Anna Maria Mori
Le fidanzate e l'ascesa: Bardella, il delfino che puntava all'Eliseo
il manifesto, 8 luglio 2026
La lista delle fidanzate è più lunga di quella dei diplomi scolastici. Il manifesto non si è trasformato in un foglio di gossip, ma le relazioni amorose di Jordan Bardella hanno a che fare con la sua carriera politica, più degli studi, visto che non ha nessun titolo universitario, dopo un liceo privato dei salesiani ha fallito l’entrata a Sciences Po, si è iscritto a Geografia ma ha smesso dopo un anno.
Bardella è stato fidanzato con Kerridwen Chatillon, figlia di Frédéric Chatillon, ex leader del Gud (gruppo universitario di estrema destra), che oggi vive a Roma, “imprenditore” della comunicazione estremista, con vari contratti conclusi grazie al Rassemblement National con il gruppo Patrioti (prima Identità e democrazia) dell’EuroParlamento – un’inchiesta è aperta per sospetti di uso indebito dei finanziamenti europei, con Bardella personalmente sospettato di aver utilizzato i fondi pubblici per pagarsi corsi di media training in vista della campagna presidenziale del 2022.
Bardella si fidanza poi con Nolwenn Olivier, figlia di Marie-Caroline Le Pen, sorella di Marine (il padre, Philippe Olivier è stato un quadro del Front National) ed entra nel clan Le Pen. Oggi Nolwenn è stata incaricata di dirigere la campagna presidenziale del Rn. L’ultima fidanzata fa discutere: Maria Carolina di Borbone della Due Sicilie, principessa ma anche nipote di Camillo Crociani, implicato nello scandalo Lockheed, condannato a due anni e 4 mesi di carcere con Tanassi, fuggito in Messico, con trust finanziari alle Bahamas e Montecarlo. Bardella si fa volentieri fotografare con Maria Carolina in occasioni mondane, trasmettendo un’immagine bling-bling che fa a pugni con la narrazione del recente passato, quella di un giovane venuto dalla banlieue, dal dipartimento 93 (Saint-Denis).
Da parte di entrambi i genitori ha origini italiane (e anche algerine, da parte del padre, ma di questo non parla). I sondaggi gli danno consensi molto alti, al di sopra del 30%: è attivo sui social, su Tik-Tok, vede nella “bestia” di Salvini un «modello», i due libri che ha pubblicato da Fayard (di proprietà del miliardario di estrema destra Bolloré) hanno venduto migliaia di copie. Dietro l’immagine liscia che intende trasmettere, resta un percorso a fianco degli “identitari”, un suo direttore di gabinetto, François Paradol, era membro del gruppo antisemita di Alain Soral, ha aderito alle teorie del grand remplacement di Renaud Camus, ha frequentato un circolo pro-russo.
Jordan Bardella è nato a Drancy, vicino a Parigi, nel settembre ’95, il padre è un piccolo imprenditore. Dal 2021 è presidente del Rassemblement National, eurodeputato dal 2019 (dal 2024 capo-gruppo dei Patrioti). Era entrato nel Front National nel 2012 e dal 2015 ha cominciato la carriera interna come assistente parlamentare. Per anni è stato considerato una marionetta di Marine Le Pen, ma poco per volta si sta emancipando, soprattutto in seguito alle grane giudiziarie della leader del partito-clan, succeduta al padre Jean-Marie. Il principale strappo in corso è sull’economia: mentre Marine Le Pen si era allontanata dalla linea liberista di Jean-Marie a favore di una scelta statalista presentata con la facciata di destra sociale, Bardella torna alle origini del Front National. Ultimamente ha moltiplicato gli incontri con imprenditori e padroni, ha messo in dubbio la linea sul ritorno alla pensione a 60 anni (già Marine Le Pen è passata a 62), parla di introdurre una dose di capitalizzazione. L’unione delle destre sembra essere il suo obiettivo, una configurazione che spunta all’orizzonte anche in Francia in questo lungo periodo di campagna elettorale, con Lr (destra ex neo-gollista) che già si è spaccata e ha perso un pezzo, alleato del Rn all’Assemblée Nationale.
Bardella è eurodeputato al secondo mandato, ma l’Europa è per l’estrema destra soprattutto una fonte di finanziamenti. All’Europarlamento è da sempre poco assiduo, all’inizio era nella commissione “petizioni”, la meno faticosa e meno influente, poi ultimamente, per prendere un po’ di spessore, è entrato nella commissione “esteri”. Nei primi 5 anni, ha presentato 21 emendamenti, mentre è di norma superare il migliaio. Per Bardella gli ultimi mesi sono stati una corsa contro il tempo, per mostrare di avere delle competenze e rispondere alla domanda che ricorre: «Vi immaginate Bardella discutere con Xi Jinping?».

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