...A preoccupare i vertici del Pd sono anche i sondaggi che riguardano
Monti. Che aprono una prospettiva inquietante. Non è affatto detto, dati
alla mano, che il listone del premier riesca a guadagnare al Senato un
numero adeguato di seggi. Già, perché se Bersani non riuscirà a ottenere
una vittoria piena pure a Palazzo Madama, avrà bisogno come il pane di
un gruppo di sostegno montiano. Tradotto in cifre: Scelta civica dovrà
ottenere almeno 15, 20 senatori. Tanti ne serviranno, in caso di
pareggio, per consentire al Partito democratico di mettere in piedi un
governo di centrosinistra.
Peccato che questi numeri non siano, almeno al momento, una sicurezza.
I sondaggi infatti raccontano che nelle regioni chiave i montiani
arrancano e non riescono a sottrarre voti consistenti al centrodestra. I
dirigenti del Pd si sono guardati in faccia con un certo sconcerto,
l'altro giorno, quando hanno esaminato i dati segretissimi forniti loro
dai sondaggisti. Per forza. Quelle cifre hanno confermato tutti i loro
timori: lì dove il Partito democratico va bene, il listone del premier è
in affanno. Ergo: non è al centrodestra che il premier toglie i voti.
Perciò, detto in parole povere, un Monti che non riesce a fare argine
nei confronti delle truppe berlusconiane rischia di servire poco o
niente al centrosinistra.
Di più, e di peggio: nelle regioni chiave, quelle in cui centrosinistra
e centrodestra combattono la battaglia campale per il Senato, i
montiani rischiano di essere ininfluenti. In Lombardia è testa a testa.
In Sicilia pure. In Veneto Bersani e i suoi alleati perdono senza
possibilità di sorprese dell'ultima ora, mentre in Campania la vittoria è
saldamente nelle loro mani e di lì non si sposterà. Ebbene, in queste
regioni Monti rischia di non fare comunque la differenza. Il che
significa che tutti i calcoli che sono stati fatti finora al Partito
democratico vanno rivisti.
Maria Teresa Meli
Corriere della Sera, 22 febbraio 2013
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La nemesi
Non si sa come andranno le elezioni. E' tuttavia improbabile che il Pd con Sel riesca a ottenere la maggioranza assoluta. I contorni esatti di ciò che sta per accadere non possono essere previsti. Il dato certo sembra allora essere questo: comunque vada, il fattore decisivo sarà dato dalla combinazione di due risultati: il livello raggiunto nell'ascesa dall'ondata grillina e quello toccato nella discesa dalla coalizione di Monti. E questo spiega tante cose. Intanto e soprattutto una che si può riassumere con la formula di Lorenzo il Magnifico: Del doman non v'è certezza. Né Monti né Grillo hanno lasciato intravedere un atteggiamento tranquillo e responsabile. Può darsi che a urne chiuse vi sia un soprassalto di resipiscenza. Una qualche maggiore ragionevolezza. Mettetevi però al posto di Monti e di Grillo. Non siete usciti davvero vincitori dalle elezioni. La sorte del mancato vincitore è nelle vostre mani. Gliela farete pagare, non avrete pietà, vorrete ottenere contropartite di alto valore pratico e simbolico per una vostra eventuale convergenza su una linea di intesa. Allegria! Magari qualche decisione buona sarà presa lungo questa via. Perché no. Credere invece che alla viste ci sia una piacevole passeggiata, o anche solo una camminata normale, è francamente impossibile.
Naturalmente in quello che accade ci sono delle responsabilità. Vale sempre il severo richiamo di Croce: sarà stata colpa dei pazzi, ma dov'erano i savi allora? Insomma Monti e Grillo sono i frutti di una crisi che altri hanno prodotto e aggravato. Altri chi? La casta con la sua avidità senza freno. La destra con la sua insipienza tecnica. Sì, tecnica. I tecnici sono per la destra quello che l'ombra di Banco era per Macbeth. E allora è scattata la nemesi: "Nemesi [la dea] provvedeva soprattutto a metter giustizia ai delitti irrisolti o
impuniti, distribuendo e irrorando gioia o dolore a seconda di quanto
era giusto, perseguitando soprattutto i malvagi e gli ingrati alla
sorte" (Wikipedia). Già, nella mitologia greca, il ritorno del rimosso portava un nome. Noi in base alla nostra conoscenza dei fatti, possiamo fare dei nomi: la politica ha calpestato i cittadini (Grillo) e la competenza responsabile (Monti). Poi possiamo immaginare dei rappresentanti migliori per i cittadini e per la competenza responsabile. Ma è la politica che è rimasta indietro, non la realtà dell'economia e del paese.
giovanni carpinelli
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venerdì 22 febbraio 2013
giovedì 24 gennaio 2013
L'eretico di Siena: un antecedente
Questo 13 ottobre segnatevelo, sul calendario:
è il giorno che segna la fine della pluriennale Pax giornalistica
concernente banca Mps e Mussari Giuseppe tra Berlusconi e la Casta di
Siena.
