Chiara Surano
In centinaia in presidio in corso Regina Margherita dopo la morte del piccolo Nicolò, vittima di incidente in sella alla sua bicicletta
Torino Today, 23 settembre 2026
“Voleva solo andare a scuola in bici”, recita il cartello affisso nella serata di martedì 22 settembre mentre, sui social e tra le chat, iniziava a circolare la locandina. L'invito diffuso da Fiab Torino Bike Pride a prendere parte al presidio: “Basta morire in strada. Uniti per una ciclabile umana”. Appuntamento alle 7.30 del mattino in corso Regina Margherita 47, nel quartiere Vanchiglia di Torino, all'angolo con via Cesare Balbo. Lì dove 24 ore prima il piccolo Nicolò Di Ciò di soli 7 anni, in sella alla sua bicicletta, ha perso la vita mentre con il papà pedalava verso la scuola. “Una tragedia annunciata”, commentano in un quartiere sotto shock.
Trecento persone per un cordone umano a difesa della ciclabile
“La sicurezza in strada non è un privilegio. E che non si parli di tragedia perché questa è una tragedia annunciata”. Circa trecento le persone presenti tra genitori, adulti, bambini per formare un cordone umano a delimitare la corsia ciclabile lungo il controviale di corso Regina Margherita, dove nella mattina di martedì ha perso la vita il piccolo Nicolò Di Ciò, di appena sette anni. Suonano i campanelli nel quartiere Vanchiglia di Torino per far sentire la voce di chi quotidianamente attraversa la città in bici, senza veder garantita per sé la sicurezza. Durante il cordone umano che per un’ora ha imposto alle auto di rallentare lungo il controviale, rispettando (almeno per un giorno) il limite dei 30 km/h, è stata posata una piccola ghost bike bianca, una bicicletta nel luogo dell’incidente. Poco dopo le 8.30, in sella alle bici, il presidio si è mosso in fila, lungo le ciclabili e senza bloccare il traffico, in direzione del Comune di Torino per far sentire la propria voce, in questo caso, alle istituzioni. Durante il presidio non sono mancate criticità e momenti di tensione fomentati da automobilisti che, fermi in coda o costretti a rallentare, hanno a più riprese protestato arrivando anche al diverbio con chi stava prendendo parte al presidio per il piccolo Nicolò.
L'incidente in corso Regina Margherita
Sono al lavoro gli agenti della polizia locale per ricostruire quanto accaduto intorno alle 8 del mattino di mercoledì, 22 settembre, nel controviale di corso Regina Margherita, precisamente nel tratto tra via Montebello e via Tarino in direzione lungo Po. Il bambino era in sella alla sua piccola bici con regolare casco protettivo quando, per cause da accertare, è avvenuto lo scontro con un'auto, una Chevrolet Matiz. Papà e figlio erano in bici lungo quella corsia ciclabile che è segnalata sulla carreggiata dalla sola vernice, stavano per raggiungere la scuola in via Verdi.
Le condizioni del piccolo sono parse subito gravissime: soccorso e trasferito all'ospedale del Regina Margherita, nonostante le cure e un intervento chirurgico d'urgenza, nel pomeriggio è stato dichiarato il decesso. La conducente dell'auto si è subito fermata per prestare soccorso e sarà quasi certamente denunciata per omicidio stradale, un atto dovuto, mentre si attendono verifiche sulla dinamica per accertare eventuali responsabilità.
Il controviale di corso Regina Margherita, la strada “condivisa” e una “tragedia annunciata”
È successo nel controviale di corso Regina Margherita e per molti residenti del quartiere Vanchiglia la morte di Nicolò è una “tragedia annunciata”. “Fantomatica”, “cosiddetta”, “vergognosa”. Sono gli aggettivi che vengono usati per descrivere la pista da chi la attraversa. Sull'asfalto c'è la segnaletica orizzontale, una striscia bianca tratteggiata (e anche molto sbiadita) a segnalarla, e nient'altro.
O meglio, dell'altro c'è: c'è un controviale trafficato dove faticosamente viene rispettato il limite dei 30 km/h, c'è un asfalto dissestato con buche grossolane, non ci sono limiti netti, ci sono passi carrai e accessi laterali che quella pista la interrompono quasi di continuo, ci sono le auto parcheggiate da un lato e a spina di pesce dall'altro, ci sono le portiere che si aprono all'improvviso e quelle stesse auto che proprio sulla corsia ciclabile parcheggiano in doppia fila quasi quotidianamente, ancor più in quel tratto per la presenza del supermercato. La strada sì, è a tutti gli effetti “condivisa”, ma non lo è nei fatti.
E tutto ciò accade durante la Settimana Europea della Mobilità, iniziata il 16 settembre e conclusasi proprio il 22, giorno dell'incidente. Una campagna di sensibilizzazione a livello europeo, la più importante tra quelle organizzate dalla Commissione, sulla mobilità urbana sostenibile per promuovere “il cambiamento comportamentale a favore della mobilità attiva, del trasporto pubblico e di altre soluzioni di trasporto pulite e intelligenti”.
E di mobilità sostenibile se ne sarebbe parlato proprio il 22, alle 18, a pochi passi dall'incidente: un'iniziativa del comitato Vanchiglia Insieme e del Gruppo Pensionati Vanchiglietta APS aperto alla cittadinanza, proprio per riflettere sull'importanza della mobilità sostenibile e per presentare il progetto “Strade Scolastiche in Vanchiglia”.
Fiab Torino Bici e Dintorni: “Andare in bici in questa città è una scelta che può costare la vita”
“La tragedia avvenuta questa mattina in corso Regina Margherita dimostra che andare a scuola o al lavoro, in bici nella nostra città, è una scelta coraggiosa che può costare la vita – così Fiab Torino Bici & Dintorni –. Non era una ciclabile quella dove è successo, ma una ‘strada condivisa’, termine adottato dalle amministrazioni torinesi per poter vantare 300 km di ciclabili. Un concetto in sé positivo, se applicato, ma Torino è la città dell'auto che, pertanto, è l'utente principale della viabilità e non basta la segnaletica orizzontale, spesso invisibile dopo sei anni, a ricordare che in quel tratto stradale hanno pieno diritto di circolare anche le biciclette".
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