martedì 23 giugno 2026

Un amore travolgente di gioventù

 

Romanzo. "I beati anni del castigo", di Fleur Jaeggy

È un paesaggio di una bellezza malsana. Immerso in una "pace idilliaca e mortale ", i suoi contorni si stagliano dietro le finestre dell'Istituto Bauser. In questo collegio svizzero, giovani ragazze languiscono, pallide e sognanti: aspettano il momento in cui finalmente potranno entrare nel mondo. * Gli anni beati della punizione * di Fleur Jaeggy, originariamente tradotto da Gallimard nel 1992 e ora ripubblicato in edizione tascabile da Éditions Zoé, ci introduce a questa "vita scolastica" attraverso la voce di una studentessa interna. Come le sue compagne, sogna "grandi cose" e languisce, gonfia di noia: "Guardavo una finestra e la finestra mi guardava a sua volta, il che mi faceva assopire". Un giorno, però, arriva una "nuova ragazza ", Frédérique. Splendida, seria, "perfetta ", priva di "umanità" , affascina immediatamente la narratrice. Fleur Jaeggy ritrae con immensa finezza la timida danza dell'amore che si dipana tra l' "idolo" e l'ammiratore. Con lo sguardo sempre scintillante di ilarità, descrive i giochi di potere e seduzione che animano le ore nebbiose di queste ragazze solitarie. "Nei collegi " , dice la narratrice, " un'infanzia senile si trascina quasi fino alla follia ". Acuto e poetico, il linguaggio di Fleur Jaeggy ci permette di cogliere la strana trama di questa giovinezza, dove il fascino del vuoto viene appreso fin da piccoli. Lanwen Huon

“I beati anni del castigo”, di Fleur Jaeggy, postfazione di Gabriella Zalapi, tradotto dall'italiano da Jean-Paul Manganaro, Zoé, “Pocket”, 128 p., 9 €.

https://www.lemonde.fr/critique-litteraire/article/2026/06/22/les-breves-critiques-du-monde-des-livres-averroes-olivier-bourdeaut-max-frisch-fleur-jaeggy_6708208_5473203.html?search-type=classic&ise_click_rank=1

Un collegio femminile in Svizzera, nell'Appenzell. Un'atmosfera di idillio e cattività. Arriva una "nuova": è bella, severa, perfetta, sembra che ab bia già vissuto tutto. La protagonista - un'altra interna del collegio - si sente attratta da questa figura, che lascia intravedere qualcosa di quieto e terribile. E il terribile, a poco a poco, si scopre: è la terra di nessuno tra perfezione e follia. Lo stile limpido e nervoso, l'acutezza delle notazioni, l'intensità di questa storia fanno risuonare una corda segreta, quella che si nasconde nell'immaginario collegio da cui tutti siamo usciti. E ci lascia toccati da una emozione rara, fra lo sconcerto, l'attrazione e il timore, come se al centro di un'aiuola ben curata vedessimo aprire una voragine. (presentazione editoriale)  

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