mercoledì 13 maggio 2015

Chet Baker, trombettista





Simone Lorenzati
Chet Baker, trombettista e poeta per l'eternità


Il 13 maggio 1988 moriva in un hotel di Amsterdam Chet Baker, uno dei trombettisti jazz più amati nella storia della musica afroamericana (e non solo). Si unì giovanissimo, poco più ventenne, al quartetto di Charlie Parker e da lì incominciò una carriera folgorante segnata però, purtroppo, dalla sua dipendenza dall'eroina. Tra i primi bianchi ad esibirsi nella rivoluzione del be-bop portata proprio dal contraltista Parker, curiosamente si trovò a sostituire altri due trombettisti eccelsi (Dizzy Gillespie e Miles Davis) pur avendo uno stile completamente diverso dal loro. Baker, infatti, suonerà per tutta la carriera in un modo intimista e raccolto, che darà poi origine al cool jazz (altro memorabile esempio è quello del baritonista Gerry Mulligan, col quale Chet suonerà in uno dei primi quartetti senza piano né chitarra). 
Baker è anche noto come cantante, un singer delicato ed introverso (unica la sua versione di My Funny Valentine). Anni di carcere, una vita devastata dalla dipendenza dagli stupefacenti, se non ne offuscarono il talento (“Chet mette due sole note quando altri ne metterebbero venti. Però sono proprio quelle che ti rapiscono” disse di lui il saxofonista astigiano Gianni Basso) tuttavia ne minarono la carriera. 
Dopo una scazzottata, pare con uno spacciatore, si trovò addirittura senza denti e per sopravvivere a fare il benzinaio. Dizzy Gillespie lo riconobbe, gli pagò un dentista e lo rimise in carreggiata. Chet dovette reimparare a suonare la tromba con la dentiera, una cosa inusuale e difficilissima. Eppure la sua poesia non venne meno neanche così. Morì a soli 59 anni cadendo da una finestra di un hotel olandese, sembra sotto l'effetto dell'eroina. “Adoro Chet Baker. Lo amo quando suona, ma quando canta mi sembra un angelo. Un angelo cupo, solitario, pensoso, rancoroso, dolente, ma abbagliante. Usa il cervello, non la voce. Usa l'anima, non la gola. Sono pazza di lui”, disse di lui Mina. Anche 27 anni dopo Chet Baker rimane faccia d'angelo per una infinità di jazzisti.

https://www.youtube.com/watch?v=z4PKzz81m5c