mercoledì 11 marzo 2026

Secoli di donne

 

Simon Vouet, Ritratto di Artemisia Gentileschi, 1623 circa, Pisa, Palazzo Blu

secoli di donne portate alla luce
L’opera della Treccani/1. Il «Dizionario biografico» dedicato alle italiane: dal Settecento al 2025, vite che sono un romanzo infinito, tale da agevolare la lettura di fenomeni di lunga durata

A cento anni dalla fondazione dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, il Dizionario biografico e tematico delle donne in Italia riprende e rimette in funzione quel binomio sinergico tra principio biografico e principio saggistico-enciclopedico, che ne siglò la nascita.

Tre volumi, di testi e di immagini, tre secoli e oltre, dal Settecento ai nostri giorni, 650 biografie di donne, non solo italiane, che hanno segnato la storia del nostro Paese nei settori molteplici, e sempre più diversificati nel tempo, delle loro attività e professioni; a supporto una serie di saggi, distribuiti nei tre volumi, considerano gli snodi nevralgici, i temi portanti dell’opera, mettendo a frutto il cospicuo avanzamento degli studi di storia delle donne e della gender history, forse la mobilitazione storiografica più rilevante degli ultimi decenni alla svolta degli anni Novanta.

Nella fase in cui si va registrando il passaggio da una storia separata che ha approntato materiali, dati, accumulato temi e questioni, ad una storia integrale della cultura, come qui si propone, la biografia femminile, fra identità vera e costruzione sociostorica di essa, assume una centralità determinante, forse l’unico spazio dove si rende evidente un percorso evolutivo continuo, sebbene intermittente: come è stato detto, l’unica rivoluzione del nostro tempo. Sottratta agli schemi di “genere”, la cosiddetta biografia femminile, in assenza di una corrispondente ipotetica biografia maschile, descrive semplicemente il vissuto di una singolarità che, in quanto tale, è sempre esperienza umana intera.

Altra è la questione che ci stava dinanzi in una prospettiva storiografica, nel realizzare la struttura del Dizionario biografico e tematico delle donne in Italia: considerare e mettere in luce le vite delle donne nella storia, nei tempi e luoghi particolari, sorrette da maggiore o minore autocoscienza, in rapporto di adesione o di ribellione ai valori dell’epoca, nelle relazioni sociali, economiche, politiche, ma anche con i sogni le illusioni le passioni che appartengono all’altra dimensione, quella, non meno reale, dell’immaginario. La Vita-in-sé, e le vite delle donne in contesto, in azione: scriverne per raccontarle, senza dimenticare l’esperienza totale, individuata e unica, che abita e sottende quella storia; e quindi evitare gli automatismi del percorso cronologico chiuso nelle scansioni dei secoli, con le date previste e prestabilite, ma integrarlo in «una storia diversa» con sue proprie soglie. L’epoca è le sue individualità, e ciò vale con particolare ragione per le donne, troppo a lungo ritenute impiegate del destino, al servizio del ruolo assegnato.

Queste esigenze ci hanno convinte, negli incontri di redazione, a creare sequenze di generazioni, adottare la misura di nascita e morte, all’incrocio e attraverso i secoli.

Il primo volume (1700-1918) comprende in due sezioni il Settecento e tutto l’Ottocento fino alla Prima guerra mondiale: è l’inizio imponente e manifesto, che si può leggere quale epitome dell’intero arco dei tre secoli di cui è una parte, perché anticipa, condensata nella evidenza del procedere della coscienza femminile, dal Sette al primo Novecento, la dialettica di conservazione/mutamento, di tradizione/rivoluzione che si svolgerà nei volumi seguenti.

Il secondo volume (1919-1989) contiene il Novecento fino agli anni Novanta, preparatori del XXI secolo: tempo di smottamenti, di conflitti, di cambi di modelli culturali e di moltiplicati modi di esistenza, ma anche di ricerca di punti di orientamento nella biografia della nazione e, in essa, della storia nuova e integrale delle donne.

Il terzo volume (1990-2025) rappresenta il tratto cronologico più breve, affollato di eventi, di personaggi, di enunciati: 35 anni di contemporaneità sfuggente ed eccessiva, irriducibile a un paradigma, con la fisionomia storica inquietante di una lunga transizione senza domani, raccontata nella proiezione dei percorsi biografici che in parte vi si situano e “vanno a finire”. È forse il volume che sollecita più domande su «quel singolare passato che si chiama presente», complesso nelle molte temporalità che vi si stratificano.

Ne risulta una trama, «un romanzo infinito», tale da agevolare poi la lettura di fenomeni di lunga durata, di motivi e temi ricorrenti. A partire dai più semplici ed essenziali, patrimonio di tutte. Ad esempio, quel passaggio originario, «da un’aspirazione alla realtà» che la filosofa femminista Carla Lonzi ritrovava come filo conduttore nel racconto della sua vita, nella capacità di dirsi e non di «farsi dire da altri», di uscire dalle aspettative sociali culturali del ruolo (Lonzi 1978), rappresenta in una antropologia generale, a monte, il nucleo profondo della identità femminile. L’abbiamo vista affermarsi nei secoli, questa identità, ogni qualvolta la donna ha esercitato la libertà di attraversare un confine, fisico simbolico sociale conoscitivo, nella esperienza interiore o nella elaborazione di un pensiero (Govoni 2022).

In questo passaggio, la biografia femminile è la storia di un farsi, è perciò racconto, sempre. Questo principio narrativo è stato assunto a criterio portante della struttura dell’Opera, ne costituisce il fascino e l’attrazione di lettura, la linea direttrice che segna una prima particolarità densa di implicazioni, rispetto al modello di Dizionario biografico della tradizione europea: nella selezione di circa 650 nomi, determinata da molti fattori, non sussiste distinzione fra maggiori e minori.

Ciascun personaggio possiede la sua propria individualità narrativa, la cifra intima che non entra in nessuna gerarchia. Si tratterà ogni volta, allora, come suggeriva un grande interprete della cultura occidentale, di «percepire le voci che chiedono di noi da lontano» (J. Starobinsky). Occultata o dimenticata, la biografia femminile, modifica e riorienta verso una fruizione più ampia e democratica il concetto stesso di biografia, con il suo pregio, un tempo poco sentito nella tradizione italiana e ora al centro di un nuovo interesse, forse perché nei cambi di modelli culturali si fa viva la necessità di ricapitolare, di riconfigurare, per intero, il capitale umano residuo.

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