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lunedì 24 novembre 2014

Antonello da Messina, l'Annunziata


Nadia Fusini 
I volti dell'amore
Mondadori, Milano 2003 


















... A me che pure bigotta non sono, né ero da ragazzina, la Madonna non dispiaceva affatto. Almeno quella che aveva il volto dell'Annunziata di Antonello, che sta a Palermo al Museo Nazionale. Quel volto pudico e sereno, intenso e grave, quieto, calmo, composto, spira un equilibrio che è forza - una forza speciale, tutta femminile, raccolta in una misura che è in se stessa energia, vigore. E' un volto di fanciulla purissimo e gravido, in cui la dignitas femminile si manifesta come graviditas, una condizione di pregnanza se non ancora del figlio, di una fecondità segreta e colma, che lo presuppone.
E' un'immagine che torna spesso nei versi di Emily Dickinson - quei versi, come spesso i suoi, ellittici, ermetici, estremamente suggestivi, che recitano: "Circumference thou Bride of Awe / Possessing thou shalt be / Possessed by every hallowed Knight / That dares to covet thee".  Ovvero: "Circonferenza tu sposa del Divino / possedendo sarai / posseduta da ogni santo cavaliere / che osi bramarti".
La circonferenza è per Emily figura perfetta, compiuta, e in quanto tale si coniuga con il Divino, il quale incute timore e reverenza perché il Divino, non solo presso i greci, ma anche nella configurazione protestante-luterana, veterotestamentaria, è allo stesso tempo Bello e Tremendo; riempie di meraviglia e di paura. Ed è, sempre la circonferenza, figura non solo grammaticalmente e metaforicamente femminile (sposa, appunto), è simbolicamente femminile, come tutto ciò che si colma, e riempie e contiene...
Nella nostra esistenza raramente si dà l'esperienza dell'intero. Per lo più noi ci sentiamo come un "grano di polvere su una circonferenza". "Nessuna vita è rotonda" afferma ancora Emily [...]
Tornando al volto dell'Annunziata, esso è un ovale perfetto - da cui spira una grazia tutta particolare, dove il contegno trionfa, grazie alla incastonatura del viso purissimo nella mantellina azzurra, quasi un'armatura che insieme adorna ed esalta la gemma preziosa della faccia. Il contegno, il ritegno, sono antiche virtù femminili, entrambi appartenenti alla costellazione più vasta del pudore - una virtù poco apprezata ai giorni nostri, che io invece adoro, nei suoi aspetti di distanza verginale, di sovrano riserbo, di senso di discrezione e rispetto di sé e degli altri, che ne sono parte integrante. 
E' certamente un'idea della femminilità assai antica, ma bellissima, quella che trionfa in questo dipinto della seconda metà del Quattrocento, che (dato interessante) nell'Ottocento fu attribuito a Dürer - pittore di meravigliosi "uomini del dolore": un'idea della femminilità in cui la distanza è l'elemento fondamentale. Perché si veda il volto c'è bisogno di distanza, soltanto così avverrà l'epifania.

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Wikipedia 



Dopo il suo ritorno in Sicilia, [Antonello] realizzò nel 1476 l'Annunciata di Palermo: Maria, assorta nella lettura è colta nell'attimo in cui l'angelo se n'è appena andato (oppure nel momento dell'interrogazione); dalla sagoma quasi piramidale del manto emerge il perfetto ovale del volto della Vergine, in cui l'asse della composizione è dato dalla verticale che va dalla piega del manto nella fronte all'angolo leggio; al contrario, il lento girare della figura, e il gesto della mano, danno movimento alla composizione. L'opera rappresenta uno dei traguardi fondamentali della pittura rinascimentale italiana. L'assolutezza formale, lo sguardo magnetico e la mano sospesa in una dimensione astratta ne fanno un capolavoro assoluto.

mercoledì 12 novembre 2014

La scoperta del nero tra i re magi nel Rinascimento

Bruegel, 1564
Gossaert, 1510-15
 IL RE MAGIO NERO
























The black Magus challenges the stereotypical Renaissance concept of a black African in that rather than portrayed as a barbarian, his fashionable, often outlandish, clothes signified him to be civilized. In addition to his blackness, he has three distinct attributes to indicate his exoticism to Renaissance viewers: he wears earrings (no white Magus has been found to be wearing one), opulent dress, and is presented as narcissistic, all emphasizing his “otherness” and creating a cultural divide between himself and the white Magi.  The divide is further emphasized by him invariably being last in the line.
http://www.blackpast.org/gah/black-magus-c-1350


Benozzo Gozzoli, 1458


[7]Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella [8]e li inviò a Betlemme esortandoli: «Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo».
  [9]Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere,  li  precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. [10]Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. [11]Entrati nella casa, videro il  bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli  offrirono in dono oro, incenso e mirra. [12]Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode,  per un'altra strada fecero ritorno al loro paese. (Vangelo di Matteo)
 
Mantegna, 1460



 
Dürer, 1504


Daniel Arasse
Non si vede niente. Descrizioni
Einaudi, Torino 2013

L'importanza del ruolo assegnato [dai pittori] al nero si accorda, ad esempio, con l'idea, radicata fra i teologi, che l'epifania costituisse una rivelazione universale, rivolta a "tutti i popoli della terra". In quel contesto i tre magi rappresentano i discendenti dei tre figli di Noè che hanno popolato la terra intera e, logicamente, il re nero è discendente di Cam, il figlio cattivo: quando Noè, ebbro, si era addormentato seminudo, fu lui a voler mostrare ai fratelli Sem e Jafet il sesso del padre, per metterlo in ridicolo; al risveglio, Noè lo condannò a essere lo schiavo dei fratelli.

Si veda inoltre http://machiave.blogspot.it/2013/03/i-neri-nellarte-di-rubens.html