“Le chiavi del chiostro. Donne tra confinamento e libertà”, di Aude Loriaud, pubblicato da Armand Colin, 416 p., €23,90
Le Monde, 18 maggio 2026
Un monaco può vivere in clausura. Può anche scegliere di non farlo. Una suora, invece, lo fa sempre: è proprio ciò che la definisce. Questa era la regola che prevalse fino alla Rivoluzione. Imponendola dal Concilio di Trento nel 1563, formalizzò un'antica pratica, basata, come sottolinea Aude Loriaud, "su rappresentazioni denigratorie della natura femminile " e su un desiderio di controllo e correzione che, come dimostra la storica, aveva strutturato per oltre due secoli la società francese, dove le comunità religiose "costituivano i principali luoghi di reclusione per le donne " .
Mogli adultere o accusate di adulterio, donne che si prendono "libertà di condotta" o rifiutano matrimoni combinati, giovani ragazze mandate in convento per motivi familiari: questi sono solo alcuni dei personaggi che popolano le pagine di questa ricca inchiesta, densa di materiale d'archivio spesso straziante. Ma non è solo straziante; attraverso la sua meticolosa analisi, Aude Loriaud riesce ad avvicinarsi alla realtà delle monache, alla loro capacità di agire – una libertà inaspettata, forgiata attraverso una costante negoziazione per trasformare il chiostro in uno spazio di sovranità, libero dalla morsa degli uomini. Dal libro emerge un quadro più ambivalente di quanto si potesse immaginare, che non si limita ad approfondire la nostra comprensione: ci sorprende e ci costringe a riscriverla.

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