domenica 19 aprile 2026

Melania ci prova

Jacopo Jacoboni
Melania Trump show

La Stampa, 19 aprile 2016

«Le bugie che mi legano al disgraziato Jeffrey Epstein devono finire oggi stesso». «Non sono una vittima di Epstein». «Io e Donald venivamo invitati alle stesse feste di Epstein di tanto in tanto, dato che frequentare gli stessi ambienti sociali è comune a New York e Palm Beach». Il discorso di Melania Knauss Trump alla Casa Bianca il 9 aprile scorso è stato un evento apparentemente incomprensibile: per quale motivo la First Lady deve tornare su un caso oscurato sui media dalla guerra in Iran, rispondere ad accuse che nessuno le ha mai rivolto e fornire in diversi passaggi una versione smentita da fatti già emersi?
La First Lady ha detto di non esser mai stata in relazione con Epstein o con la sua ex complice condannata Ghislaine Maxwell, con la quale ha detto di aver avuto solo una corrispondenza occasionale, in cui le ha “risposto” “in maniera educata”. Ma, tanto per fare un esempio, la mail che emerge dagli Epstein files non è una “risposta”: è Melania che scrive a Ghislaine. Non è casuale corrispondenza: Melania la lusinga, chiede lei di vedersi. Ghislaine chiama Melania “sweet pea”. Se Melania fosse mai chiamata a testimoniare al Congresso, queste cose dovrebbe dirle sotto giuramento.
Forse come difesa era meglio dire: conoscevo bene entrambi, erano nostri amici. Il resto non lo sapevo. È traballante, ma dire li ho visti solo per via di circoli “overlapping” è inaccurato. Decine di foto paiono suggerire vicinanza tra Epstein-Ghislaine e Trump-Melania. Melania ha poi dichiarato di aver «incrociato le strade» con Epstein per la prima volta nel 2000 a un evento a cui aveva partecipato con Trump, cinque anni prima del loro matrimonio. Tutte cose che potranno essere verificate.

Tanti in America collegano l’uscita di Melania al rischio che una sua ex amica, Amanda Ungaro, racconti, come minaccia di fare, tutto quel che sa. Ungaro è stata per vent’anni la moglie di Paolo Zampolli, ex agente di modelle che portava negli Usa tante ragazze dell’Est Europa o russe. Oggi Zampolli è ambasciatore Usa per le global partnership. Ungaro lo accusa di averla fatta “deportare”, e a El Pais ha dichiarato: «Ora è guerra. Vedremo chi vincerà».

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