lunedì 22 giugno 2026

La festa dell'Olanda ai mondiali




Roberto Maida 
L'eroe Eloy Room fa ballare Curaçao e... i reali d'Olanda: "Beh, adesso fatemi una statua"
Gazzetta dello Sport, 21 giugno 2026

 Ancora non mi rendo conto di quello che è successo”. E bisogna credergli. Certe notti capitano solo una volta nella vita e solo ai più fortunati. Eloy Room è ancora vestito da portiere mentre agita la statuetta del migliore in campo senza dare ancora un nome alla sua stessa impresa: con 15 parate, record in una partita dei Mondiali supplementari esclusi, ha impedito all’Ecuador di segnare e ha regalato a Curaçao il primo incredibile punto della storia. Benefici taumaturgici del Room service. Anche il re e la regina d’Olanda, in tribuna a Kansas City, sono scesi negli spogliatoi per complimentarsi e ballare insieme ai giocatori della ex colonia: giornata top per loro, i regnanti Willem e Maxima, che nel pomeriggio avevano assistito alla cinquina oranje contro la Svezia.

commozione

Ma torniamo a Room, che ha 37 anni e gioca proprio negli Usa: nel Miami, dirimpettaio dell’Inter di Messi, iscritto alla seconda divisione e nemmeno alla Mls. Nato a Nimega, nella madrepatria, ha un passato non memorabile al Vitesse e ha raccolto 3 presenze nel Psv Eindhoven. Veniva dal diluvio di gol incassati all’esordio contro la Germania, stavolta invece ha abbassato la serranda: “La parata più difficile è stata la prima su Valencia – ricorda – perché ha dato un’impronta alla partita facendoci acquisire fiducia. Le altre voglio rivederle”. Sì ok però che razza di emozione è questa? “Enorme. Sono confuso, ho tante cose nella testa e penso a mio padre che era qui con me”. È morto a novembre, è stato il suo angelo custode. Eloy: “Ho dato tutto quello che avevo. E come me la squadra. È incredibile che la nazione più piccola di sempre sia riuscita a ottenere un risultato simile. È segno che siamo un gruppo speciale”.

la battuta

Il ct, Dick Advocaat, si è commosso un’altra volta dopo le lacrimucce scese per il golletto contro la Germania: la sua mano nell’organizzazione tattica della squadra si è vista eccome. Ma senza l’imbattibile Room, che detiene il record di presenze con la nazionale avendo accettato di rappresentarla già nel 2015, saremmo qui a raccontare un’altra vicenda. Il portiere scherza, scrutando il Guinness dei primati che ha premiato il collega americano Tim Howard: 16 parate nel 2014, ma in 120 minuti e non 90. “Peccato – osserva Room ridendo – ma sono comunque orgoglioso perché credo che lui abbia sofferto un po’ dalla tv… Mi aspetto però che a Curaçao mi facciano una statua”. Pochi giorni fa questo stadio aveva incoronato Messi, che qualche volta ha visto in spiaggia a Miami: “L’onore è doppio, evidentemente Kansas City da ora in poi diventerà la mia città preferita”. Complimenti. Ma non finisce qui: la piccola isola può addirittura sognare la qualificazione. Le basta, si fa per dire, battere la Costa d’Avorio nell’ultima giornata del girone per sperare nel secondo posto. Meglio non porre più limiti.

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