Francesca Coin
L'oltraggio di Renee Good è la sfida al potere maschile
il manifesto, 14 gennaio 2026
«Gli uomini temono che le donne ridano di loro. Le donne temono che gli uomini le uccidano», scriveva Margaret Atwood in Second Words. Sono queste le parole più calzanti per descrivere l’omicidio di Renee Nicole Good da parte di un agente dell’Ice.
È stato il video filmato dal telefono dell’agente Jonathan Ross a restituire con chiarezza la sequenza degli eventi. Mostra, da un lato, Renee Good, donna bianca con cittadinanza statunitense che operava come osservatrice legale per monitorare i raid dell’Ice. Dall’altro, gli agenti dell’agenzia federale responsabile del controllo della sicurezza delle frontiere e dell’immigrazione. Il video riprende Good all’interno della sua auto, intenta in una conversazione leggera con la moglie Becca, mentre il cane siede nel sedile posteriore e i peluche del figlio sono in quello anteriore. «Guida, amore, guida», le sussurra la moglie mentre chiude la portiera dell’auto e Renee Good si rivolge all’agente sorridendo, «amico, non ce l’ho con te». Qui, da fuoricampo, la voce di un agente le intima di scendere dall’auto.
«Fuori dall’auto. Fuori dall’auto. Fuori dalla cazzo di auto». Poi, il rumore di tre colpi di pistola. L’inesorabile schianto dell’auto di Good quando questa perde conoscenza. Le parole di Ross «fottuta stronza» chiudono una scena in cui si alternano l’ironia delicata delle donne e la violenza degli agenti.
Negli ultimi giorni, questo video ha suscitato sconcerto e cordoglio in tutto il mondo. Ice out for Good (Ice fuori per sempre, Ice fuori per Renee Good), ben riassume il sentimento prevalente nelle piazze, unite dalla richiesta di espellere l’Ice dalle città. Negli ultimi mesi, l’Ice ha ricevuto dall’amministrazione Trump finanziamenti superiori a quello di interi eserciti. Ha fatto raid e rastrellamenti su larga scala, oltre a settantamila arresti, la maggior parte dei quali persone incensurate. In questo quadro, una sola domanda non trova risposta adeguata: perché?
Kate Manne, filosofa politica e autrice di Down Girl. The Logic of Misoginy l’ha detto nel modo più chiaro. «È un caso di misoginia e di fascismo in azione», che emerge «con una chiarezza nauseante, prevedibile e tuttavia moralmente sconvolgente». In questo quadro, il tono disinvolto di Good è vissuto dall’agente come un oltraggio. «La rabbia che le donne suscitano quando mettono in discussione figure maschili di autorità», scrive Manne, «è un esempio archetipico di una dinamica di genere che ignoriamo a nostro rischio e pericolo». In questo quadro, la misoginia non va intesa banalmente come ostilità nei confronti delle donne. È la punizione che spetta a chi disconosce l’ordine patriarcale.
Subito dopo i fatti, Donald Trump ha definito Good come una «terrorista domestica», che «guidava in modo turbolento», «ostacolava e opponeva resistenza», sino a costringere l’agente a sparare per legittima difesa. L’evidente discrasia tra le parole di Trump e i fatti è stata descritta come simbolo della post-verità, il modo con cui l’amministrazione Trump distorce la realtà per proteggere la propria legittimità politica. Le parole di Trump, tuttavia, potrebbero descrivere a un tempo i fatti in modo distorto e il suo sguardo in modo fedele. Potrebbero essere, in altre parole, false ai nostri occhi e vere ai suoi.
A partire dal testo classico di Richard Hofstadter Lo stile paranoide nella politica americana, la letteratura ha mostrato come la personalità autoritaria tenda a confondere le cause e gli effetti, i carnefici con le vittime, sino a sentirsi al centro di uno stato d’assedio con il compito di salvare la civiltà. In questo quadro, lo stato d’assedio descrive il timore che la gloria imperiale soccomba alle forze ataviche che la minacciano.
Prima ancora di essere falsa, la proiezione paranoica è una spettacolare messa in scena del mondo fantasmagorico della personalità autoritaria, ossessionata dalla paura che tutte le forze che le sono state subordinate si rivolteranno.
In questo quadro, non sorprende che l’omicidio di Renee Nicole Good sia stato interpretato, da alcuni, come un femminicidio, perché il suo scherno è stato percepito come un oltraggio. Lo scopo della misoginia è usare premi e punizioni per educare le donne a essere deferenti nei confronti dell’autorità. Good non tradiva sottomissione, né paura, né soggezione, ed è proprio questa indifferenza a costituire un affronto intollerabile. Le donne e le persone migranti pagano ogni giorno il prezzo di un disciplinamento mai richiesto. Ed è tragico che questo diventi scandaloso solo quando diventa letale.

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