martedì 21 luglio 2026

Quando la feccia si scatena

 Massimiliano Panarari
Vannacci supera il limite della decenza
La Stampa, 21 luglio 2026

Quando viene superato il limite, se il limite non c’è? Fuor di metafora (e di quesito filosofico), l’esempio più immediato proviene, ancora una volta, da Roberto Vannacci, il quale ha rilanciato ieri sui suoi canali social un video realizzato con l’Ai che varca l’ennesima frontiera della decenza nello scontro politico. Ambientazione in un anfiteatro romano, musica e scenografia da Gladiatore, il trionfante condottiero (novello Cesare? dittatore pro tempore? imperatore prossimo venturo? chissà...) “Robertus Vannaccius” – proprio così negli hashtag di accompagnamento – siede nella “tribuna d’onore” del Colosseo accanto a Giorgia Meloni, Ignazio La Russa e all’augusta consorte di origine dacia Camelia Mihailescu, che fa il dito medio ai prigionieri giù nell’arena, mentre i leoni scalpitano per divorarli. Guai ai vinti, dunque: i malcapitati Elly Schlein, Giuseppe Conte, Romano Prodi e Laura Boldrini, legati a coppie, ai quali Vannaccius non riserva alcuna clemenza e indirizza il pollice verso, che parecchi dei suoi giovani seguaci scambieranno per il dislike di Facebook (d’altronde, nella propaganda digitale tutto si tiene).Sze e conduce il gioco – e così Fn si gonfia nei sondaggi e nei consensi. E stando fermo, anzi (con più precisione in riferimento al video) seduto accanto alla premier e al presidente del Senato – senza Crosetto, Salvini, né men che meno i moderati della maggioranza –, presenta pure il manifesto politico-visuale della sua offerta e della sua idea di coalizione spostata tutta a destra che più a destra non si può.

Il miles gloriosus (e furioso) decreta, insomma, la loro condanna a morte, assecondato dalle urla del pubblico, tramite la falce e il martello che «loro non hanno mai usato» (essendo i politici di sinistra per natura degli “scioperati”). Ed ecco arrivare, arruolato per eseguire questa “sentenza” ultimativa, un gladiatore dalle fattezze di Giuseppe Barboni, il giustiziere di San Benedetto del Tronto. Il video made in Grok – non prodotto formalmente dallo staff di Futuro nazionale – è (auto)citazionista e come molti di quelli fatti con l’intelligenza artificiale pure un po’ confusionario. Ma, soprattutto, è di cattivissimo gusto e inaccettabile e, quindi, come si ripete in queste ore, l’ex generale ha oltrepassato l’ennesima soglia. Giustissimo. Ma non verissimo. Nel senso che la vannacciana «strategia della feccia» - termine da lui utilizzato insieme a quello di «figli di nessuno», nell’assemblea costituente del suo partito - non riconosce alcun limite, puntando sempre e solo a colpire al di sotto della cintola e a “épater les bourgeois”. Altrimenti che comunicazione politica (della) sporca (dozzina) sarebbe? La propaganda serrata di quest’ultima versione dell’imprenditore politico sicuritario e della paura mira innanzitutto a far parlare di sé, e a creare hype, apparendo “coerente” con slogan antisistema sempre più radicali, massimalisti e sovversivi. È l’overdose populista, un’addiction sempre crescente, e una rincorsa estremista nella campagna elettorale permanente che non ha fine, ma finisce per essere legittimata proprio dalla maggioranza di governo lanciata al suo inseguimento. Come insegnano le inesorabili leggi del marketing politico, chi detta l’agenda, ovvero l’originale, prevale sempre sulle copie: e oggi Meloni e Salvini stanno proprio normalizzando le parole d’ordine di Fn, a partire dal “format della remigrazione”. Quello che era impensabile – fino a pochi anni or sono – viene sdoganato all’insegna di una profezia che si autoavvera. La politica vannacciana è geneticamente “fuori legge”, a partire dal lessico che dall’occhieggiare al ventennio si è fatto direttamente (para)fascista, dai “badogliani” alla Decima mas, dal “me ne frego” agli “attributi”, senza dimenticare la retorica nazionalista novecentesca (da Piave a Caporetto). Semplicemente, stando fermo sul suo (non più così) criptofascismo, l’ex parà mena le danze e conduce il gioco – e così Fn si gonfia nei sondaggi e nei consensi. E stando fermo, anzi (con più precisione in riferimento al video) seduto accanto alla premier e al presidente del Senato – senza Crosetto, Salvini, né men che meno i moderati della maggioranza –, presenta pure il manifesto politico-visuale della sua offerta e della sua idea di coalizione spostata tutta a destra che più a destra non si può.

In ogni caso a muoversi, e moltissimo, è la sua comunicazione (diretta o dei proxy), come mostra il “feccioso” video gladiatorio. Un trionfo imperiale di trash, che rientra nella categoria della “slopaganda”, la propaganda Ai slop (ossia la “sbobba artificiale”), che mescola estetica iperrealista (o surreale) e contenuti acchiappaclic di infima qualità. Ampiamente usata da Trump, a cui l’ex generale si ispira in tutto e per tutto anche nello spostare l’asticella del consentito e dell’intollerabile ogni volta più in là. Come da esemplare «strategia della feccia», giustappunto.

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