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domenica 29 marzo 2026

La sorte di Antonella Bundu

Vincenzo Brunelli
Elezioni Toscana. il Tar respinge il ricorso di Antonella Bundu: resta fuori dal Consiglio regionale

Corriere fiorentino, 19 febbraio 2026

 Il Tar ha respinto il ricorso di Antonella Bundu che quindi, al momento, resta fuori dal consiglio regionale della Toscana. La Bundu candidata governatrice alle elezioni regionali dello scorso autunno aveva superato la soglia di sbarramento a livello personale ma non come lista. Cioè aveva preso più voti più voti come candidata presidente che come lista "Toscana Rossa" che era invece rimasta sotto la soglia, anche se di di poco.

La lista "Toscana Rossa" aveva raccolto infatti 57.250 voti, pari al 4,51% dei consensi espressi. Erano stati invece 72.321 i voti raccolti da Antonella Bundu come candidata presidente. Di questi 72.321, sono oltre 11.200 i voti espressi esclusivamente per Antonella Bundu (non rientra in questo caso chi si è avvalso della possibilità di voto disgiunto). 


Il ricorso verteva proprio sulla possibilità di attribuire i voti assoluti espressi alla sola candidata presidente anche alla lista, in modo da consentirle di oltrepassare il tetto del 5% fissato dalla legge elettorale per poter entrare in Consiglio regionale. Tesi non accolta dai giudici del tribunale amministrativo che nei prossimi giorni pubblicherà le motivazioni al momento assenti nel dispositivo. Molta l'amarezza nella lista unitaria di sinistra, nella quale erano confluite anche Rifondazione comunista, Possibile e Potere al Popolo. 

Con questa sentenza la "sinistra sinistra" resta ancora fuori dal Consiglio regionale. «Ricorreremo in Appello al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar regionale», ha affermato Antonella Bundu. Quando saranno pubblicate le motivazioni si comprenderà meglio il ragionamento dei giudici del Tar della Toscana. 

Un altro ricorso, riguardante Fratelli d'Italia e la circoscrizione elettorale di Pisa, sempre per le elezioni regionali dello scorso autunno, invece, è stato rinviato all'udienza del 6 maggio, dopo che la Prefettura pisana avrà consegnato tutte le schede elettorali ai giudici amministrativi. Il ricorso in questo caso è stato presentato da Serena Bulleri, candidata di Fratelli d'Italia.




venerdì 5 dicembre 2025

Antonella Bundu ce la fa


Riccardo Chiari

Ammesso il ricorso al Tar di Bundu: «I voti si contano, non si pesano»

il manifesto, 5 dicembre 2025

I giudici amministrativi hanno dichiarato ammissibile e fissato per il 18 febbraio l’udienza di merito sul ricorso di Toscana Rossa contro l’esclusione dal consiglio regionale della candidata presidente Antonella Bundu. Alle elezioni di ottobre la lista aveva ottenuto il 4,5%, contro il 5% di sbarramento. Tuttavia il 5,2% degli elettori aveva indicato Bundu come presidente, e per i ricorrenti i voti espressi esclusivamente sulla sua candidatura, più di 11mila, devono essere aggiunti ai 57.250 voti della lista, permettendo il superamento del 5%. Questo perché Toscana Rossa era l’unica lista collegata a Bundu, e il voto espresso solo sul suo nome indicherebbe inequivocabilmente anche il sostegno alla lista. Un caso analogo, nel 2020 in Veneto, aveva permesso al M5s vittorioso al Tar di entrare in consiglio regionale.

«Abbiamo una data per il ricorso e di questo siamo contenti – ha commentato la diretta interessata – perché sarà deciso se potremo entrare in consiglio regionale oppure se dovremo andare al Consiglio di Stato». Peraltro, ha puntualizzato Bundu, «questa legge elettorale va cambiata: 72.321 persone sono senza una rappresentanza, a causa di norme regionali che hanno compromesso l’effettività del voto. In un contesto in cui la partecipazione è in calo, è fondamentale che ogni voto abbia lo stesso peso, senza discriminazioni o manipolazioni».

I voti si contano, non si pesano, ribadiscono gli attivisti di Toscana Rossa (Rifondazione comunista, Potere al popolo e Possibile). Il riferimento è alla Lega e al M5s, che hanno preso meno del 4,5% ma sfruttano un’altra incongruenza della legge toscana, per cui basta superare il 3% se si è in coalizione (i leghisti con lo sconfitto Tomasi, i pentastellati con il riconfermato Giani) per superare lo sbarramento. «La legge attuale va cambiata – tirano le somme – perché favorisce due blocchi e ostacola l’espressione delle alternative politiche».

