lunedì 22 giugno 2015

Rebecca al pozzo: il momento dell'investitura divina

Non so se un commentatore biblico ha mai pensato a ‪ Cenerentola per questa scena. Eppure la sostanza è quella. La scelta è caduta su di lei e lei ne è consapevole. Poteva allontanare la mano del destino dal suo capo. Non lo ha fatto. Che poi sia per sempre o per un momento, dopo mai più nulla sarà come prima. Nella fiaba il principe fa tutto da solo, qui ci si mettono in tre, il messo, il padreterno e l'angelo. (g.c.)

Genesi 24

 

1 Abramo era ormai vecchio, avanti negli anni, e il Signore lo aveva benedetto in ogni cosa. 2 Allora Abramo disse al suo servo, il più anziano della sua casa, che aveva potere su tutti i suoi beni: «Metti la mano sotto la mia coscia 3 e ti farò giurare per il Signore, Dio del cielo e Dio della terra, che non prenderai per mio figlio una moglie tra le figlie dei Cananei, in mezzo ai quali abito, 4 ma che andrai al mio paese, nella mia patria, a scegliere una moglie per mio figlio Isacco». 5 Gli disse il servo: «Se la donna non mi vuol seguire in questo paese, dovrò forse ricondurre tuo figlio al paese da cui tu sei uscito?». 6 Gli rispose Abramo: «Guardati dal ricondurre là mio figlio! 7 Il Signore, Dio del cielo e Dio della terra, che mi ha tolto dalla casa di mio padre e dal mio paese natio, che mi ha parlato e mi ha giurato: Alla tua discendenza darò questo paese, egli stesso manderà il suo angelo davanti a te, perché tu possa prendere di là una moglie per il mio figlio. 8 Se la donna non vorrà seguirti, allora sarai libero dal giuramento a me fatto; ma non devi ricondurre là il mio figlio».
9 Allora il servo mise la mano sotto la coscia di Abramo, suo padrone, e gli prestò giuramento riguardo a questa cosa. 10 Il servo prese dieci cammelli del suo padrone e, portando ogni sorta di cose preziose del suo padrone, si mise in viaggio e andò nel Paese dei due fiumi, alla città di Nacor. 11 Fece inginocchiare i cammelli fuori della città, presso il pozzo d'acqua, nell'ora della sera, quando le donne escono ad attingere. 12 E disse: «Signore, Dio del mio padrone Abramo, concedimi un felice incontro quest'oggi e usa benevolenza verso il mio padrone Abramo! 13 Ecco, io sto presso la fonte dell'acqua, mentre le fanciulle della città escono per attingere acqua. 14 Ebbene, la ragazza alla quale dirò: Abbassa l'anfora e lasciami bere, e che risponderà: Bevi, anche ai tuoi cammelli darò da bere, sia quella che tu hai destinata al tuo servo Isacco; da questo riconoscerò che tu hai usato benevolenza al mio padrone». 15 Non aveva ancora finito di parlare, quand'ecco Rebecca, che era nata a Betuèl figlio di Milca, moglie di Nacor, fratello di Abramo, usciva con l'anfora sulla spalla. 16 La giovinetta era molto bella d'aspetto, era vergine, nessun uomo le si era unito. Essa scese alla sorgente, riempì l'anfora e risalì. 17 Il servo allora le corse incontro e disse: «Fammi bere un po' d'acqua dalla tua anfora». 18 Rispose: «Bevi, mio signore». In fretta calò l'anfora sul braccio e lo fece bere. 19 Come ebbe finito di dargli da bere, disse: «Anche per i tuoi cammelli ne attingerò, finché finiranno di bere». 20 In fretta vuotò l'anfora nell'abbeveratoio, corse di nuovo ad attingere al pozzo e attinse per tutti i cammelli di lui. 21 Intanto quell'uomo la contemplava in silenzio, in attesa di sapere se il Signore avesse o no concesso buon esito al suo viaggio. 22 Quando i cammelli ebbero finito di bere, quell'uomo prese un pendente d'oro del peso di mezzo siclo e glielo pose alle narici e le pose sulle braccia due braccialetti del peso di dieci sicli d'oro. 23 E disse: «Di chi sei figlia? Dimmelo. C'è posto per noi in casa di tuo padre, per passarvi la notte?». 24 Gli rispose: «Io sono figlia di Betuèl, il figlio che Milca partorì a Nacor». 25 E soggiunse: «C'è paglia e foraggio in quantità da noi e anche posto per passare la notte».

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Personaggio del libro biblico della Genesi. Figlia di Betuel e sorella di Labano, Rebecca è la sposa destinata ad Isacco: bella e vergine appartiene alla stessa famiglia di Isacco. Subito si distingue perché, scesa sul far della sera ad attingere l’acqua al pozzo, sollecitamente offre da bere al servo di Abramo, ch’è stato inviato a cercare una moglie per Isacco (Gen 24), un tratto che la tradizione giudaica successiva enfatizzerà (cfr. Flavio Giuseppe, Antichità Giudaiche I, 246). È questo il gesto rivelatore, attraverso il quale Rebecca verrà riconosciuta come la moglie prescelta (Gen 24,14).
La storia di Rebecca si snoda, dunque, a partire da questo incontro iniziale, che è decisivo per il successivo sviluppo della vicenda. Non è un caso allora che il racconto genesiaco dedichi ad esso persino più spazio che allo stesso incontro con Isacco, scandito com’è dall’atteggiamento solerte della donna che si affretta a procurare l’acqua anche per i cammelli e a offrire ospitalità, e dalla solennità con cui il servo la ricambia donandole preziosi monili (Gen 24,22). Il personaggio, poi, si arricchisce di ulteriori connotazioni, alcune in comune con altre figure femminili della Bibbia. Esposta per la sua bellezza ai pericoli che aveva corso Sara (Gen 26,1-11; cfr. Gen 12,20) e, come questa, sterile (Gen 25,21), Rebecca diverrà, infine, madre di due gemelli tra loro in competizione: Esaù e Giacobbe. Complice del secondo, Rebecca dimostrerà una certa spregiudicatezza nel favorire Giacobbe fino a consigliargli di ingannare il padre facendosi credere Esaù, per strappargli la benedizione prima della morte (Gen. 27,6-17). Rebecca, dunque, oltreché bella e generosa, non è sprovvista di una certa astuzia e giuoca un ruolo decisivo nell’assecondare i destini del futuro Israele.

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