domenica 28 giugno 2026

Baldovino scagionato

Fatoumata Sow
Lumumba: uno storico belga scagiona re Baldovino
AfricTelegraph, 26 maggio 2026 

La questione della responsabilità della monarchia belga nell'assassinio di Patrice Lumumba , l'eroe dell'indipendenza congolese giustiziato il 17 gennaio 1961, è tornata alla ribalta con la pubblicazione di un libro di Vincent Dujardin. Il ricercatore dell'Università Cattolica di Lovanio (UCLouvain) difende una tesi che si contrappone ad alcune recenti interpretazioni storiografiche: re Baldovino, salito al trono nel 1951, non autorizzò mai il principio dell'eliminazione fisica del Primo Ministro congolese. Questa tesi giunge mentre la Repubblica Democratica del Congo (RDC) e il Belgio proseguono un delicato dialogo sulla memoria storica, segnato nel 2022 dalla restituzione di un dente attribuito al defunto leader.

Una rilettura degli archivi reali

Vincent Dujardin si basa su un'ampia mole di documenti, tra cui materiale proveniente dagli archivi di palazzo e dalla corrispondenza diplomatica belga dell'epoca. Secondo la sua interpretazione, gli scritti attribuiti a Baldovino dimostrano una chiara ostilità politica nei confronti del leader nazionalista, senza tuttavia costituire una carta bianca per la sua eliminazione. Lo storico distingue tra la dichiarata volontà di neutralizzare politicamente l'ex Primo Ministro congolese e l'effettivo ordine di esecuzione, che a suo avviso fu emesso da altri attori sul territorio del Katanga.

Questa distinzione alimenta una controversia storiografica di lunga data. La commissione d'inchiesta parlamentare belga concluse nel 2001 che lo Stato belga aveva una responsabilità morale, senza tuttavia incriminare esplicitamente il monarca. Il rapporto evidenziò il coinvolgimento di ministri, funzionari e ufficiali nella catena di eventi che portarono al trasferimento di Lumumba nella regione secessionista del Katanga, governata da Moïse Tshombe, dove fu ucciso insieme a due suoi compagni, Maurice Mpolo e Joseph Okito.

Un dibattito sulla memoria storica ad alta sensibilità diplomatica

La pubblicazione giunge in un momento in cui il Belgio si sta impegnando da diversi anni per riconoscere il proprio passato coloniale. Nel giugno 2020, re Filippo ha espresso il suo rammarico per le sofferenze inflitte durante la colonizzazione, senza tuttavia porgere le proprie scuse. Due anni dopo, durante una visita ufficiale a Kinshasa, il monarca ha descritto il regime coloniale come un sistema di sfruttamento basato su paternalismo, discriminazione e razzismo. La questione di Lumumba, tuttavia, rimane il punto più controverso di questa storia condivisa.

Per le autorità congolesi, la figura di Lumumba conserva un notevole significato politico. Elevato al rango di eroe nazionale, il Primo Ministro assassinato incarna la sovranità frustrata di un Congo da poco indipendente, impantanato nella secessione del Katanga e nella Guerra Fredda. La famiglia del leader, che per decenni ha lottato per la restituzione delle sue spoglie, ha sempre sostenuto che la verità, sia dal punto di vista legale che storico, rimane incompleta.

Una tesi che probabilmente susciterà polemiche.

La posizione difesa dal professore dell'UCLouvain non sarà universalmente accettata. Diversi ricercatori, tra cui il sociologo Ludo De Witte, il cui libro del 1999 fu proprio ciò che diede il via all'inchiesta della commissione parlamentare belga, sostengono un'interpretazione più accusatoria del coinvolgimento delle autorità belghe, anche ai più alti livelli di governo. Per questi storici, la documentazione disponibile dimostra una convergenza di intenti tra gli attori politici, economici e militari belgi, finalizzata a rimuovere definitivamente Lumumba dalla scena politica congolese.

Al di là del dibattito tra gli esperti, il lavoro di Dujardin solleva una questione metodologica ricorrente nella stesura delle storie coloniali: è possibile dissociare la responsabilità istituzionale di un capo di Stato dalle azioni compiute dai suoi subordinati, a condizione che questi ultimi abbiano agito all'interno di un quadro politico noto e tollerato ai massimi livelli? La risposta non riguarda solo la memoria della monarchia belga, ma anche la sostanza delle future iniziative ufficiali attese da Kinshasa.

Il dibattito scatenato da questa nuova pubblicazione rischia di influenzare le prossime fasi del dialogo bilaterale, in particolare la questione irrisolta delle scuse formali da parte dello Stato belga alla Repubblica Democratica del Congo. 

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