domenica 19 luglio 2026

Il destino dell'Unità

Andrea Carugati
L'Unità. Il Pd verso l'affitto della testata da Romeo

il manifesto, 19 luglio 2026 

Il Pd è sempre più vicino a l’Unità. La trattativa con l’attuale editore Alfredo Romeo ha fatto ulteriori passi avanti e ora è arrivata vicina al traguardo. L’ipotesi sul tavolo è che Romeo affitti con un lungo contratto (4+4) il quotidiano ai dem, che alla fine del periodo potranno riscattarlo.

La formula è quella del «rent to buy», in cui le rate pagate vanno a coprire parzialmente il costo dell’acquisto. Schlein vorrebbe procedere subito e direttamente all’acquisto, e ha messo sul tavolo circa un milione di euro, più di quanto pagato da Romeo all’asta fallimentare nel 2022 per rilevare la testata.

Ma l’imprenditore napoletano ha insistito per mantenere una quota almeno del 10: su questo nodo la trattativa si è interrotta a inizio luglio, con al decisione di Romeo di sospendere la pubblicazione del quotidiano il 7 luglio. Nei giorni successivi però la trattativa è andata avanti, fino alla soluzione dell’affitto con l’opposizione di acquisto dopo 8 anni.

Schlein è sempre stata contraria all’ipotesi di avere un socio privato nel capitale del quotidiano, l’ipotesi dell’affitto consentirebbe al Pd di non avere partner privati nell’operazione Unità. Per questo la segretaria sta riflettendo sulla mossa finale, che potrebbe chiudere la trattativa in tempi brevissimi. Del resto il Pd ha bisogno di tempo per scrivere un piano industriale e editoriale e per poter avere entro fine anno la nuova Unità in edicola, in tempo per la campagna elettorale e, ancor prima, per le eventuali primarie del centrosinistra.

L’attuale direttore, Piero Sansonetti, in questi giorni si sarebbe attivato per riaprire il dialogo tra Romeo e il Pd, consapevole che, altrimenti, l’ennesima chiusura del 2026 potrebbe essere quella definitiva. Ai dem avrebbe assicurato di agire solo per il bene della testata, senza pretese per la futura direzione che Schlein vuole affidare a una persona scelta da lei. Contattato dal manifesto, Sansonetti non ha voluto entrare nei dettagli della trattativa: «Sono ottimista sul buon esito questa vicenda». Fonti dem non smentiscono l’ipotesi dell’affitto a lungo termine, sottolineando che l’elemento decisivo è «l’opzione per poter acquistare la testata alla fine del periodo concordato».

Ora il pallino è nelle mani di Schlein, che deve decidere se riavere lo storico quotidiano sotto la gestione Pd è prioritario rispetto a una soluzione che, dal punto di vista contrattuale, non la soddisfa appieno. E che però le consentirebbe di tornare in edicola in autunno con un quotidiano del Pd e con il glorioso marchio che ancora campeggia in tutte le feste del partito.

Con Romeo i rapporti non sono stati sempre facili, anzi. Nel 2023, quando il giornale tornò in edicola sei anni dopo la chiusura del 2017 sotto la gestione Renzi-Pessina, Romeo fece causa al pd e all’associazione Enrico Berlinguer, (che ha registrato il marchio delle feste) perchè il partito aveva deciso di utilizzare il nome del quotidiano senza però fare attività di promozione del quotidiano dentro le feste, e senza aver concesso degli stand alla testata diretta da Sansonetti.

La società di Romeo si rivolse al tribunale di Napoli chiedendo i danni, ma i giudici, con due ordinanze del 2023 e del 2024, hanno stabilito che il marchio «Festa dell’Unità» ha una «autonoma capacità distintiva» rispetto a quello del giornale ed è un «segno distintivo delle feste Pd , e che dunque il partito può liberamente usarlo nelle sue feste senza alcun obbligo nei confronti del titolare della testata.

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