Verosimilmente sono (almeno) due le ragioni che hanno decretato la fine della suddetta Pax:
1) le condizioni del Pdl nazionale: talmente messo male, talmente invischiato nella lotta di tutti contro tutti, da avere bisogno come l'aria di roba forte e grossa per cercare una intelligente manovra diversiva rispetto alle proprie, clamorose magagne. Di qui, ecco l'inchiesta del bravo Gian Marco Chiocci (sul Giornale di oggi, sparata in prima pagina, e caricata con reattività dal Santo, cui rimando per la lettura integrale del pezzo).
O Denis Verdini ha perso smalto negli ultimi giuochi di palazzo pidiellini (romani), ovvero si è incazzato perfino lui, con Mussari Giuseppe, dopo tante smancerie e tanti milioncini montepaschini elargiti con disinvoltura. Fossi un castista, non saprei cosa temere di più, se la prima o la seconda delle cose...
2) il plenipotenziario della comunicazione targata Mps - il Genio David Rossi - non ce la fa più a fermare la stampa. Almeno non completamente: la stampa di ortodossia piddina (Unità e Repubblica) non a caso è del tutto silente, e su quella locale stendiamo il consueto velo pietosissimo.
Ma evidentemente - dopo questo articolo - il tappo è saltato, e di brutto. Basterebbe riprendere a foraggiare di pubblicità montepaschina, a questo giro? E poi: i dindini dove si trovano, di fronte alla gente da esternalizzare ed agli aiuti di Stato?
Nessuno può neanche invocare il motivo ideologico, a questo punto: della dissennata gestione mussariana si sono tra gli altri occupati - prima del Giornale di berlusconiana proprietà - Der Spiegel e Report, due santuari del giornalismo d'inchiesta di sinistra, quindi c'è poco da cercare penose strumentalizzazioni. A breve, magari, se ne occuperà di nuovo qualcun altro, chissà.
Questo di Chiocci, infine, è proprio un pezzo rognoso, per i David Rossi: documentato (con informazioni fresche, tipo Mussari Giuseppe indagato ANCHE per Antonveneta, ad una settimana dal verosimile rinvio a giudizio per Galaxopoly previsto per il 19) dal punto di vista giudiziario, e non a caso scritto da un esperto di cronaca giudiziaria; silente sulle Contrade e sul Palio, in modo da mettersi al riparo da ogni potenziale accusa di lesa maestà verso la collettività; saggiamente allusivo, allorquando richiama la curiosa sincronia tra l'affaire Antonveneta e la nascita del Pd. Beffardamente irresistibile, con la scelta di pubblicare (a grandezza quasi naturale!) la foto di Mussari Giuseppe assiso sul trono in modo compiaciuto, novello Luigi XIV.
Aspettiamo la seconda puntata, dunque: e buon lavoro a Gian Marco Chiocci. L'eretico gli dà un consiglio: giù duro con Antonveneta, ma non dimenticare Galaxopoly. Per capire il personaggio, Galaxy è complementare di Antonveneta.
Ps Nell'incipit dell'articolo, Chiocci scrive:
"Qui ballano miliardi di euro, altro che Fiorito o Finmeccanica". Sacrosanto. Avvertenza per il giornalista del Giornale: nel Senese, non ci facciamo mancare niente, anche oltre il Monte e Mussari Giuseppe. Quasi tutto quello che sta venendo fuori su Finmeccanica, infatti, proviene dalla bocchina, improvvisamente apertasi, di Lorenzo Borgogni da Buonconvento. Personaggio legatissimo alla nomenklatura senesota (con figlia Assessore alla Cultura del borgo), come scritto ad abundantiam su questo blog.
Fiorito? Io lo inviterei al prossimo Palio: dalle trifore di Palazzo Sansedoni (c'entrerà?). Al buffet, con l'arcivescovo se la giocherebbe alla pari...
Il Giornale attacca Mussari: la Pax giornalistica è saltata!
L'eretico di Siena, 13 ottobre 2012
Chi è l'eretico di Siena.
Raffaele Ascheri, giornalista e blogger senese http://ereticodisiena.blogspot.com/ autore qualche anno fa de La casta di Siena (ormai introvabile); il suo ultimo libro, edito dallo stesso autore, ha per titolo Le mani sulla città. E’ una nuova inchiesta sulla questione morale a Siena e provincia. Si descrive il sistema di potere incentrato sul colosso Monte dei Paschi con i suoi intrecci con la Politica, gli Enti locali, l’Informazione, la Fondazione, il Palio, l’Università e la Curia.
