mercoledì 25 marzo 2026

Il voto al referendum nelle città

 


Il referendum ribalta un altro stereotipo: il Sì avanti nelle Ztl e nei quartieri ricchi delle grandi città
Il Fatto quotidiano, 24 marzo 2026

Non solo il trionfo del No è stato trascinato da giovani e studenti. Il referendum sulla giustizia segna il ribaltamento anche di un altro stereotipo italiano. Le Ztl delle grandi città sono schierate per il . Dalla lettura dei risultati sezione per sezione, infatti, viene fuori un quadro abbastanza evidente. In tutti i capoluoghi di regione vince il No, anche in quelli amministrati dal centrodestra o nelle tre regioni (Lombardia, Veneto e Friuli Venezia-Giulia) dove i favorevoli alla riforma hanno superato i contrari. Nonostante questo, però, nei quartieri più ricchi della città sono i Sì a prevalere.

Un elemento che accomuna quasi tutte le metropoli italiane. E che è anche visivamente percepibile nelle mappe elaborate da Gabriele Pinto, economista e data scientist, sovrapponendo i dati del Viminale sui seggi elettorali alla geografia delle principali città italiane : il blu rappresenta il vantaggio del Sì, mentre le gradazioni di viola il vantaggio del No fino all’arancione e il giallo, con i contrari sopra il 60%.

Nella Capitale, ad esempio, il centro storico e la zona dei palazzi della politica segnano un vantaggio dei Sì, così come ai Parioli. Negli altri rioni di Roma e nelle periferie è invece il No a passare in vantaggio, con percentuali anche molto elevate. E i confini stradali o fisici, come il Tevere, segnano un punto di passaggio, un confine tra il vantaggio del Sì e quello del No. Stesso discorso per Milano. Qui addirittura è geometricamente racchiusa nella prima cerchia, quella del centro storico e dell’Area C, la zona dove gli elettori si sono espressi in maggioranza a favore della riforma. Gli altri quartieri e le periferie però spingono il No che, in totale, nell’intera città supera così il 58%.

Simile è ciò che avviene a Torino. Il Sì è in vantaggio nelle sezioni della centralissima piazza San Carlo e nel quartiere di Crocetta, celebre per i suoi edifici in stile Liberty. Anche a Genova i favorevoli alla riforma della giustizia si concentrano nelle zone più ricche, come nell’elegante quartiere residenziale di Albaro. Questa volta, pertanto, sono le Ztl ad andare in soccorso del governo di Giorgia Meloni per confermare la riforma della separazione delle carriere, senza però raggiungere l’obiettivo.

Com’è andato il voto al referendum nelle grandi città, strada per strada
Il Post, 24 marzo 2026

Nelle grandi città italiane la maggior parte delle persone ha votato No al referendum respingendo la riforma della magistratura proposta dal governo: era un risultato abbastanza previsto, visto che il centrosinistra (che sosteneva il No) ne governa molte e in generale nelle città va forte, sia al nord che al sud. I dati diffusi dal ministero dell’Interno permettono però di capire in modo ancora più dettagliato come è andata nei quartieri e addirittura nelle singole sezioni, in quali zone il No ha vinto con un distacco molto superiore alla media e le poche in cui il Sì è riuscito a prevalere.

Le mappe che seguono mostrano l’esito del voto in ogni sezione elettorale di Roma, Milano, Napoli, Bologna, Torino, Firenze, Genova e Palermo.

Nelle aree colorate di rosso ha vinto il No, in quelle in blu invece il Sì. Vengono colorati non i confini delle sezioni elettorali, ma gli edifici che ne fanno parte, per dare un’idea pur spannometrica di quante persone abitano in quelle zone. Semplificando molto, le uniche aree dove il Sì è riuscito a battere il No sono quelle centrali e genericamente più benestanti, mentre nelle periferie ha vinto quasi ovunque il No. Ma ogni città merita di essere osservata con attenzione.

Roma
A Roma il 60,3 per cento delle persone ha votato No, il Sì non ha raggiunto il 40 per cento. Come si nota dalla mappa però nelle zone più centrali e a nord est del centro ha vinto il Sì, ma senza prendere il largo.

Milano

Anche a Milano ha vinto il No sfiorando il 60 per cento dei voti, mentre il Sì ha superato di poco il 41 per cento. Il Sì ha vinto soprattutto nelle zone più centrali. Il Sì ha avuto la meglio solo in altre sparute e piccole sezioni nelle periferie. In ogni caso la prevalenza di rosso è diffusa in quasi tutti i quartieri.

Napoli

Napoli è la grande città italiana dove il No è andato meglio: ha vinto con il 75,5 per cento, come dimostra il rosso intenso della mappa. Sono pochissime, e comunque circondate dal rosso, le zone dove il Sì è riuscito a vincere pur di poco: nell’area del porto e a Mergellina.

Torino
Anche a Torino il No ha vinto quasi ovunque tranne che nelle zone più centrali e in quelle benestanti come la cosiddetta precollina.

Firenze

Non è molto diversa la situazione a Firenze, dove il blu prevale solo nella parte più centrale del centro storico e a pian dei Giullari, nell’area collinare della città.

Bologna

Il risultato di Bologna è interessante anche perché è stata una delle grandi città italiane con l’affluenza più alta, al 71,6 per cento. Anche qui la mappa mostra la vittoria del Sì solo in centro e nella collina, una zona piuttosto benestante della città. In generale a Bologna il No ha vinto con il 68,2 per cento dei voti contro il 31,8 per cento del Sì.

Genova

A Genova il No ha vinto con un distacco notevole nella zona del porto, mentre il Sì ha battuto il No in poche zone e tutte molto centrali: Albaro, Boccadasse, San Vincenzo.

Palermo

Palermo è una delle poche grandi città italiane quasi completamente colorate di rosso, e non a caso il No è andato bene in particolare nelle regioni e nelle città del sud. Al contrario della distribuzione territoriale di altre grandi città, a Palermo le zone del centro sono colorate di un rosso molto acceso perché proprio qui il No ha sfiorato l’80 per cento.


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