«Se fossimo in consiglio avremmo già avviato un’azione su tre priorità – ha aggiunto Bundu – per prima la vicenda Gkn. C’è una lotta operaia a pochi chilometri e non c’è stata la capacità di immaginarsi un’opportunità da cogliere o approfondire?». Poi la Palestina «con una Regione silenziosa sulla vicenda di Francesca Albanese e con Marco Carrai che rimane alla presidenza dalla Fondazione Meyer». E infine le questioni legate «all’aeroporto fiorentino di Peretola». 

martedì 14 ottobre 2025

Antonella Bundu

Giulio Gori
Il fenomeno Bundu: raddoppia le previsioni dei sondaggi ma viene beffata dalla legge elettorale

Corriere della Sera, 14 ottobre 2025

 Raddoppiare le previsioni dei sondaggi non basta ad Antonella Bundu per entrare in Consiglio regionale. Lei ha preso il 5,2 per cento dei voti, ma la sua lista il 4,5, sotto lo sbarramento del 5 per cento per i partiti non in coalizione previsto dalla legge elettorale toscana. Ora Toscana Rossa è pronta a fare ricorso in tribunale. C’è infatti un precedente, il M5S in Veneto che nel 2020 ottenne ragione dal Tar malgrado fosse rimasto sotto la soglia di sbarramento. «Antonella Bundu ha ottenuto oltre il 5%. La lista invece è rimasta sotto la soglia. Ma è chiara l’intenzione di voto di tanti elettori che hanno messo la X solo sul nome della candidata», dice il consigliere comunale fiorentino Dmitrij Palagi.

Così, sempre che in tribunale questa interpretazione venga confermata, bisognerà vedere quanti voti a Bundu risulteranno senza altre croci (e quindi teoricamente sommabili a quelli della lista) e quanti invece sono il risultato di un voto disgiunto. «Il precedente dei Cinque Stelle in Veneto» è il refrain che rimbalza nella stanzetta della casa del popolo di San Niccolò, a Firenze, dove lo stato maggiore di Toscana Rossa è rimasto per ore in attesa dei risultati. Anche Giani si dice dispiaciuto per il mancato ingresso in Consiglio di Bundu.

Lei, poco prima dell’ora di cena, parla ai suoi: «Abbiamo affrontato tanti ostacoli, a partire dalle firme che abbiamo dovuto raccogliere per presentarci, senza soldi per mettere foto sui bus che comunque anche con i soldi probabilmente non avremmo fatto (la frecciata è al capolista di Avs Lorenzo Falchi, ndr), abbiamo lavorato per spirito di servizio mentre tutti ci davano al 2%, all’1, anche all0 0,5%, e abbiamo dimostrato che non siamo la sinistra dello zero virgola».

Bundu si commuove, tra gli applausi. «Non c’è da festeggiare, probabilmente non siamo dentro, e poi con questa astensione... — precisa la candidata — I nostri risultati però politicamente sono buonissimi: siamo sul territorio, continueremo a esserci e cresceremo». Alla fine, a metà strada tra la soddisfazione per i numeri e l’obiettivo — per ora — solo sfiorato, Bundu sintetizza il risultato come «interessante». Tanti scoppiano a ridere per lo slancio doroteo.

Alla casa del popolo, tra spritz scaramantici e sigarette fumate nervosamente fuori dal portone, ci sono Palagi, i candidati al Consiglio Sara Cassai e Lorenzo Palandri, l’ex assessora regionale Sara Nocentini, l’ex segretario fiorentino di Sinistra Italiana Pietro Poggi. «Bundu batte Vannacci» esultano in diversi per sottolineare il tonfo della Lega, rimasta sotto a Toscana Rossa.

«Il nostro risultato a Firenze è clamoroso — dice Nocentini — Il merito è tuo Antonella, non hai dato la sensazione che il voto a te fosse buttato via». «Siamo mancati su tanti territori», risponde Cassai. «Noi siamo l’unica alternativa al bipolarismo — spiega Palagi — Non possiamo smettere di fare politica, perché altrimenti in tanti smetterebbero di credere alla politica. E noi siamo l’unico argine perché l’amarezza non si trasformi in rabbia».

Ai tavoli si prova a fare i conti: «Col 5 sarebbero entrati due nostri, e per il terzo sarebbero bastati pochi decimali in più. E il terzo dove sarebbe entrato? Forse a Livorno. Chi abbiamo a Livorno? Boh...». Alla casa del popolo, di fronte agli scrutini che arrivano col contagocce si prova a fantasticare. Ma c’è da tornare alla realtà. O forse no: «Hai chiamato Giani per ammettere la sconfitta?», è la domanda burla rivolta a Bundu. Lei ride: «Ma se non ho neanche il suo numero...».