venerdì 28 agosto 2026

L'anziano aggredito dal branco

Alessandra Boero
Anziano aggredito dal branco a Ventimiglia. La moglie: "Non perdonerò quei ragazzi"

La Stampa, 28 agosto 2026

«Confido nella giustizia ma non perdonerò mai a quei ragazzini di non avere aiutato mio marito. Nessuno. Hanno visto tutto, lo hanno visto riverso a terra ma sono scappati». La moglie di Riccardo Amapane, 69 anni, lo ripete con la voce rotta. Il marito è ancora ricoverato all’ospedale di Imperia dopo la frattura cranica con emorragia celebrale riportata lunedì sera, poco prima delle 19, nella piazzetta di Bevera, frazione di Ventimiglia.

Le sue condizioni, fortunatamente, stanno migliorando, anche se fa ancora fatica a parlare. «Un nodo in gola mi rompe la voce, il fiato». Stava rientrando dal lavoro quando un’ambulanza l’ha sorpassata. «Un brivido mi ha gelato la schiena, pensavo fosse successo qualcosa a mio papà. Ha 93 anni». Poi la telefonata di una vicina: «Mi dice di correre, che Riccardo non stava bene». Lo trova sulla scalinata, con i soccorritori già al lavoro e il collare per stabilizzare il collo. Poi la corsa in ospedale.

«È vivo grazie a due vicini di casa che hanno assistito alla sequenza e chiamato immediatamente l’ambulanza. Non li ringrazierò mai abbastanza». Da qualche tempo, racconta , un gruppo di circa sedici ragazzi, tra cui due maggiorenni, raggiunge la frazione per trascorrere lì la giornata.

Una presenza che significa soprattutto rumore e schiamazzi, ma che non descrive come un problema particolare. «Baccano ne fanno. È normale, se esagerano c’è qualcuno che gli chiede di smettere». Lunedì sera Riccardo avrebbe rimproverato il gruppo. Pochi secondi dopo, secondo quanto trapela, uno dei due maggiorenni lo avrebbe seguito e colpito da dietro con un pugno, in prossimità della scalinata. Una spinta, la perdita dell’equilibrio, poi la caduta sui gradini e il colpo alla testa. Pochi secondi, ma cambiano tutto. Riccardo finisce a terra. Il vicino assiste alla scena e chiama immediatamente i soccorsi. I ragazzi, secondo il racconto della moglie, si danno alla fuga. «Hanno visto tutto».

È soprattutto questo che non riesce ad accettare. Non il fatto che in una piazzetta ci siano ragazzi, non il rumore, non un rimprovero. «Folle usare la violenza. Preoccupante scappare». Gli accertamenti affidati alla polizia di frontiera diretta da Martino Santacroce dovranno ricostruire la dinamica e stabilire le eventuali responsabilità, ma resta il racconto di quei momenti: un uomo a terra, un vicino che chiama l’ambulanza e un gruppo che si allontana. «Mai avrei immaginato una cosa del genere. Mai». Oggi guarda soprattutto alle condizioni del marito. «Lui, fortunatamente, sta meglio». È la notizia che conta più di tutto, dopo la paura di quella sera e le ore trascorse in ospedale.

Ma insieme al sollievo rimane una preoccupazione: «La fragilità di questa gioventù». Nel frattempo, salvo complicazioni, Riccardo dovrebbe essere dimesso nelle prossime ore. La famiglia aspetta di riportarlo a casa. Per sua moglie resta anche la riconoscenza verso quei due vicini, un uomo e una donna, che hanno visto, capito la gravità della situazione e chiamato i soccorsi. «Non li ringrazierò mai abbastanza». La giustizia farà il suo corso. Intanto, nella piazzetta di Bevera, resta una sequenza difficile da dimenticare: un rimprovero, un pugno, una caduta, un uomo ferito e qualcuno che ha scelto di fermarsi. E qualcun altro che, invece, secondo il racconto della famiglia, è scappato.

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