venerdì 11 settembre 2026

Como superstar

Domenico Calcagno
Spettacolo Como

Corriere della Sera, 11 settembre 2026

 La squa­dra della città che si affac­cia sul lago più bello del mondo (lo dice l’huf­fing­ton Post) non può essere banale. E nem­meno accon­ten­tarsi della rapi­dis­sima sca­lata dalla D alla A. Per­ché chi vuole diven­tare un brand di lusso nel mondo del pal­lone e ven­dere i suoi pro­dotti nelle città più grandi ed ele­ganti del mondo non può pre­scin­dere dalla Cham­pions. Il Como di Suwarso dalla fine dell’ultimo cam­pio­nato a ieri ha costruito una nuova gra­di­nata da 64 milioni e fatto un mer­cato da 165. Ma avere soldi da spen­dere non sem­pre è l’unica cosa che conta per­ché i soldi si pos­sono anche but­tare. Qua invece le cose le fanno per bene: grandi inve­sti­menti e anche buoni sen­ti­menti. E infatti non dimen­ti­cano di invi­tare per que­sta notte, che per molti è stata un po’ come quella di Natale, i fede­lis­simi, i tifosi nati prima del 1950, che seguono il Como da una vita e che, dopo aver fatto la foto fuori dallo sta­dio con lo stri­scione blu, come la maglia della loro squa­dra e con le stelle dell’europa, sono andati a godersi la par­tita dei sogni

Per­ché la Cham­pions, in fondo, cos’è se non un sogno? E se arrivi a gio­car­tela quasi all’improv­viso e te la gio­chi come ha fatto il Como, che ha vinto 4-1, allora hai poco altro da chie­dere.

Fabre­gas aveva chia­rito che è tanto bello esserci arri­vati, che tanti hanno dei meriti ma lui doveva sce­gliere quelli adatti per vin­cere la prima par­tita di Cham­pions, la più impor­tante della sto­ria del

Como, almeno per ora.

Il Como ha giu­sto sba­gliato qual­che gol con­tro il Lip­sia, per il resto è stato scin­til­lante. I mediani Milla e Da Cunha hanno subito preso pos­sesso della terra di mezzo, stop­pato con pre­ci­sione le ope­ra­zioni del cen­tro­campo avver­sa­rio e rilan­ciato con tempi per­fetti gli attac­canti in blu. Dopo un ini­zio quasi cir­co­spetto, il Como capi­sce che può spin­gere senza pre­oc­cu­parsi troppo. Dopo 15 minuti Batu­rina chiude un’azione in velo­cità par­tita sulla sini­stra e con­fe­ziona il van­tag­gio. Al 38’ il rad­dop­pio, ancora con Batu­rina nel mezzo: pas­sag­gio per Dou­vi­kas che in area con­trolla, si coor­dina e rad­dop­pia. In mezzo anche un po’ di Lip­sia: un paio di nitide acce­le­ra­zione del talento nor­ve­gese Nusa, un bel colpo di testa (fuori) di Guiu, una bella parata di Butez su Mak­si­mo­vic. Nkunku flotta tra il tri­dente d’attacco e il cen­tro­campo senza lasciare tracce.

Dopo un tempo intero i tede­schi ten­tano di cam­biare la sto­ria della par­tita. Met­tono più velo­cità nel loro gioco, spin­gono, insomma ci pro­vano ma non serve. La fac­cenda dura 9 minuti, fin­ché il Como non orga­nizza la prima ripar­tenza. Nico Paz allarga per Diao che dalla destra segna il 3-0. C’è ancora tempo per le reti di Mak­si­mo­vic e Per­rone, per i cambi (anche di modulo) di Fabre­gas, ma i gio­chi sono fatti. Ed era dif­fi­cile per il Como comin­ciare meglio di così.

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