Samuel Botti
Caso Ramy, chi è l’avvocato Debora Piazza
Affari Italiani, 10 gennaio 2025
I video dell’inseguimento di Ramy Elgaml, il 19enne del Corvetto morto a bordo di uno scooter in fuga dalle forze dell’ordine, non smettono di dividere politica e opinione pubblica. Ma a bordo di quel Tmax la notte tra il 23 e il 24 novembre non era Ramy a guidare, bensì il suo amico sopravvissuto, il tunisino 22enne Fares Bouzidi. Fares è rappresentato dall’avvocata Debora Piazza, che dopo quei video si è ritrovata tra le mani le prove che probabilmente stava aspettando, e ciò che lo scooter probabilmente non è caduto da solo.
Tuttavia, non è la prima volta che l’avvocata Piazza si ritrova al centro degli onori della cronaca. Il 24 maggio 2023, Bruna, una donna transgender di origini brasiliane è stata presa a manganellata dalla polizia locale di Milano. Secondo gli agenti, una donna svestita e in stato alterato avrebbe importunato alcuni bambini all’uscita di scuola, tanto che i genitori avrebbero chiesto l’intervento dei vigili.
Versione che è stata smentita poco dopo dalla Procura e da cui è scaturita la denuncia della donna nei confronti degli agenti che l’hanno aggredita. Qui l’avvocata spiegò che l’aggressione era motivata da «discriminazione etnica, razziale e religiosa», e che gli agenti si sarebbero accaniti sulla donna anche perché transessuale.
Un altro caso in cui figura l’avvocata Piazza è quello che ha visto come protagonista Massimo Adriatici, l’assessore comunale di Voghera che il 20 luglio 2021 ha ucciso con un colpo di pistola Youns El Boussettaoui, 39enne marocchino senzatetto con problemi psichici.
Secondo le prime ricostruzioni si sarebbe trattato di eccesso colposo di legittima difesa, in quanto l’ormai ex assessore avrebbe sparato il colpo dopo che El Boussettaoui lo avrebbe aggredito e spinto a terra. Tuttavia, la giudice del tribunale di Pavia Valentina Nevoso ha chiesto alla procura di riqualificare il reato di cui è accusato Adriatici, tramutandolo in omicidio volontario.
In un secondo momento, le ricostruzioni eseguite durante il processo hanno formulato l’ipotesi di una sorta di pedinamento da parte dell’assessore, che al momento opportuno tira fuori l’arma e il 39enne reagisce con un pugno di conseguenza.
L’avvocata Piazza anche questa volta si è schierata dalla parte del cittadino nordafricano.
Il 1 dicembre 2024, Adriatici ha offerto alla famiglia di El Boussettaoui un risarcimento di 220mila euro, tentando di ottenere la revoca della costituzione di parte civile dei familiari che sono rimasti all’interno del processo. Come per la prima volta, in cui l’ex assessore aveva offerto la cifra di 290mila euro, anche questa cifra non è abbastanza per la famiglia del 39enne marocchino.
«La memoria di Younes non è in vendita», ha dichiarato Piazza, «non tutto in questa società si può comprare e la dignità delle nostre persone offese è una di queste. I familiari vogliono vederci chiaro, fino in fondo».
Questo è lo stesso filone che collega i casi di Ramy e Younes e Bruna, persone di origini straniere che sono morte o rimaste ferite per presunta mano delle forze dell’ordine, e l’avvocata non si darà pace fin quando non avrà consegnato la verità ai familiari delle vittime.
Luigi Ferrarella
L'avvocata dei Mansouri: epilogo giusto, vince lo Stato
Corriere della Sera, 24 febbraio 2026
In tre giorni tre storie una peggio dell’altra. Venerdì l’avvocata Debora Piazza era parte civile a Varese alla prima udienza del processo al carabiniere che nel 2023 in un controllo antidroga colpì a morte alla schiena, con un fucile a pompa caricato con proiettili di gomma, uno spacciatore marocchino che a suo dire l’aveva minacciato con una pistola. Ieri ha visto Procura e Questura di Milano dimostrare non campata per aria la sua idea iniziale di una messa in scena del poliziotto che a Rogoredo il 26 gennaio aveva ucciso, in una invocata ma falsa legittima difesa, un altro spacciatore marocchino. E oggi sarà a Pavia alla sentenza sull’uccisione nel 2021 di un senzatetto marocchino con problemi psichici ad opera dell’ex assessore leghista alla Sicurezza di Voghera, Massimo Adriatici: prima indiziato dai pm pavesi solo di eccesso colposo di legittima difesa (in un black-out dopo un pugno in volto), ma poi imputato di omicidio volontario (nell’ipotesi di una sorta di ronda armata).

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