domenica 8 febbraio 2026

Lublino

 


Cultura e storia a Lublino, perla nascosta della Polonia
Città da scoprire. Nell’Est del Paese, vanta uno dei borghi medievali meglio conservati del continente e la sua atmosfera vibrante le ha fatto meritare il titolo di Capitale Europea della Cultura nel 2029

La Polonia meno conosciuta si distende a est della Vistola, accarezza pianure e città, svela un dialogo millenario tra Oriente e Occidente. Con più di settecento anni di storia e oltre 320mila abitanti, Lublino è custode e simbolo di quest’eredità: ottava città polacca, Capitale dei Giovani 2023 - anche grazie alle nove università cittadine - e futura Capitale europea della Cultura 2029., è collegata all’Italia con voli diretti da Milano Orio.

Qui, ad appena 150 chilometri da Varsavia, non troverete l’atmosfera austroungarica di Cracovia o i vissuti prussiani di Breslavia e Poznań. Lublino è «il luogo dove Est e Ovest hanno imparato a parlarsi», avverte lo storico Jerzy Kłoczowski. Questa “City of inspiration”, come ama definirsi, va sorseggiata con calma. Prendete il castello medievale, ora ricostruito in versione neogotica, con la cappella della Santa Trinità ricca di affreschi bizantino-rutenici di inizio Quattrocento: qui il 1° luglio 1569 venne firmata l’Unione di Lublino, fusione pacifica tra Regno di Polonia e Granducato di Lituania. Una gigantesca confederazione che comprendeva Polonia e Stati baltici, ma anche parte di Russia, Bielorussia, Ucraina, Romania, Moldavia e Slovacchia. Il primo mattone della futura Ue.

Dal castello attraversate poi la Porta Grodzka per entrare nella città vecchia: ci riporta all’antica Lublino, così colta da meritare l’appellativo di “Oxford ebraica” grazie alle scuole dove studiare Talmud e Kabbalah. Oggi gli ebrei sono scomparsi, ma una visita al “NN Theatre Centre” racconta bene la loro storia, così come una passeggiata in uno dei più antichi cimiteri israelitici d’Europa. Nella zona ebraica è poi d’obbligo una tappa da Kuźmiuk, tradizionale forno artigianale dove troverete la celebre Cebularz, frittella ashkenazita di pasta di grano con cipolle. Non lontano ecco Mandragora, esperienza quasi più culturale che gastronomica: un viaggio nelle radici della cucina ebraica, condito da musica klezmer. Qui è stato girato A Real Pain, il capolavoro di Jesse Eisenberg premiato lo scorso anno con un Oscar a Kieran Culkin come migliore attore non protagonista. Tutto intorno la città vecchia rivela la polifonia culturale di Lublino: cattolica ed ebraica, gotica e barocca, con un pizzico di eclettismo, brutalismo e realismo comunista.

La vita notturna pulsa invece tra le mille luci e le immense fontane della moderna Litewski Square, a due passi dalla facciata multimediale del Centro per l’Incontro delle Culture, il Centrum Spotkania Kultur - il più grande della Polonia orientale - amato dalle produzioni Netflix, che vi ha ambientato la serie 1983.

Tra i ristoranti da non perdere vanno ricordati l’aeronautico Ansaldo, accanto all’ex aeroporto nel quartiere Bronowice, da dove l’aereo Ansaldo A.1 Balilla decollò per la prima volta nel 1921, e con sapori che riportano al periodo d’oro tra le due guerre, l’elegante The Olive nell’affascinante hotel Ilan, e la maxibirreria Perlowa con il suo bar da record lungo trenta metri.

Nella regione intorno alla città si trova Majdanek, uno dei più grandi campi di concentramento nazisti, liberato dai sovietici nel luglio 1944. Non ci sono file o controlli, l’ingresso è gratuito e permette di compiere un viaggio toccante in uno dei momenti più dolorosi della lunga storia della Polonia. Tutt’altra atmosfera si respira a Zamość, patrimonio Unesco, una sorta di città ideale rinascimentale italiana teletrasportata in terra polacca per volere del ricco magnate Jan Zamoyski, che la fondò nel 1580. A progettarla fu Bernardo Morando, amico del nobile polacco nonché suo compagno di studi all’università di Padova. Splendida la geometrica Piazza del Mercato, dominata dal municipio di sapore barocco-rinascimentale, un pezzetto di Italia nel cuore delle grandi pianure dell’Est Europa. Altrettanto grandioso è il settecentesco Palazzo Kozłówka, Versailles polacca perfettamente preservata nel suo ardore neoclassico e Rococò.

Tornando a Lublino, la città attende il 2029 in cui sarà Capitale Europea della Cultura, con centinaia di eventi culturali, teatro, musica alternativa, arti circensi. Preparatevi alle sorprese. La città «è un trucco, una distrazione, un’illusione ottica» sorride la scrittrice americana Manya Wilkinson, che a Lublin, questo il titolo del suo libro del 2024, ha dedicato un trionfo narrativo dell’assurdo, ricco di magia e di humour. Il miglior antipasto, assieme al film di Eisenberg, per preparare un viaggio alla scoperta di una Polonia che ancora in pochi conoscono.

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