Maurizio Crosetti
La mattanza di un Toro senz'anima, a Como la figuraccia va oltre i 6 gol
La Stampa, 25 gennaio 2026
Lo scudetto del bilancio di Cairo
Il Como è una delle migliori squadre della serie A, il Torino una delle peggiori, per questo è stata una prevedibile mattanza. Il Torino non ha gioco, improvvisa. Aveva una buona difesa, è stata smembrata e oggi è carta velina. Il Torino compra poco, prova a far fruttare qualche giocatore, poi lo cede presto per fare cassa. Il presidente Cairo lo chiama “lo scudetto del bilancio”: ma galleggiare in quel limbo è un’idea senza fuoco e senza futuro. Ci sono tifosi granata che quasi si augurano qualche altra caduta, dopo le quattro consecutive in campionato, rovinose, per avere finalmente un obiettivo di lotta: la salvezza. Qualcosa che li faccia sentire vivi. Un paradosso di infinita tristezza.
Lo scarso senso di identità dei giocatori
Il forte sospetto è che nessun giocatore granata abbia la minima idea di cosa significhi essere del Toro. Non pochi sono modesti, quasi tutti sono visi pallidi. Impossibile trovare il segno “meno” davanti alle campagne acquisti: il braccino corto garantisce lente e lunghe agonie. Il Toro non retrocede da un po’, ma neppure avanza. Ha scelto un allenatore, Baroni, che non ha carisma, non dà spinta. Anche lui scivola sul piano inclinato. E Cairo, contestatissimo, non molla: il calcio gli è servito per diventare qualcuno, per sedere a certi tavoli. Col Toro ha fatto carriera, poi l’ha svuotato. Cambiate il colore di quella maglia.

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