Yves Bonnefoy
La Beauté
Suis-je belle, ô mortels,
Comme un rêve de pierre? Non, ce n’est pas
Ce triste assentiment que j’attends de vous.
L’enfant pleure sur le chemin et je l’oublie,
Ne suis-je la beauté
Que parce que je flatte votre rêve?
Non, j’ai au fond de moi des yeux grand ouverts,
Je suis tapie, effrayée, je suis prête
À me jeter en avant, à griffer,
Ou à faire la morte si je sens
Que ma cause est perdue dans vos regards.
Demandez-moi d’être plus que le monde.
Souffrez que je ne sois que ce corps inerte,
Pansez-moi de vos vœux, de vos souvenirs.
*
La Bellezza
Sono bella, o mortali,
Come un sogno di pietra? No, non è
Questo triste assenso che mi aspetto da voi.
Il bambino piange sul sentiero e lo dimentico,
Sono la bellezza
Solo perché stuzzico il vostro sogno?
No, ho in fondo a me degli occhi spalancati,
Io sono nascosta, spaventata, sono pronta
A scagliarmi in avanti, a graffiare,
O a fare la morta se sento
Che la mia causa è persa nei vostri sguardi.
Chiedetemi di essere più del mondo.
Patite che io non sia che questo corpo inerte,
Curatemi con i vostri auspici, con i vostri ricordi.
L’ora presente (Mondadori, 2013), trad. it. F. Scotto
Sono bella, o mortali,
come un sogno di pietra? No, non è questo
triste consenso che da voi mi aspetto.
Il bambino piange sulla strada e io lo dimentico.
Non sono io tale, io la bellezza
solo perché blandisco il vostro sogno?
No, ho al fondo di me grandi occhi aperti,
sono battuta, spaventata, sono pronta
a gettarmi in avanti, a graffiare,
o fare il morto se io sento
che la mia causa è perduta ai vostri occhi.
Chiedetemi di essere di più del mondo,
soffrite che io sia solo questo corpo inerte,
e con i vostri voti, e ricordi, medicatemi.

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