giovedì 14 maggio 2026

Golshifteh Farahani

 

Thomas Usan
Chi è Golshifteh Farahani, l'attrice iraniana dietro allo schiaffo di Brigitte a Macron
La Stampa, 14 maggio 2026 

Un simbolo della lotta contro il regime iraniano e oltre 15 milioni di follower sui social. Secondo il giornalista Florian Tardif il motivo dello schiaffo di Brigitte Macron al marito Emmanuel, in Vietnam nel 2025, fu la scoperta di alcuni messaggi del presidente francese con l’attrice Golshifteh Farahani.

Un amore, secondo il cronista, “platonico” tra l’inquilino dell’Eliseo e la star che avrebbe provocato la gelosia della first lady. Farahani non è solamente un’attrice, ma in patria è un vero e proprio simbolo di libertà per essersi opposta al regime, fino a essere costretta all’esilio.

Un’attrice nata

Ma andiamo con ordine. Nata nel 1983, Farahani già a 14 anni entra nel mondo del cinema iraniano, diventando in breve tempo una star nazionale. Vince diversi premi e con il tempo riesce a ottenere alcune parti in diversi film asiatici. L’anno della svolta però è il 2008. Ridley Scott la chiama per fare un provino per “Nessuna verità”, un film in cui partecipano attori di fama internazionale, tra cui Leonardo DiCaprio e Russell Crowe. Supera la selezione e ottiene la parte, diventando la prima attrice iraniana a lavorare per una produzione hollywoodiana.

La rottura con il regime

In patria però il regime non sostiene la sua scelta, nonostante la popolarità dell’attrice tra gli iraniani. Sempre nel 2008, sull’onda dell'entusiasmo per la nuova star, viene selezionata per un provino a Londra per “Prince of Persia”. Il regime però le impedisce di lasciare il Paese e da qui iniziano le prime incrinature. Nello stesso anno viene pesantemente criticata dai fondamentalisti per essersi rifiutata di indossare l’hijab nei film internazionali.

A questo punto Farahani si trasferisce a Parigi. E proprio nella capitale francese nel 2012 posa con il seno nudo per un’iniziativa ai premi César, l'equivalente francese degli Oscar. Apriti cielo. Le autorità iraniane convocano la famiglia, ancora residente in patria, spiegando loro che la figlia non è più benvenuta nel Paese. Nell’arco di pochi mesi il passaporto le viene confiscato e il provvedimento di esilio viene ufficializzato. Da allora non è mai più tornata in Iran. Nel 2015, quando ormai è diventata un simbolo di libertà, posa completamente nuda per la rivista francese Egoïste.

«Parigi è l'unico posto al mondo in cui le donne non si sentono in colpa. In Oriente, ti senti in colpa tutto il tempo», dirà dopo le ennesime critiche del regime. Negli anni ha sempre portato avanti la battaglia per la liberazione dell’Iran, a partire dal suo ruolo importante a livello mondiale per la diffusione della notizia della morte di Mahsa Amini, arrivando fino ai discorsi in occasioni importanti come il festival di Cannes.

E lo scorso gennaio in un editoriale a “Le Monde” ha raccontato il suo passato: «Sono nata durante la guerra in Iraq, nel 1983 - scrive sul quotidiano francese -, dopo la Rivoluzione Islamica. I primi anni della mia vita sono stati intrisi di paura. Paura per mio padre, che fuggiva per salvarsi la vita perché aveva fatto parte dell'opposizione, sia prima che dopo la rivoluzione». E continua: «Non è la prima volta che l'Iran vive sotto un regime così brutale, ma spero che sia l'ultima. La resistenza all'abominio, alle dittature e agli invasori è nel nostro sangue».

La carriera in ascesa

In Francia oggi è diventata una figura molto riconosciuta all’interno del mondo culturale. Lavora con registi come Christophe Honoré, Alain Chabat e Arnaud Desplechin. La sua carriera a Hollywood è continuata ancora dopo gli esordi con un altro film di Scott “Exodus: Dei e Re” e “Pirati dei Caraibi. La vendetta di Salazar”, per cui si sottopone a ore di trucco al giorno per incarnare la maga Shansa.

https://machiave.blogspot.com/2026/01/in-nome-del-popolo-iraniano.html



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