domenica 17 maggio 2026

L' elezione di Leone XIV

 


cardinali e cordate: come andò quel conclave

L’elezione di Leone XIV

Carlo Marroni
Il Sole 24ore, 17 maggio 2026

A un anno dall’elezione, Leone XIV ha impresso una nuova dinamica del pontificato. Viaggi, nomine, e anche un nuovo approccio con il mondo esterno, emerso con evidenza nella missione in Africa, e infine anche nella visita a Napoli.

Per capire come si è arrivati all’elezione servono codici di decrittazione, una guida che legga la successione degli eventi di poco più di un anno fa. Ecco che arriva L’ultimo conclave, di Gerard O’Connell ed Elisabetta Piqué, giornalisti esperti di Vaticano e non solo, autori di libri e di inchieste, profondi conoscitori di Francesco. Il libro è scritto come un diario di viaggio tra gli ultimi giorni di Bergoglio e il periodo che va dalla fine del pontificato – la “sede vacante” – all’elezione, una narrazione molto documentata, piena di fatti inediti, e una ricostruzione costante dell’insieme. Leone è eletto l’8 maggio, ma il 3 – solo cinque giorni prima, e tre dall’inizio del conclave, con 133 cardinali da 70 Paesi – tutto è in alto mare. Mentre l’ala conservatrice «sembra pronta a votare per il candidato più forte e più conosciuto, il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato, diplomatico che si presenta come chi metterà ordine nella “rivoluzione bergogliana”, dall’altra parte si cerca la soluzione migliore per evitare un ritorno indietro e consolidare il percorso riformista del papa dalla fine del mondo». Nel campo progressista c’è molta incertezza e spuntano via via dei nomi, soprattutto tra quelli che sono stati più vicini a Francesco, specie nell’ultima fase. Tra i quali, a un certo punto, arriva quello del cardinale agostiniano Robert Francis Prevost, sulla cui votazione il libro offre una dettagliata e coinvolgente ricostruzione.

Al primo voto la sera del 7 maggio i maggiori consensi vanno ai cardinali Erdő , Prevost e Parolin, mentre alla seconda le cose cambiano e il risultato è: Prevost, Parolin, Erdő e Aveline. Qui si innesta un altro aspetto che il testo di O’Connell e Piqué mette in luce: la narrazione emersa dopo il voto è che, durante il pranzo del secondo giorno, l’8 maggio, Parolin, «avrebbe capito che la cosa era ormai decisa e avrebbe suggerito ai suoi sostenitori di appoggiare Prevost. Ma diversi elettori ci hanno detto che non è andata così, che è falso che Parolin abbia fatto un passo indietro e chiesto ai suoi sostenitori di votare» per il cardinale americano. Si arriva al voto decisivo (anche questa volta come nel 2013 una votazione viene ripetuta per una scheda attaccata a un’altra), ed è il quarto, con Prevost che resta molto tranquillo, «era impressionante come sembrasse in pace», testimonia un cardinale.

Superato il quorum scatta un lungo applauso, cinque minuti, e alla fine la votazione è di 108 voti per il nuovo Papa, un numero che fino ad oggi era sconosciuto.

Gerard O’Connell ed Elisabetta Piqué

L’ultimo conclave
Lindau, pagg. 444, € 26

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