venerdì 24 luglio 2026

Lo stupro contestato

 

Lucarelli jr e Apolloni assolti, cade l'accusa di stupro

'Il consenso non fu viziato' si legge nelle motivazioni della sentenza

MILANO, 24 luglio 2026, 00:12
ANSA

L'effetto dei drink non è stato tale da metterla in condizioni di non poter manifestare il suo dissenso.

E poi l'atteggiamento tenuto durante la serata, iniziata nel locale della movida milanese e finita a casa di uno dei ragazzi appena conosciuti, la "reazione risoluta" di fronte a un approccio indesiderato e le "effusioni" con chi le era gradito mal si conciliano con la descrizione di "una persona incapace di comprendere ciò che le accadeva". Per la Corte d'Appello di Milano "resta ipotesi fragile e non adeguatamente corroborata" che Mattia Lucarelli, il figlio dell'ex attaccante del Livorno Cristiano, e l'amico Federico Apolloni abbiano esercitato "una pressione subdola" e approfittato di una "minorata capacità di resistenza" della studentessa statunitense che li ha denunciati, facendoli finire prima agli arresti domiciliari, poi imputati con altri tre ragazzi per violenza sessuale di gruppo.

Tant'è che lo scorso aprile sono stati tutti assolti con la formula "perchè il fatto non sussiste" in quanto non "è stata raggiunta la prova oltre ogni ragionevole dubbio" della loro responsabilità: "una volta esclusa, come ha fatto lo stesso Tribunale, la sussistenza di una condotta costrittiva" e non essendo stato dimostrato lo "stato di incapacità della persona offesa né di una concreta attività induttiva idonea a viziarne a il consenso, viene meno uno degli elementi essenziali della ricostruzione accusatoria". Per il collegio, presieduto da Alessandro Santangelo, la sera del marzo del 2022, dopo un 'Mimosa', un Gin tonic' e della vodka, lo scambio di baci fuori dalla discoteca il Gattopardo, l'invito accettato a recarsi nell'appartamento di Lucarelli, "il linguaggio volgare e sessualmente esplicito, l'atmosfera goliardica" con l'iniziale "proposito sessuale collettivo" poi tramontato per "l'attrazione" di lei nei confronti di Apolloni, se da un lato possono essere "moralmente" discutibili, "non assumono di per sè il significato univoco di una manovra induttiva abusiva".

Come è emerso dalle indagini, lo scambio di battute volgari e di "reciproca provocazione" e l'essersi mostrata d'accordo a chiudere la serata a casa del figlio dell'ex bomber sono circostanze che "appaiono sintomatiche di un comune 'proposito sessuale', di un clima di eccitazione collettiva ma non provano affatto, con la dovuta certezza probatoria, che il successivo consenso sia stato ottenuto mediante una pressione subdola". Non provano nemmeno che la giovane abbia acconsentito "per effetto di una minorata capacità di resistenza scientemente sfruttata dagli imputati" poichè aveva bevuto, ma non al punto da essere in stato di "totale incoscienza". A sostegno di ciò c'è anche la brusca reazione della studentessa a un'avance troppo pesante di chi non le era gradito: "raffreddò" gli intenti di tutti mettendoli "davanti al fatto che (...) benché in qualche misura alterata dall'alcol era in grado di selezionare ciò che voleva da ciò che non voleva". Da qui la decisione di cancellare la condanna di primo grado, inflitta con rito abbreviato, e di mandare assolti Lucarelli e Apolloni, difesi dall'avvocato Leonardo Cammarata, e i loro coimputati, assistiti da Francesca Nobili, Margheriti Benedini, Giuseppe Ales e Silvia Del Corso, a cui era stato contestato l'apporto psicologico.

Nessun commento:

Posta un commento