venerdì 26 giugno 2026

L'asilo notturno Umberto I


Alessio Torre
Asili Notturni Umberto I, pasti in aumento del 54% A Torino cresce la povertà

Corriere Torino, 26 giugno 2026

«Io pensavo che gli Asili Notturni fossero un luogo dove le mamme che lavoravano di notte lasciavano i bambini a dormire. Ma mi sbagliavo…».

Sergio Rosso riavvolge il nastro della memoria e racconta come è iniziata la sua avventura da presidente degli Asili Notturni Umberto I. Una storia che ha dato vita anche ad un libro appena uscito per Feltrinelli, Il Filo Rosso della solidarietà .E nella sede di via Ormea, parla di quanto sia sempre più estesa e ramificata l’attività della fondazione torinese che fin dal 1886 offre assistenza gratuita a persone in condizione di povertà.

«Aspettandovi, ho avuto tempo di fermarmi a parlare con qualcuno dei nostri ospiti. Preso dai mille impegni, riesco a farlo raramente. Ciò mi ha riportato ad ascoltare le loro storie, ve ne sono grato». Rosso ha 79 anni, ma l’entusiasmo e l’energia di un trentenne. La voglia di aiutare gli altri non si è mai spenta, nemmeno quando capì cosa erano gli Asili Notturni.

Percorrendo i corridoi della struttura, si capisce il perché Sergio Rosso sia un uomo così impegnato. Sono sempre di più, infatti, le persone che si presentano alle 18 per usufruire dei pasti caldi messi a disposizione. Nei primi quattro mesi del 2026 sono stati serviti mediamente 160 pasti al giorno, contro i 104 dello stesso periodo dell’anno precedente. L’aumento è quasi del 54%. «Ci sono giorni in cui non riusciamo a far sedere tutti in mensa. Allora forniamo comunque sacchetti con panini e acqua».

Rosso mise piede in via Ormea per la prima volta nel 1995. Trovò un edificio caduto in degrado, con uno stanzone in cui venivano ammassate una cinquantina di persone, senza corrente elettrica e riscaldamento. Oggi l’edificio è una struttura moderna e ottimamente arredata, con 34 posti letto. Ha una sala mensa e offre servizi sanitari come odontoiatria, podologia e oculistica, grazie a medici e operatori che prestano opera di volontariato sotto la guida del direttore sanitario, Piero De Girolamo. Con il tempo, alla sede di via Ormea si sono aggiunti il polo di via Ravenna 12 (un housing sociale che ospita sino a 25 persone inaugurato a inizio 2025) e i distaccamenti regionali di Pinerolo, Alessandria, Biella e Ivrea, dove ad aprile è stato aperto un ambulatorio oculistico con il sostegno dell’associazione Ippocrate. A Torino c’è pure il Piccolo Cosmo, in via Cosmo: «Lì abbiamo 14 alloggi per famiglie in disagio abitativo». Sergio Rosso non si vuole fermare: «Con il supporto di Fondazione Azimut abbiamo acquistato un intero isolato che si affaccia nella piazza centrale di Chieri. Realizzeremo 12 alloggi per ragazze madri, la scuola di sartoria, l’ambulatorio oculistico e quello dentistico».

Tra i professionisti e i volontari della cui collaborazione Sergio Rosso si avvale, a Biella c’è anche l’ex assessore regionale Chiara Caucino. «Ho conosciuto Sergio Rosso durante il mio incarico da assessore e rimasi molto colpita dalla sua voglia di fare. Così decisi che, una volta terminata quell’avventura, avrei iniziato a collaborare», dice Caucino, che si occupa, da volontaria, dell’ambulatorio oculistico di Biella.

«Noi siamo una fondazione apartitica — spiega Rosso — . Anche per questo abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto con le istituzioni, il cui supporto è sempre stato fondamentale». Il presidente ha mille impegni e poco tempo per riflettere. Ma quando lo fa, sorride: «In trent’anni di impegno, le gratificazioni più belle sono stati i casi in cui le persone che abbiamo ospitato sono riuscite a ritrovare uno spazio nella società. Ma il beneficiario principale sono io. Non fossi qui, starei a guardare i cantieri per strada. Mi definiscono volontario, ma sono io che traggo linfa vitale dagli Asili Notturni».

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