sabato 29 agosto 2026

La rabbia omicida

La vendetta di un uomo tranquillo (2016)

Caterina Stamin
Incensurato e padre di quattro figli, chi è l'imprenditore che ha investito i ladri dopo lo scippo

La Stampa, 29 agosto 2026

«Ho subito la rapina e li ho inseguiti». Si chiama Domenico Scullari, è un imprenditore edile l’uomo che, in Lungo Po Antonelli, ha investito con il Suv due scippatori in monopattino. Ha una moglie, quattro figli, una vita apparentemente tranquilla. I balli con la compagna. I viaggi in auto con la famiglia. Il lavoro. Tutto documentato sui social. Eppure mercoledì pomeriggio ha fatto quello che nessuno, nella sua cerchia familiare e di amicizie, si sarebbe forse mai aspettato da lui: ha rischiato di uccidere un ragazzo di 19 anni, che l’aveva rapinato con un complice della collanina d’oro. L’ha rincorso con il suv, speronato, aggredito. Ha rischiato di ammazzarlo. E in un attimo anche la sua vita è cambiata: arrestato dagli agenti delle Volanti della polizia di Stato, ora è in carcere al Lorusso e Cutugno accusato di tentato omicidio.

Microcriminalità in aumento

Mai avuto un guaio con la giustizia. Fino alle 4 del pomeriggio di mercoledì, da quanto si apprende, era incensurato. Un padre e un uomo appassionato del suo lavoro. L’altro pomeriggio stava tornando a casa, abita poco lontano da dove la sua vita ha preso una curva inaspettata. Era tra lungo Po Antonelli e via Mongrando. Una zona dove - dicono - la microcriminalità è in aumento, anche se i numeri delle fonti di polizia non lo certificano.

L’inseguimento dei ladri

Il 39enne si è visto portare via la collana d’oro e non ha chiamato le forze dell’ordine: non risulterebbe nessuna telefonata al numero di emergenza 112. È salito sul suv Peugeot di colore bianco e si è messo a inseguire i due, scappati via in monopattino. Poi, all’altezza dell’incrocio con via Andorno, li ha speronati, secondo quanto raccontato dai testimoni: i due rapinatori, di 17 e19 anni, sono volati fuori dalla carreggiata e rotolati sul selciato. Uno dei due è rimasto a terra, l’altro è riuscito a rialzarsi e allontanarsi. Ma l’automobilista è sceso dal suv e, sempre stando a chi ha assistito alla scena, gli è piombato addosso: «L’ha riempito di calci e pugni». Il 39enne ha poi infilato le mani nella tasca dei pantaloni di entrambi i giovani, recuperando la collana rubata. Solo a quel punto, è risalito sull’auto ed è partito in direzione Superga, tra gli sguardi attoniti dei cittadini presenti.

L’arresto dell’imprenditore

I poliziotti lo hanno rintracciato poco dopo: con la macchina danneggiata, era andato nella caserma dei carabinieri di via Catania per presentare denuncia per lo scippo, poi era tornato indietro, verso casa. È qui che è stato arrestato. Assistito dall’avvocato Cesare Mariconda, la convalida è attesa per sabato mattina.

Negli stessi minuti, un’ambulanza del 118 ha soccorso il ragazzo più grave, Karim Imad Eddine, 19 anni, poi trasportato al pronto del soccorso del Cto con un grave trauma cranico e un trauma toracico. Ieri sera è stato trasferito nel reparto di Rianimazione all’ospedale Giovanni Bosco. Assistito dall’avvocato Antonio Vallone, è accusato di rapina. La pm, viste le gravissime condizioni di salute del giovane, ne ha disposto la liberazione immediata: è intubato e non esiste, quindi, il pericolo di fuga che renderebbe necessaria la misura cautelare.

La fuga del complice: è minorenne

Il complice, minorenne, era invece riuscito a scappare in autobus fino in Barriera di Milano, dove in poco tempo è stato poi rintracciato dagli agenti: anche lui accusato di rapina, è al carcere minorile Ferrante Aporti. Ma le indagini ora vanno avanti. Gli investigatori stanno acquisendo le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, che potrebbero aver ripreso prima la rapina e poi l’investimento, come raccontato dai testimoni.

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