Valentina Pigmei
Lily King, quelle dense riflessioni sul rimpianto e il tempo che va via
il manifesto, 4 dicembre 2025
La trama di Cuore l’innamorato (Fazi Editore, pp. 222, euro 18.50, traduzione di Manuela Francescon) si riassume in poche righe: il romanzo inizia negli anni ’80, quando la protagonista – una studente di Letteratura all’ultimo anno di college – si trova in mezzo a due amori: Sam è religioso e riservato; Yash è appassionato e ironico. Poi la storia fa un salto in avanti di quasi trent’anni e ritroviamo la protagonista, che nel frattempo è diventata una scrittrice e vive con il marito e i figli, alle prese con il passato che riaffiora prepotentemente quando Yash ricompare nella sua vita.
Nel suo famoso e citatissimo saggio del 2008 Two Paths for the Novel, Zadie Smith distingueva tra romanzieri contemporanei che seguono un percorso strutturato, controllato e lavorano con delle tracce prestabilite e altri che scrivono in modo aperto, non lineare, lasciando che i personaggi e il testo sfuggano al loro controllo. Lily King (classe 1963) fa sicuramente parte della seconda categoria e il suo nuovo romanzo è per sua stessa ammissione molto diverso da quello che all’inizio pensava di scrivere.
QUESTA APERTURA la percepiscono anche i lettori che inizialmente si ritrovano a leggere una campus novel – una di quelle storie ambientate nei college americani con dialoghi brillanti, tensioni romantiche e amori intellettuali – che poi diventa una riflessione sul rimpianto, sul tempo, sulla nostalgia, sulla perdita, e su quanto resti della giovinezza nel corso della vita. «Non pensavo di scrivere un romanzo strappalacrime. Pensavo solo: come faccio ad atterrare questo aereo?», ha detto Lily King intervistata da Literay Hub. «Di solito lascio semplicemente che le cose accadano. Una volta che scrivo alcune pagine, comincio ad avere idee che raccolgo in fondo al quaderno in cui sto scrivendo. Quasi subito ho una vaga idea dell’arco emotivo della storia, da dove partono emotivamente i personaggi principali e dove finiranno. Come ci arriveranno, e cosa accadrà lungo la strada, quello salta fuori più gradualmente». Questo è anche un libro che parla di libri e di scrittori, ma senza nessuna posa intellettualistica. La protagonista cresce tra corsi universitari di letteratura, seminari, poesie lette ad alta voce, discussioni su romanzi amati e rifiutati. Nel libro sono evocati autori classici, testi, lezioni e processi creativi, ma non per esibire erudizione, al contrario per raccontare come i libri modellino le relazioni, le ambizioni e perfino le emozioni della sua protagonista. Dopo Euforia (Adelphi) e Scrittori e amanti (Fazi editore), Lily King si conferma inoltre la più brava scrittrice di triangoli amorosi della contemporaneità.
NELLA NARRATIVA di Lily King il triangolo non è un orpello della trama: è una lente per osservare come cambiamo nel tempo. In tre romanzi distanti per ambientazione e stile, King torna sempre allo stesso nodo: chi eravamo, chi siamo, chi avremmo potuto essere. È lì, tra tre personaggi e le loro passioni, che la sua scrittura trova il suo vero centro. Tra i migliori libri del 2025 per New Yorker, New York Times e Time, Cuore l’innamorato è un romanzo che commuove profondamente senza mai essere melenso, struggente eppure pieno di umorismo. Una storia sentimentale che parla di letteratura, che non diventa mai, nemmeno lontanamente, un esercizio di stile.

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