
Vivian Motzfeld e Lars Løkke Rasmussen
Giuseppe Sarcina
Così il segretario Nato (con Merz e Starmer) ha convinto Donald
Corriere della Sera, 22 gennaio 2026
NUUK (GROENLANDIA) Mark Rutte ha iniziato a muoversi subito dopo il fallimentare incontro, il 14 gennaio a Washington, tra il vicepresidente Usa JD Vance e i ministri degli Esteri della Danimarca, Lars Løkke Rasmussen, e della Groenlandia, Vivian Motzfeldt. Il segretario dell’alleanza Atlantica ha condotto un largo giro di consultazioni, coinvolgendo non solo i danesi e gli alleati europei, ma anche l’ambasciatore Matthew Whitaker, il rappresentante americano alla Nato.
Rasmussen e Motzfeldt avevano offerto a Vance la disponibilità della Groenlandia a ospitare tutte le basi militari ritenute necessarie. Vance, però, aveva rilanciato: noi vogliamo diventare proprietari dell’isola. Controproposta: in Groenlandia, per legge, la terra non è in vendita; possiamo concedervi una concessione pluriennale. È l’ipotesi che Donald Trump ieri ha bocciato dal palco di Davos. Il 19 gennaio, Rutte riceve a Bruxelles la ministra della Groenlandia Motzfeldt, accompagnata stavolta dal ministro della Difesa danese, Troels Lund Poulsen. I tre mettono a punto uno schema più ampio, un accordo che preveda l’intervento dei Paesi disponibili a rafforzare la sicurezza militare in Groenlandia e dintorni. Congedati i due, Rutte chiama Trump. Gli prospetta non tanto una formula finale, quanto una cornice: tutti gli alleati accetterebbero la leadership americana nell’area. E aggiunge, solleticando l’interesse del presidente, che i partner sono pronti a spendere di più nell’artico, comprando mezzi militari dagli Stati Uniti. Nel corso della conversazione, Rutte cita proprio l’esempio della Danimarca, già affezionata cliente dell’americana Lockheed Martin per gli F-35. Trump si limita a una risposta interlocutoria. Non sono chiaramente gli unici contatti con la Casa Bianca. Si mobilitano anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il premier britannico Keir Starmer.
Il 20 gennaio Rutte riferisce il senso di questa operazione agli ambasciatori dei 32 Paesi membri, riuniti nel Consiglio Atlantico a Bruxelles. Il segretario propone di proseguire il confronto all’interno del «gruppo di lavoro» tra Stati Uniti, Danimarca e Groenlandia: unico esito del vertice con Vance. Suggerimento accolto dai danesi e da altri componenti di spicco del consiglio, come i britannici. Ma, soprattutto, l’impostazione di Rutte ottiene il via libera dell’americano Whitaker. Naturalmente serviva il sigillo di Trump. Nel bilaterale di ieri, Rutte avrà dispiegato tutta la sua arte adulatoria di cui ha già dato diverse prove. «Abbiamo un accordo quadro», ha detto il presidente americano. Ora vedremo i dettagli, scivolosi come sempre. Resta centrale la questione della proprietà del territorio. Qualcuno suggerisce il modello Guantanamo, la base navale concessa con un prestito perpetuo nel 1903 dal governo di Cuba agli Stati Uniti.
Nessun commento:
Posta un commento