giovedì 17 gennaio 2013

Hobsbawm, L'invenzione della tradizione

Solo un profondo conoscitore del vissuto sociale dell’età industriale e delle classi subalterne (ma senza dimenticare che Hobsbawm è stato anche uno storico economico dello sviluppo industriale e dell’Inghilterra imperiale) poteva essere in grado all’età di 65 anni, quando la consuetudine vuole che gran parte dei suoi colleghi diano sistematicità definitiva alle proprie ricerche iniziate almeno quaranta anni prima, di aprire nuovi settori di ricerca e soprattutto di esprimere una visione della storia rinnovata.
[Nel 1983 Hobsbawm publica con Terence Ranger un libro che si intitola L’invenzione della tradizione; in Italia è tradotto da Enrico Basaglia per Einaudi nel 1987. Si tratta di un'opera collettiva, include saggi di Hugh Trevor-Roper, Prys Morgan, David Cannadine, Bernard S. Cohn, oltre che dei due curatori. Grazie ad essa la partita delle ricerche sulla mentalità viene riaperta indagando non tanto i prodotti dell’immaginario, ma soprattutto meccanismi del pensiero].
Gran parte di ciò che chiamiamo tradizionale e dunque crediamo abbia dietro di sé una lunga storia, non lo è, ma è il risultato di un’invenzione recente e di una ritualizzazione che è il meccanismo che ci fa apparire le cose come cariche di una lunga storia passata. Gran parte dei giochi tradizionali, delle sfilate, delle sagre dei pali, ama anche degli oggetti – prima di tutto il kilt scozzese, sono oggetti inventati, che non corrispondono a una tradizione centenaria, ma sono invenzioni recenti. E lo sono perché il bisogno che soddisfano è proprio quello di dare al soggetto che ne rivendica la lunga storia, la sensazione di essere la testimonianza di una lunga storia. Una procedura che è particolarmente diffusa quando le società si “muovono in fretta”, e hanno l’ansia di essere prive di storia perché non fondate su un passato “immobile”. Quando questa ansia monta allora si inventano le tradizioni. Un processo che riguarda le società industriali avanzate, i paesi ex coloniali in cerca d’identità, i movimenti sociali che rivendicano un a continuità con il passato lontano (per esempio in Italia la Lega è un ottimo esempio di “invenzione della tradizione”).

David Bidussa
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