori – che vuol dire anche dei più brutti – la kakistocrazia è l’ultima fase della democrazia populista, quella che precede la tirannia. E come vuole che il governo dei più brutti abbia a cuore le cose più belle.

Dio, per Prezzolini, è un rischio. Per lei?
Un soffio, un rivolo di luce, il vento che si leva, la lama di un sorriso che ci affonda in cuore.

https://www.ilfoglio.it/filosofeggio-dunque-sono/2019/08/28/news/roberta-de-monticelli-dio-e-la-lama-di-un-sorriso-271228/

Nessun commento:

Posta un commento