Federico
Gottardo
Lo sciacallo di Davide Borgione: “Non credevo
morisse, pensavo non fosse grave”
la Repubblica, 30 gennaio 2026
Dice di essere dispiaciuto e sconvolto. E ai suoi avvocati assicura: «Non mi ero reso conto che quel ragazzo stesse così male, altrimenti avrei chiamato i soccorsi». Eppure quel ventenne torinese, italiano e incensurato, ha lasciato Davide Borgione in un lago di sangue, sull’asfalto di via Nizza, a Torino. E, secondo l’accusa della polizia locale e della procura, se n’è andato con il portafogli del giovane morto pochi minuti dopo all’ospedale Cto.
Il presunto “sciacallo” aspetta di essere interrogato dalla pm Delia Boschetto, che ha aperto un’inchiesta per omicidio stradale, omissione di soccorso e furto. Potrebbe avvenire nei prossimi giorni, quando verranno convocati sia lui sia il coetaneo che era con lui in auto la notte fra venerdì e sabato scorsi (difesi dagli avvocati Andrea Cagliero, Nicola Gallicchio e Paolo Galvagno).
Invece è già stato sentito il funzionario di banca,
36 anni, che potrebbe aver urtato Borgione quando era già caduto dalla
bici elettrica che aveva noleggiato dopo essere uscito dalla discoteca Milk
di via Sacchi: «Ho notato un ragazzo che andava in bici a zig zag – si è
difeso il 36enne, assistito dall’avvocata Anna Rossa Oddone e indagato
per omicidio stradale e omissione di soccorso –. Poi non l’ho più visto e
mi è sembrato di passare sopra un dosso. Ma, se l’avessi investito, avrei sentito delle urla».
La sua auto, una Jeep Avenger di ultima generazione, è stata sequestrata e verrà analizzata per verificare danni compatibili con un impatto. Verrà anche dato un incarico per una perizia tossicologica per verificare se la vittima avesse assunto alcol, sostanze stupefacenti o medicinali. Poi si continueranno a scandagliare i filmati delle telecamere di videosorveglianza lungo via Nizza, che hanno già permesso di risalire ai tre indagati e dovrebbero chiarire nel dettaglio cosa sia successo fra le 4.15 e le 4.19.
Cioè fra quando Borgione è caduto dalla bici, probabilmente da solo, e quando è stato finalmente soccorso dai giovani che si sono fermati e hanno chiamato il 112. Al momento restano tanti dubbi e neanche l’autopsia è riuscita a scioglierli: non è chiaro se il diciannovenne sia morto per l’impatto con l’asfalto o per l’urto con la Jeep del bancario. Di certo c’è che la causa del decesso è un trauma cranico e che il diciannovenne non è stato travolto, come accertato dal medico legale incaricato dalla pm, Roberto Testi. Che depositerà la sua relazione entro due mesi.
Dopo l’autopsia, eseguita martedì, la procura ha dato il nullaosta al funerale, che si terrà oggi pomeriggio: a partire dalle 8 è aperta la camera ardente al Cto, da dove la salma partirà alle 15.10 per l’ultimo saluto previsto per le 15.40 nel tempio crematorio di corso Novara, accanto al cimitero monumentale.

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