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martedì 1 marzo 2016

Donne perplesse su Vendola


 
Franca Fossati

Paolo Conti
Vendola, il fronte delle donne contro
Boldrini: «Riserve sulla surrogata»

La presidente della Camera: pratica che si presta allo sfruttamento delle donne
Da Serracchiani (Pd) a Ronzulli (Forza Italia) il no all’utero in affitto
Corriere della Sera, 29 febbraio 2016

ROMA «Personalmente ho molte riserve sulla maternità surrogata». Laura Boldrini, presidente della Camera, parla da Londra ma si rivolge al dibattito italiano: «É un tema molto delicato, i dubbi ci sono soprattutto quando si ha a che fare con giovani donne straniere. È una pratica che si presta allo sfruttamento delle donne». Ma il dubbio, per la presidente della Camera, esclude ogni possibile attacco alla scelta di Nichi Vendola e del suo compagno Ed Testa: «Ho sentito commenti sguaiati e volgari, è squallido arrivare a fare questo. Faccio loro i miei migliori auguri e spero che non continui questo assalto alla loro scelta. Nessuno può esprimere pareri così pesanti contro un bambino che è nato».
Le donne e il dibattito
L’orientamento della presidente Boldrini è condiviso da molte donne dell’area progressista e femminista. Avverte Debora Serracchiani, vicesegretario del Pd: «Sono contenta per Nichi, per il suo compagno e per il piccolo Tobia. Ho qualche perplessità, lo abbiamo sempre detto, sull’utero in affitto che è vietato in questo Paese e resta vietato nonostante l’approvazione delle unioni civili. Non facciamo confusione». Franca Fossati, firma storica del giornalismo femminista italiano, ieri ha affidato a questo post sulla sua pagina su Facebook il proprio tormentato stato d’animo: «Probabilmente è già successo nel senso comune: la gravidanza, questo meraviglioso e misterioso processo per cui l’uno, anzi l’una, diventa due, questa relazione corporea e psichica attraverso la quale un grumo di cellule diventa un individuo unico e irripetibile, non vale niente. La differenza sessuale tra uomini e donne non vale niente. Non so che mondo ne deriverà. Non so se l’umanità ne avrà un guadagno, o se perderà se stessa. Ma sento parlare uomini e donne di tutto questo come se il problema non esistesse, e mi fa paura».
L’appello
I toni non sono lontani da quelli usati nel recente appello di «Se Non Ora Quando Libere», firmato — tra i tanti — anche da Dacia Maraini, Sonia Bergamasco, Francesca Neri: «Noi rifiutiamo di considerare la “maternità surrogata” un atto di libertà o di amore. Non possiamo accettare, solo perché la tecnica lo rende possibile, e in nome di presunti diritti individuali, che le donne tornino a essere oggetti a disposizione». La falsariga è quella di un altro famoso appello lanciato all’inizio di febbraio in Francia dall’universo femminista, legato alla sottoscrizione internazionale contro la maternità surrogata così come appare sul sito abolition-gpa.org. Tematica politicamente trasversale, visto che non è dissimile da ciò che scrive l’eurodeputata Licia Ronzulli di Forza Italia: «No all’utero in affitto. No alla compravendita dei bambini. No allo sfruttamento delle madri in affitto».
Armeni: contro lo sfruttamento delle donne
Ritanna Armeni, già firma storica de Il manifesto ed ex caporedattore di Noi donne si ritrova sulla linea degli appelli. Così scrive, anche lei su Facebook: «Per onestà e per chiarezza. Sono contro l’utero in affitto e la maternità surrogata. Ma sono indignata e anche schifata dalla campagna contro Nichi Vendola e il suo compagno Ed. Sono addolorata per l’accoglienza che si fa a Tobia, un bambino che oggi si deve solo a amare». Poi, a voce, spiega il senso della sua scelta: «C’è di mezzo lo sfruttamento del corpo femminile. Non c’è differenza tra lo sfruttamento di una giovane donna nigeriana o di una madre americana che lo fa per pagare l’università ai figli perché comunque, in qualche modo, rimettiamo in discussione alcuni capisaldi della nostra condizione di esseri umani». E ancora: «Mi piacerebbe discutere con serenità su un punto. Noi non sappiamo ancora con certezza quali saranno le conseguenze su questi figli. Quando chiederanno notizie sulle loro origini, scopriranno di essere nati da una transazione economica. Come reagiranno? C’è chi dice che le conseguenze saranno tutte positive, altri giurano che saranno tutte negative. Ma sono posizioni per ora solo ideologiche».

