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lunedì 9 marzo 2026

La vittoria dei verdi nel Baden-Württemberg

Ricarda Lang e Cem Özdemir

Elsa Conesa 
In Germania, i Verdi hanno mantenuto di misura il Baden-Württemberg e hanno inflitto una sconfitta al partito del cancelliere Friedrich Merz
Le Monde, 9 marzo 2026

Nonostante le previsioni di sconfitta nei sondaggi di poche settimane fa, i Verdi tedeschi sono riusciti a mantenere per un soffio il controllo dell'unico dei 16 stati federali del paese da loro governati negli ultimi quindici anni. Alle elezioni regionali tenutesi domenica 8 marzo nello stato meridionale del Baden-Württemberg, vicino al confine con la Francia, hanno vinto con un margine molto risicato sull'Unione Cristiano-Democratica (CDU) del Cancelliere Friedrich Merz, che sperava di riconquistare questa regione storicamente conservatrice, caduta nelle mani dei Verdi nel 2011. Si prevede la formazione di un governo di coalizione tra i Verdi e la CDU, guidato da Cem Özdemir, 60 anni, candidato principale dei Verdi ed ex Ministro dell'Agricoltura. Succederà al popolarissimo Winfried Kretschmann, Ministro-Presidente dei Verdi dello stato ininterrottamente dal 2011.

Le elezioni nel Baden-Württemberg, le prime delle cinque elezioni regionali che si terranno nel 2026, hanno suscitato notevole interesse a livello nazionale. Terzo Land più popoloso della Germania, con oltre 11 milioni di abitanti, il Baden-Württemberg è anche uno dei motori economici del Paese grazie al suo settore automobilistico, che negli ultimi due anni sta attraversando una crisi strutturale.

Le elezioni hanno rappresentato anche un banco di prova per il governo del conservatore Friedrich Merz, al potere a Berlino dal maggio 2025, che si trova ad affrontare l'ascesa del partito di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD) a livello federale. "I Cristiano-Democratici tedeschi hanno ancora la forza di vincere le elezioni?" , si è chiesto il Cancelliere, giunto venerdì 6 marzo per sostenere il candidato della CDU nel sud del Land in un ultimo comizio elettorale, riferendosi a un'elezione di rilevanza nazionale ed europea.

L'AfD sotto il 20%

La CDU, che a dicembre 2025 era ancora in vantaggio sui Verdi di quasi 10 punti, non è riuscita a capitalizzare questo vantaggio. Friedrich Merz, molto attivo sulla scena internazionale, è criticato per la mancanza di riforme in patria, nonostante la sua retorica assertiva, persino di disapprovazione, ad esempio accusando i tedeschi di lavorare part-time troppo spesso per motivi di comodità. "Tutti avremmo preferito che il dibattito sul lavoro part-time non si fosse svolto", ha riconosciuto giovedì 5 marzo Tim Bückner, candidato della CDU nella regione di Schwäbisch Gmünd, a un'ora da Stoccarda. " Il governo ha mantenuto le sue promesse, ad esempio, su immigrazione e tassazione. Ma tutto questo è stato oscurato da dichiarazioni inutilmente divisive".

Guidati da Cem Özdemir, un tedesco di origine turca, i Verdi si erano indeboliti a livello federale dopo le elezioni parlamentari del febbraio 2025, che erano costate loro un terzo dei seggi al Bundestag. Il crollo della coalizione socialdemocratica del cancelliere Olaf Scholz nel 2024, di cui facevano parte, sembrava segnare la fine della linea centrista sostenuta dalla leadership del partito. Si prevede che la vittoria di Cem Özdemir rafforzerà questa fazione, soprannominata l'ala "realista", poiché i Verdi del Baden-Württemberg sostengono posizioni ancora più a destra, sostenendo l'industria automobilistica e una posizione più dura sull'immigrazione.

Il partito di estrema destra AfD è riuscito a raddoppiare il risultato delle elezioni del 2021, ma secondo le stime iniziali è rimasto al di sotto del 20%. Il partito è stato penalizzato da una serie di rivelazioni sul nepotismo nel Land. "Questo equivale a raddoppiare il nostro punteggio, quindi possiamo essere molto soddisfatti", ha comunque dichiarato domenica ad ARD la co-presidente Alice Weidel. Il Partito Socialdemocratico (SPD), gravemente indebolito, ha visto il suo punteggio del 2021 dimezzarsi al 5,5%, mantenendo di misura i suoi seggi nel parlamento regionale. "È una serata molto amara", ha ammesso il vicecancelliere e co-presidente della SPD Lars Klingbeil alla ZDF, esprimendo la speranza di un risultato migliore alle prossime elezioni regionali, che si terranno in Renania-Palatinato il 20 marzo.

