lunedì 16 novembre 2015

Cime tempestose, l'amore che tutto travolge

Emily Brontë
Cime tempestose
Traduzione di Rosina Binetti
Garzanti, Milano 1965 [1847]

… tutto è per amore di uno solo che riunisce nella sua persona i miei sentimenti verso Edgardo e verso me stessa. Non so spiegarmi: ma certamente tu pure hai un’idea; sai come chiunque altro che c’è o ci dovrebbe essere un’esistenza al di là di noi stessi? A che scopo sarei stata io creata se fossi interamente contenuta in me stessa? Le mie grandi pene in questo mondo sono state le pene di Heathcliff, e io le ho conosciute e le ho sentite tutte una a una dal principio; la sola ragione di vivere per me è lui. Se tutto il resto perisse, e lui rimanesse, io continuerei a esistere; e se tutto il resto rimanesse e lui fosse annientato, l'universo si cambierebbe per me in un’immensa cosa estranea: non mi parrebbe più di essere una parte di esso. Il mio amore per Linton è simile al fogliame del bosco: il tempo lo muterà, ne sono consapevole, come l'inverno muta gli alberi. Il mio amore per Heathcliff somiglia alle eterne rocce che stanno sottoterra: una sorgente di gioia poco visibile, ma necessaria. Nelly, io sono Heathcliff! Lui è sempre sempre, sempre nella mia mente: non come un piacere, come neppur io sono un piacere per me stessa, ma come il mio proprio essere. Quindi non parlare più della nostra  separazione: è impossibile, e… (cap. IX)



http://www.homolaicus.com/letteratura/bataille-leiris.htm

Bataille analizza la presenza del male e della sovversione nel romanzo di E. Bronte, Cime Tempestose, che narra dell’amore tragico di Heathcliff e Catherine. Heathcliff è un trovatello, che il signor Earnshaw, proprietario della tenuta di campagna, Wuthering Heights, si porta dietro da un viaggio di lavoro a Liverpool. Egli ha altri figli piccoli, Hindley e Catherine; quest’ultima, pur inizialmente disprezzando il fratellastro, arriva ad avere con lui un rapporto di profonda comunione, una sintonia assoluta, una passione travolgente, che verrà spezzata dalla morte del vecchio signor Earnshaw. Questa morte porterà il fratellastro più grande di Heathcliff, Hindley, a diventare il proprietario di Wuthering Heights. Hindley ha sempre disprezzato Heathcliff e lo ridurrà al ruolo di garzone, riuscirà a separarlo, inoltre, dall’amata Catherine.
Ciò che interessa Bataille è il particolare rapporto che s’instaura tra Catherine e Heathcliff. Compagni di giochi nella brughiera, persi nella passione d’infanzia. Per tutta la vita adulta, nonostante la separazione, conserveranno un amore svincolato dalle regole sociali, libero. "E forse quest’amore non era altro che la decisione di non rinunciare alla libertà d’un infanzia selvaggia, non corretta dalle norme di socievolezza e dell’educazione tradizionale".
Un amore sovversivo, che si oppone al mondo borghese del calcolo, della ragionevolezza, del primato del futuro sul presente. Questo sentimento travolgente rompe le convenzioni ed è un attentato alle regole sociali. "La costrizione sociale avrebbe richiesto a quei giovani liberi […] di piegarsi alle convenzioni ragionate degli adulti, cioè calcolate in modo tale che ne risulti l’utile della collettività". Per Bataille il tema del libro è la rivolta di Heathcliff, che scacciato dal suo regno sovrano d’infanzia, cerca di riconquistarlo.
Egli è il maledetto, colui che è stato scacciato. La sua vita è rivolta. Heathcliff esprime la rivolta del male contro il bene, se accettiamo che il bene venga identificato con la società, con l’interesse del gruppo a dispetto dell’individuo, con il primato del differimento rispetto alla soddisfazione immediata. "Egli incarna una verità primordiale, quella del bambino che si rivolta contro il mondo del bene, contro il mondo degli adulti e, con la sua rivolta senza riserve, si consacra al male".
La dimensione del romanzo è paragonata da Bataille a quella della tragedia greca. L’autrice conosce la legge, si pone dalla sua parte, mostra la trasgressione e i suoi effetti, ma non è scevra dal dare "vita all’emozione, con la simpatia che provava e comunicava per i trasgressori della legge". Ciò che esprime è l’interdizione a qualcosa, ma questo interdetto è magnificato ed esercita una certa attrazione. Così era anche per la tragedia greca.
Per Bataille, Wuthering Heights ci mostra una divina ebbrezza, una trasgressione che si oppone al Bene, che rappresenta una preoccupazione per la dimensione collettiva piuttosto che individuale. Necessario è differire, rimandare quella che Freud chiamerebbe pulsione, per salvaguardare la società. Differire le proprie pulsioni istintive, immediate, in modo che non danneggino gli altri individui e di conseguenza il nostro ruolo nella dimensione collettiva. L’influenza dell’antropologia freudiana è molto forte in questa concezione.
"La divina ebbrezza, che è imparentata con lo 'slancio primordiale' dell’infanzia, è invece tutta nel presente. Nell’educazione che si dà comunemente ai bambini, la preferenza per l’attimo presente coincide per definizione con il Male, e gli adulti interdicono il divino regno dell’infanzia a coloro che devono pervenire alla 'maturità'". 
In questo senso Heathcliff si schiera col male, con la divina ebbrezza, nella ricerca spasmodica del regno perduto dell’infanzia, rompe tutte le interdizioni, rompe con la morale e con la società. Egli si fa maledetto.