https://palomarblog.wordpress.com/2016/03/01/concita-de-gregorio-su-vendola/

sabato 16 marzo 2013

Laura Boldrini, Discorso di insediamento

  Care deputate e cari deputati, permettetemi di esprimere il mio più sentito ringraziamento per l'alto onore e la responsabilità che comporta il compito di presiedere i lavori di questa Assemblea.
  Vorrei, innanzitutto, rivolgere il saluto rispettoso e riconoscente di tutta l'Assemblea e mio personale al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (Applausi – I deputati si levano in piedi), che è custode rigoroso dell'unità del Paese e dei valori della Costituzione repubblicana.
  Vorrei, inoltre, inviare un saluto cordiale al Presidente della Corte costituzionale e al Presidente del Consiglio. Faccio a tutti voi i miei auguri di buon lavoro, soprattutto ai più giovani, a chi siede per la prima volta in quest'Aula (Applausi).
  Sono sicura che, in un momento così difficile per il nostro Paese, insieme riusciremo ad affrontare l'impegno straordinario di rappresentare nel migliore dei modi le istituzioni repubblicane.
  Vorrei rivolgere, inoltre, un cordiale saluto a chi mi ha preceduto, al Presidente Gianfranco Fini, che ha svolto con responsabilità la sua funzione istituzionale (Applausi).
  Arrivo a questo incarico dopo avere trascorso tanti anni a difendere e a rappresentare i diritti degli ultimi, in Italia come in molte periferie del mondo. È un'esperienza che mi accompagnerà sempre e che da oggi metto al servizio di questa Camera. Farò in modo che questa istituzione sia anche il luogo di cittadinanza di chi ha più bisogno (Applausi).
  Il mio pensiero va a chi ha perduto certezze e speranze. Dovremo impegnarci tutti a restituire piena dignità a ogni diritto. Dovremo ingaggiare una battaglia vera contro la povertà, e non contro i poveri. In questa Aula sono stati scritti i diritti universali della nostra Costituzione, la più bella del mondo. La responsabilità di questa istituzione si misura anche nella capacità di saperli rappresentare e garantire uno a uno. Questa Aula dovrà ascoltare la sofferenza sociale di una generazione che ha smarrito se stessa, prigioniera della precarietà, costretta spesso a portare i propri talenti lontano dall'Italia (Applausi).
  Dovremo farci carico dell'umiliazione delle donne che subiscono violenza travestita da amore (Prolungati applausi), ed è un impegno che fin dal primo giorno affidiamo alla responsabilità della politica e del Parlamento.
  Dovremo stare accanto a chi è caduto senza trovare la forza o l'aiuto per rialzarsi, ai tanti detenuti che oggi vivono in una condizione disumana e degradante (Applausi), come ha autorevolmente denunziato la Corte europea dei diritti umani di Strasburgo.
  Dovremo dare strumenti a chi ha perso il lavoro o non lo ha mai trovato, a chi rischia di smarrire perfino l'ultimo sollievo della cassa integrazione, ai cosiddetti esodati, che nessuno di noi ha dimenticato (Applausi), ai tanti imprenditori che costituiscono una risorsa essenziale per l'economia italiana (Applausi) e che oggi sono schiacciati dal peso della crisi, alle vittime del terremoto e a chi subisce ogni giorno gli effetti della scarsa cura del nostro territorio (Applausi).
  Dovremo impegnarci per restituire fiducia a quei pensionati che hanno lavorato tutta la vita e che oggi non riescono ad andare avanti (Applausi).
  Dovremo imparare a capire il mondo con lo sguardo aperto di chi arriva da lontano, con l'intensità e lo stupore di un bambino, con la ricchezza interiore e inesplorata di un disabile.
  In Parlamento sono stati scritti questi diritti, ma sono stati costruiti fuori da qui, liberando l'Italia e gli italiani dal fascismo (Prolungati applausi).
   Ricordiamo il sacrificio di chi è morto per le istituzioni e per questa democrazia. Anche con questo spirito siamo idealmente vicini a chi oggi, a Firenze, assieme a Luigi Ciotti, ricorda tutti i morti per mano mafiosa (Prolungati applausi). Al loro sacrificio ciascuno di noi e questo Paese devono molto. E molto, molto, dobbiamo anche al sacrificio di Aldo Moro e degli uomini della sua scorta (Applausi), che ricordiamo con commozione oggi, nel giorno in cui cade l'anniversario del loro assassinio.
  Questo è un Parlamento largamente rinnovato. Scrolliamoci di dosso ogni indugio nel dare piena dignità alla nostra istituzione, che saprà riprendersi la centralità e la responsabilità del proprio ruolo. Facciamo di questa Camera la casa della buona politica (Applausi), rendiamo il Parlamento e il nostro lavoro trasparenti, anche in una scelta di sobrietà che dobbiamo agli italiani (Prolungati applausi).
   Sarò la Presidente di tutti, a partire da chi non mi ha votato. Mi impegnerò perché la mia funzione sia luogo di garanzia per ciascuno di voi e per tutto il Paese. L'Italia fa parte del nucleo dei fondatori del processo di integrazione europea. Dovremo impegnarci ad avvicinare i cittadini italiani a questa sfida, a un progetto che sappia recuperare per intero la visione e la missione che furono pensate con lungimiranza da Altiero Spinelli (Applausi). Lavoriamo perché l'Europa torni ad essere un grande sogno, un crocevia di popoli e di culture, un approdo certo per i diritti delle persone, appunto un luogo della libertà, della fraternità e della pace.
  Anche i protagonisti della vita spirituale e religiosa ci spronano ad osare di più. Per questo abbiamo accolto con gioia i gesti e le parole del nuovo pontefice (Generali applausi), venuto emblematicamente dalla fine del mondo.
  A Papa Francesco il saluto carico di speranza di tutti noi.
  Consentitemi un saluto anche alle istituzioni internazionali, alle associazioni e alle organizzazioni delle Nazioni Unite, in cui ho lavorato per 24 anni, e permettetemi, visto che questo è stato fino ad oggi il mio impegno, un pensiero per i molti, troppi morti senza nome che il nostro Mediterraneo custodisce (Applausi). Un mare che dovrà sempre più diventare un ponte verso altri luoghi, altre culture, altre religioni.
  Sento forte l'alto richiamo del Presidente della Repubblica all'unità del Paese. Un richiamo che quest'Aula è chiamata a raccogliere con pienezza e convinzione. La politica deve tornare ad essere una speranza, un servizio, una passione (Prolungati applausi).
  Stiamo iniziando un viaggio, oggi iniziamo un viaggio: cercherò di portare, assieme a ciascuno di voi, con cura e umiltà, la richiesta di cambiamento che alla politica oggi rivolgono tutti gli italiani, soprattutto i nostri figli. Grazie (Vivi, prolungati applausi).