Si prevede che le elezioni segneranno anche il destino del Partito Liberale Democratico (FDP), sceso sotto il 5% e quindi non più rappresentato nel parlamento regionale. Il Baden-Württemberg era la sua roccaforte storica, con centinaia di piccole imprese familiari nella Mittelstand tedesca che ne sostenevano il liberalismo economico. "Se l'FDP non riesce a entrare in parlamento nella sua roccaforte del Baden-Württemberg, non avrà successo da nessun'altra parte", aveva previsto il candidato locale del partito, Hans-Ulrich Rülke , al Tagesspiegel l'8 marzo, prima delle elezioni. "È qui che si deciderà se un partito liberale avrà ancora un futuro in Germania".

https://www.lemonde.fr/international/article/2026/03/09/les-verts-allemands-conservent-de-justesse-le-bade-wurtemberg-et-infligent-un-revers-au-parti-du-chancelier_6670060_3210.html?utm_term=Autofeed&utm_medium=Social&utm_source=Facebook&fbclid=IwY2xjawQbf-dleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETFnVlo5aDBOR0VvYmFNZ05Uc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHnFZMNSvPGAPBBTlBWkA3lBkxpjhS9VmZiZeUkjN93fBudLVBAJLSIlpyWdL_aem_nzsPEvZbepRhzQXiJUyVXQ#Echobox=1773041654

https://www.rivistailmulino.it/a/i-verdi-al-bivio#:~:text=Non%20solo.,un'invenzione%20politica%20di%20parte.

domenica 12 gennaio 2025

Alice Weidel




Mara GergoletL’ascesa di Alice, principessa di ghiaccio dell’estrema destra che piace a Elon Musk
Corriere della Sera, 12 gennaio 2025

 Alice Weidel ha dato all’AfD quello che le mancava: un volto e una figura capace di presentarsi come una leader moderna, popolare su Tiktok. E qui però cominciano le domande: a cosa si deve esattamente questo fascino che Weidel esercita sull’estrema destra e non solo, tanto da essere ormai proprio sotto il podio dei politici tedeschi più popolari? E soprattutto, come fa a essere un’eroina del partito ultranazionalista, ad averne conquistato i vertici una donna lesbica, che ha due figlie con la compagna srilankese e che, per giunta, risiede in Svizzera? Una donna che rompe sia il tabù della famiglia tradizionale sia quello dei migranti?


In parte, la presa di Alice Weidel — che ha una divisa: tailleur blu, camicia o girocollo bianco, giro di perle — dipende tanto dalla sua riconoscibilità quanto dalla sua imperscrutabilità. Sulla propria vita Weidel, 45 anni, ha messo il velo della privacy. Una volta ha detto che «quella porta deve restare chiusa, sennò può entrare di tutto».

In più, dal mondo molto riparato, se non segreto, del suo partito, che ostenta un atteggiamento ostile verso la stampa, escono pochi spifferi. Qualcosa però, con il passare degli anni, è emerso. Chi la sostiene dice che in privato ha senso dell’umorismo, che è «rigorosa», determinata, focalizzata. Per i detrattori, bisogna affidarsi a una rara inchiesta dell’agenzia Dpa con fonti di prima mano, ma rigorosamente anonime. All’interno del partito, la chiamerebbero «la principessa di ghiaccio» (Eisprinzessin). Chi non la sopporta la definisce «arrogante» e perfino incompetente. Altri hanno detto che è «egocentrica», che «pensa solo a primeggiare» e che è «un’opportunista della peggior specie». Tuttavia, questi sono gli avversari interni, e l’AfD è una chiesa dalle tante anime, che in parte si detestano. Quanto al curriculum ufficiale, è un’economista, ha lavorato pochi anni a Goldman Sachs senza scalare le posizioni, ha vissuto in Cina con una borsa di studio come consulente e ha conseguito un dottorato sul sistema pensionistico cinese. Ama esibire un accento del Nordreno-Vestfalia, molto occidentale, e dice Wiatschaft (Wirtschaft, economia) con una «r» vocalizzata, laddove in Prussia e nell’est può essere ben più dura.


Si è avvicinata al partito dalla sua fondazione, nel 2013, quando l’AfD era quella dei «professori», perché era contraria al salvataggio dell’euro e delusa dal fatto che Berlino, alla fine, avesse aperto ai Paesi del Sud, compresa l’Italia. È quindi fiscalmente ultraconservatrice e liberista, espressione di quell’ala del partito che poi è quasi sparita. Ma oggi, proprio in queste sue posizioni potrebbe esserci un legame con Elon Musk: un liberismo spinto, quasi alla Milei, che vuole ridurre lo Stato e i sussidi, laddove l’afd è però votata — più di tutti gli altri partiti tedeschi — proprio dal ceto più povero e meno istruito. Ma di questo nell’Afd oggi si parla pochissimo.


L’altra spinta ideologica è quella fortemente nazionalista e di revisionismo storico sul nazismo. Non è sulle posizioni di Höcke, però si è rifiutata di pronunciare il nome della città d’origine della sua famiglia in polacco. Il nonno, alto gerarca nazista fuggito dalla Prussia orientale, è riuscito con sotterfugi a evitare i processi del dopoguerra. Come per altri leader dell’AfD, la ferita della cacciata dall’est — e la militanza nel partito nazionalsocialista (Nsdap) — fa parte della storia familiare.

Sul nazismo è prudente, ma le ultime uscite sembrano indicare un cambio di strategia: «Hitler era comunista», ha detto a Musk, e ieri ha definito i manifestanti «nazisti dipinti di rosso». Uno stravolgimento programmatico (ricorda quello di Putin, che dà agli ucraini dei nazisti), che sembra troppo insistito per essere casuale. Ieri, adottando la «remigrazione», ha abbracciato l’ideologia identitaria: ha quindi virato a destra e non al centro, in un partito che per Marine Le Pen era già troppo radicale. Non ha nessuna chance di diventare cancelliera questa volta, ma Alice Weidel guarda a un orizzonte più lontano.