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«Paradossalmente, la fine dell’elargizione potrebbe avere almeno un aspetto positivo - scrive il blog «l’eretico di Siena», prezioso e seguitissimo commentatore delle vicende cittadine - a questo punto tutti potranno comprendere come un’epoca sia finita, per sempre».
http://www.lastampa.it/2013/01/24/economia/siena-di-rosso-restano-i-conti-un-epoca-e-finita-per-sempre-jRXoJN81ifqtmHt0T4gmmJ/pagina.html
Verosimilmente sono (almeno) due le ragioni che hanno decretato la fine della suddetta Pax:
1) le condizioni del Pdl nazionale: talmente messo male, talmente invischiato nella lotta di tutti contro tutti, da avere bisogno come l'aria di roba forte e grossa per cercare una intelligente manovra diversiva rispetto alle proprie, clamorose magagne. Di qui, ecco l'inchiesta del bravo Gian Marco Chiocci (sul Giornale di oggi, sparata in prima pagina, e caricata con reattività dal Santo, cui rimando per la lettura integrale del pezzo).
O Denis Verdini ha perso smalto negli ultimi giuochi di palazzo pidiellini (romani), ovvero si è incazzato perfino lui, con Mussari Giuseppe, dopo tante smancerie e tanti milioncini montepaschini elargiti con disinvoltura. Fossi un castista, non saprei cosa temere di più, se la prima o la seconda delle cose...
2) il plenipotenziario della comunicazione targata Mps - il Genio David Rossi - non ce la fa più a fermare la stampa. Almeno non completamente: la stampa di ortodossia piddina (Unità e Repubblica) non a caso è del tutto silente, e su quella locale stendiamo il consueto velo pietosissimo.
Ma evidentemente - dopo questo articolo - il tappo è saltato, e di brutto. Basterebbe riprendere a foraggiare di pubblicità montepaschina, a questo giro? E poi: i dindini dove si trovano, di fronte alla gente da esternalizzare ed agli aiuti di Stato?
Nessuno può neanche invocare il motivo ideologico, a questo punto: della dissennata gestione mussariana si sono tra gli altri occupati - prima del Giornale di berlusconiana proprietà - Der Spiegel e Report, due santuari del giornalismo d'inchiesta di sinistra, quindi c'è poco da cercare penose strumentalizzazioni. A breve, magari, se ne occuperà di nuovo qualcun altro, chissà.
Questo di Chiocci, infine, è proprio un pezzo rognoso, per i David Rossi: documentato (con informazioni fresche, tipo Mussari Giuseppe indagato ANCHE per Antonveneta, ad una settimana dal verosimile rinvio a giudizio per Galaxopoly previsto per il 19) dal punto di vista giudiziario, e non a caso scritto da un esperto di cronaca giudiziaria; silente sulle Contrade e sul Palio, in modo da mettersi al riparo da ogni potenziale accusa di lesa maestà verso la collettività; saggiamente allusivo, allorquando richiama la curiosa sincronia tra l'affaire Antonveneta e la nascita del Pd. Beffardamente irresistibile, con la scelta di pubblicare (a grandezza quasi naturale!) la foto di Mussari Giuseppe assiso sul trono in modo compiaciuto, novello Luigi XIV.
Aspettiamo la seconda puntata, dunque: e buon lavoro a Gian Marco Chiocci. L'eretico gli dà un consiglio: giù duro con Antonveneta, ma non dimenticare Galaxopoly. Per capire il personaggio, Galaxy è complementare di Antonveneta.
Ps Nell'incipit dell'articolo, Chiocci scrive:
"Qui ballano miliardi di euro, altro che Fiorito o Finmeccanica". Sacrosanto. Avvertenza per il giornalista del Giornale: nel Senese, non ci facciamo mancare niente, anche oltre il Monte e Mussari Giuseppe. Quasi tutto quello che sta venendo fuori su Finmeccanica, infatti, proviene dalla bocchina, improvvisamente apertasi, di Lorenzo Borgogni da Buonconvento. Personaggio legatissimo alla nomenklatura senesota (con figlia Assessore alla Cultura del borgo), come scritto ad abundantiam su questo blog.
Fiorito? Io lo inviterei al prossimo Palio: dalle trifore di Palazzo Sansedoni (c'entrerà?). Al buffet, con l'arcivescovo se la giocherebbe alla pari...
Il Giornale attacca Mussari: la Pax giornalistica è saltata!
L'eretico di Siena, 13 ottobre 2012
Chi è l'eretico di Siena.
Raffaele Ascheri, giornalista e blogger senese http://ereticodisiena.blogspot.com/ autore qualche anno fa de La casta di Siena (ormai introvabile); il suo ultimo libro, edito dallo stesso autore, ha per titolo Le mani sulla città. E’ una nuova inchiesta sulla questione morale a Siena e provincia. Si descrive il sistema di potere incentrato sul colosso Monte dei Paschi con i suoi intrecci con la Politica, gli Enti locali, l’Informazione, la Fondazione, il Palio, l’Università e la Curia.
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«Paradossalmente, la fine dell’elargizione potrebbe avere almeno un aspetto positivo - scrive il blog «l’eretico di Siena», prezioso e seguitissimo commentatore delle vicende cittadine - a questo punto tutti potranno comprendere come un’epoca sia finita, per sempre».
http://www.lastampa.it/2013/01/24/economia/siena-di-rosso-restano-i-conti-un-epoca-e-finita-per-sempre-jRXoJN81ifqtmHt0T4gmmJ/pagina.html
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