Silvia Francia
In edicola con La Stampa "Vento fresco, il noir marinaro del giornalista Gardoncini
La Stampa, 7 aprile 2026
Dal giornalismo alla narrativa giallo-noir. Battista Gardoncini torna in libreria con Vento fresco, un romanzo che segna una svolta rispetto ai suoi lavori precedenti, immergendo il lettore tra barche a vela, Mediterraneo e segreti familiari. Il volume, edito dal Capricorno per la collana Piemonte in noir, sarà da oggi in vendita anche nelle edicole, insieme con “La Stampa”, al costo di 10, 50 euro oltre al prezzo del giornale.
Una vita nel giornalismo, la sua, Battista, prima di approdare alla narrativa.
«Sì, ho iniziato negli anni ’80 come cronista di nera all’ “Unità”, poi sono passato in Rai, dove ho condotto giornali radio e telegiornali, poi sono stato responsabile di “Leonardo”, il tg scientifico. Ora sono in pensione e ho più tempo per scrivere».
Quando è nata la passione per la narrativa?
«Ho sempre letto molti gialli, soprattutto autori come Dashiell Hammett e Raymond Chandler, che considero maestri assoluti. A un certo punto ho pensato di raccontare il giornalismo di una volta attraverso un romanzo. Così sono nati i primi due libri, “Redattore ordinario” e “Servizio pubblico”».
In “Vento fresco”, cosa cambia rispetto ai primi libri?
«Cambia molto. I primi due erano legati al mio mondo, quello del giornalismo. Questo invece non è autobiografico. Vero che ruota intorno alla pratica della vela, una mia grande passione, ma il protagonista non ha nulla a che fare con me».
Lui si chiama Ivan.
«Sì, ed è uno skipper, un uomo forte, senza troppi scrupoli, con un passato complicato. È figlio di un malavitoso corso che lui non ha mai conosciuto e che muore in circostanze sospette. Da lì parte un’indagine che lo porta tra Torino, la Corsica e la Costa Azzurra, alla scoperta di segreti familiari e vicende oscure».
Quanto c’è di reale nel romanzo?
«Le navigazioni e i luoghi sono reali. Il resto è pura invenzione. Però la descrizione degli aspetti tecnici legati alla vela è accurata, tanto che ho inserito anche un glossario per aiutare i lettori meno esperti».
Definirebbe il libro un giallo o un noir?
«Sicuramente è più noir dei precedenti: ci sono elementi più duri, più violenti, personaggi meno definiti tra bene e male. Ci sono buoni che non sono del tutto buoni e cattivi che non sono del tutto cattivi».
C’è anche una componente d’azione più marcata?
«Sì, Ivan non è un giornalista che indaga parlando con le persone: è uno ben piantato che, se serve, usa le maniere forti. È un personaggio più fisico. Questo cambia il tono della narrazione».
Cosa rappresenta per lei oggi la scrittura?
«Prima di tutto divertimento. Non ho la pretesa di essere un grande letterato, ma cerco di scrivere bene e coinvolgere il lettore, tenedo alta la tensione»

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