Simone Alliva
Askatasuna, gli utili delinquenti. Governo all'assalto dei giudici (e dei diritti)
Domani, 2 febbraio 2026
«Le Br». «I comunisti». «Gli squadristi rossi». «L’Antistato». Con una Torino ancora impregnata dell’acre odore dei lacrimogeni, il governo Meloni abbandona ogni prudenza e imputa all’opposizione la guerriglia urbana scoppiata dopo la manifestazione pacifica contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. Di fronte alle immagini vergognose del poliziotto accerchiato e picchiato con spranghe e martelli, e oltre cento agenti feriti, il governo evoca gli anni di piombo.
Tamburo battente
Parte in mattinata il ministro della Difesa, Guido Crosetto: «Devono essere combattuti come sono state combattute le Brigate Rosse e non essere trattati come “compagni che sbagliano”». Ma è la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a spostare ancora più in là il fronte, puntando sulla magistratura: «Se i poliziotti avessero reagito agli aggressori sarebbero già iscritti nel registro degli indagati», scrive sui social dopo aver visitato a sorpresa alle Molinette due agenti feriti durante gli scontri. «Mi aspetto che la magistratura valuti questi episodi per quello che sono, senza esitazioni».
A tamburo battente seguono i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini. «Mai più quello che abbiamo visto negli anni 70 e 80. Tutte le forze politiche isolino i violenti ed approvino il pacchetto sicurezza», scrive su X Tajani. E Salvini ci mette il carico: «Speriamo che gli arrestati non trovino un giudice buonista pronto a rimetterli in libertà». Per poi chiedere: «Subito il nuovo pacchetto sicurezza che prevede più tutele alle forze dell'ordine, e soprattutto l'obbligo di una cauzione per chi scende in piazza come proposto dalla Lega».
Dopo il tentativo fallito a settembre la proposta riaffiora: far pagare in anticipo chi organizza le manifestazioni. La Cgil non che reagire con durezza: è una proposta impropria e incostituzionale. «Che si fa? A chi non ha le possibilità economiche si toglie il diritto di manifestare?», commenta Lara Ghiglione, segretaria confederale. L’articolo 17 non ammette cauzioni: la libertà di riunione non si paga. Una proposta che aveva ricevuto forti dubbi anche da Forza Italia: «Di difficile attuazione. Bisognerebbe dimostrare che i violenti sono gli organizzatori. Oggettivamente non è quasi mai così», commentava mesi fa il portavoce nazionale azzurro Raffaele Nevi.
Una posizione che, fanno sapere gli azzurri, non cambia. Si anticipa così un altro fronte aperto con il Carroccio che chiede per bocca del sottosegretario all'Interno, Nicola Molteni. «Rapida approvazione di tutte le proposte avanzate dalla Lega».
Intanto l'ordine di scuderia di Palazzo Chigi è chiaro: spingere sul pacchetto sicurezza e colpire l’opposizione. Poco importa che la condanna alle violenze sia stata bipartisan e netta, dalla segretaria del Pd, Elly Schlein («violenza inaccettabile»), al leader del M5s, Giuseppe Conte. Schlein entra nel mirino del deputato di Fratelli d'Italia Federico Mollicone: «I violenti sono comunisti che vi votano e che voi tutelate».
«Affermazione da missino incallito», risponde il dem Dario Parrini. Punta invece alla giunta di Torino, guidata dal dem Stefano Lo Russo, Forza Italia. In una nota il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, chiede al sindaco non solo di prendere le distanze ma di mettere alla porta Avs: «Fuori l'assessore, fuori Avs dalla maggioranza».
Più preciso il senatore azzurro Roberto Rosso: «C'è un assessore che si chiama Rosatelli deve rimuoverlo immediatamente, Avs non può stare al governo del Comune». E proprio nei confronti di Jacopo Rosatelli, che Fratelli d'Italia presenterà al Comune la mozione di sfiducia.
Solidarietà agli agenti
Sugli agenti feriti non si fermano gesti di solidarietà. Mentre una delegazione del Pd si reca all’ospedale per una visita agli agenti, il capo della polizia Vittorio Pisani fa recapitare loro una lettera: «Grazie, il vostro impegno è garanzia di sicurezza e democrazia». Al momento sono tre gli arresti e ventiquattro i denunciati. Tra gli arrestati anche un ventiduenne, proveniente dalla provincia di Grosseto, individuato grazie ai filmati.
Intanto è annunciata da Meloni per oggi la riunione di maggioranza «per valutare le nuove norme del decreto sicurezza» che dovrebbero arrivare in Cdm già mercoledì. Molti i nodi da sciogliere. Quasi certa l’approvazione di uno scudo penale per gli agenti, nonostante diversi giuristi abbiano fatto notare che verrebbe così meno il diritto di difesa, sottolineando anche un difetto di incostituzionalità: se la legge è uguale per tutti, risulta difficile approvare una scriminante che valga solo per le forze dell'ordine.
In bilico il fermo di polizia preventivo di dodici ore che aveva già incontrato resistenze nella trattativa per lo sblocco del pacchetto sicurezza, prima che fosse proposto al Quirinale. Sulla guerriglia «organizzata», così definita da Arianna Meloni, restano in sospeso i dubbi sollevati dal segretario di Più Europa, Riccardo Magi: «Ci si interroga su come l'irrompere di questo “esercito nero” di antagonisti violenti provenienti da tutt'Europa fosse atteso da tutti e sia puntualmente avvenuto. È evidente che il ministro Piantedosi, tanto bravo a fare propaganda securitaria e a introdurre nuovi reati, lo sia stato molto meno nell’opera di prevenzione». Il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, ha già chiesto al governo una informativa sui fatti di Torino, prevista, probabilmente, martedì.

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