giovedì 16 aprile 2026

L' Ungheria di Stefano Bottoni


Francesca De Benedetti 
Questo libro su 
Orbán è una eresia. E la tipografia deve restare segreta
Domani, 28 maggio 2023

Ci sono libri che contengono storie, e poi ci sono libri che sono in sé una storia. È in sé una storia, un libro che viene stampato in una tipografia segreta, per esempio. «Abbiamo un patto: non dobbiamo rivelare qual è». Ed è in sé una storia, un libro che «nessuno era abbastanza coraggioso da pubblicare», come dice Csaba Lukács, che si è reinventato editore per l’occasione.

Che libro è questo, allora? Cosa conterrà mai di così eretico da dover essere stampato senza che si sappia dove? Nessuno immaginerebbe mai che la risposta a questa domanda sia: la rigorosa opera di uno storico. Nessuno lo immaginerebbe, a meno di rivelargli un dettaglio: l’opera ha un protagonista che non ammette critiche, Viktor Orbán, e viene stampata in Ungheria.

Questa è la storia di un libro il cui titolo recita: A hatalom megszállottja. Orbán Viktor Magyarországa, che in italiano suona: Stregato dal potere. L’Ungheria di Viktor Orbán.

L’autore e il «despota»


A scriverlo è stato lo storico Stefano Bottoni. Insegna storia dell’Europa orientale a Firenze, e in precedenza ha fatto ricerca all’accademia ungherese delle scienze: «Sono un cervello rientrato in Italia», scherza lui. Non si può dire che sia semplicemente italiano, né che sia ungherese: Bottoni ha passato mezza vita di qua, mezza di là. Il primo quarto di secolo a Bologna, e un’altra ventina d’anni a Budapest: oltre alla madre, anche la moglie è ungherese; i figli di Bottoni padroneggiano con disinvoltura entrambe le lingue.

Seguendo i crismi di un intellettuale che di lingue se ne intendeva, Bottoni è da definirsi a tutti gli effetti europeo: come diceva Umberto Eco, «la lingua dell’Europa è la traduzione». Il fatto è che non sempre tradurre – far parlare mondi, mettere in comunicazione culture, convertire da un contesto all’altro – è cosa semplice. Portare una biografia di Orbán in Ungheria, per esempio, si è rivelata un’impresa.

«A novembre del 2019 era già uscito il mio libro italiano, Orbán. Un despota in Europa. A distanza di quattro anni, in Ungheria Orbán è più despota, mentre c’è meno Europa. Il sistema orbaniano è uscito dalla zona ibrida ed è entrato nitidamente in quella che tra studiosi chiamiamo patronal autocracy, autocrazia padronale».

Tra l’edizione italiana e quella ungherese intercorrono quattro anni, una pandemia, la guerra in Ucraina, e una svolta; va detto che già nel 2019 Bottoni aveva inquadrato le derive dispotiche del premier, ma oggi sono maturate. «Basti pensare che lo stato di emergenza in Ungheria è stato continuamente prorogato, e vige tuttora: si governa spesso per decreto. Nella versione ungherese del mio lavoro, poi, il rapporto di Orbán con la Russia diventa un tema centrale: ricostruisco tutto l’arco delle sue relazioni con Putin».

Nessun commento:

Posta un commento