lunedì 30 novembre 2015

Capire

Carlo Rovelli
La curiosità , vero motore del sapere
Una figlia, un padre: «Due intrusi nel mondo di Einstein» è il libro (Cortina) fuori dagli schemi di una giovane donna assetata di conoscenza. Le idee più audaci della fisica teorica nella scanzonata autobiografia della giornalista Amanda Gefter
La storia ha inizio nel 1995. Il papà chiede alla ragazzina: come definiresti il nulla?

Corriere della Sera, 30 novembre 2015


Alcuni anni fa mi ha chiamato per telefono dall’America una voce femminile, vivace e simpatica. Si è presentata come Amanda Gefter, giornalista scientifica, e mi ha chiesto se poteva farmi delle domande sulla fisica. Benissimo, ma nelle domande c’era qualcosa di strano. Davano l’impressione che la giornalista non fosse davvero interessata a scrivere un articolo divulgativo. Quello che le interessava sembrava essere altro: capire. Penso che molti insegnanti riconoscano questa differenza. Ci sono studenti bravi e bravissimi che fanno tutto per bene. Ce ne sono altri, purtroppo più rari, che magari prendono anche brutti voti, ma si appassionano, e provano ad andare a fondo. Penso che siano quelli che poi nella vita faranno le cose migliori. Il ragazzo che non consegna il riassunto sull’Innominato, ma poi, si scopre, si è imparato a memoria il Canto di un pastore errante dell’Asia. La studentessa che dopo aver sentito una lezione sul Sistema copernicano chiede: «Come gli è venuto in mente?» (a Copernico). Amanda Gefter dava quell’impressione. Non le interessava il riassunto, la semplificazione della scienza che suona bene in un articolo divulgativo. Sembrava curiosa del nocciolo, cosa fosse chiaro, e perché, e dove rimanesse il mistero. La telefonata è scivolata sulle domande più astruse: «Cos’è il nulla?», «Può esistere una descrizione obiettiva dell’universo?». Fra le questioni di cui mi sono occupato, miravano a quelle che sono al fondo del mistero della fisica contemporanea, come l’interpretazione della meccanica quantistica. Mi sono fatto trascinare in diverse lunghe telefonate dalla simpatia di queste domande curiose. Poi non ne ho più saputo nulla; l’articolo che immaginavo dovesse uscire non l’ho mai visto. Mi è rimasto il dubbio di cosa volesse, e chi fosse, Amanda Gefter.
La risposta è arrivata l’anno scorso in maniera più esaustiva di quanto avrei immaginato di poter avere. Amanda mi ha scritto per avvertirmi che usciva in America un suo libro. Titolo: Due intrusi nel mondo di Einstein . Sottotitolo: Un padre, sua figlia, il significato del nulla e l’inizio di tutto. Un’autobiografia, dolce, scanzonata, irriverente, appassionata, di una giovane donna assetata di capire, una panoramica, frammentaria ma profonda, delle idee più audaci che la fisica teorica attuale sta esplorando, raccontata da un non-addetto-ai-lavori che brucia di curiosità. In più, un ritratto incantevole di una commovente relazione fra una figlia e suo padre. Già la dedica è un tuffo al cuore: «A mio padre, che mi ha regalato l’universo». Un libro fuori dagli schemi, centrato sulle ricerche sulla fisica di oggi, ma sopratutto un libro sulla passione, che racconta la forza trascinante di quello che credo sia il vero motore del sapere: la curiosità.
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http://www.corriere.it/cultura/15_novembre_30/rovelli-einstein-gefter-autobiografia-6b81d440-9748-11e5-921c-1e256576138f.shtml