sabato 9 febbraio 2013

La sinistra impura allo sbaraglio

...Grillo sembra collocarsi con più lucidità in quella nicchia della sinistra respinta dai partiti che ora trova nelle cinque stelle un terreno di riscossa. Assorbe quelle aree di conflitto scontente di tutti, ma sempre in subbuglio. In un recente attacco durissimo contro i sindacati della Triplice, Grillo ha demolito Cgil Cisl e Uil, ma ha salvato i Cobas, con cui «facciamo molte battaglie insieme». In Calabria, i Cobas della sanità in sciopero hanno annunciato a gennaio che inviteranno «i 1032 precari e le loro famiglie a votare Beppe Grillo».
E c'è poi una sinistra intellettuale a cui il comico strizza l'occhio, ricambiato. Lunedì uscirà in tutte le librerie un libro a sei mani scritto da Grillo, dal suo spin doctor Casaleggio e da Dario Fo, dal titolo: Il grillo canta sempre al tramonto. Ora Rifondazione confluisce nella Rivoluzione civile di Antonio Ingroia, ma con qualche rimpianto, se si ricorda che appena tre mesi fa Paolo Ferrero ventilava una «collaborazione» con il comico genovese. Micromega, il periodico diretto da Paolo Flores d'Arcais, in un recente sondaggio sulle preferenze di 25 intellettuali di sinistra, ha rivelato che Marco Travaglio ricorrerà al voto disgiunto: Rivoluzione civile alla Camera e Movimento 5 stelle al Senato. Anche Flores D'Arcais è per Rivoluzione civile e per M5s. Andrea Scanzi: «Con gli attivisti 5 Stelle in parlamento ci sarà un'opposizione reale che non farà sconti: l'esatto contrario dei Violante». E poi c'è il neoambientalismo, la forza attrattiva del MoVimento in special modo sui giovani, che si traduce nell'assorbimento di una serie di ex attivisti o simpatizzanti dei Verdi, partito da anni in declino. Intanto il comico porta avanti le sue guerre trasversali: «Porteremo via i beni ai politici come ai mafiosi - ha annunciato ieri dal comizio a Belluno - Faremo un'indagine fiscale sui politici. Nel movimento sono tutti ingegneri informatici».
... Poi c'è il bacino della sinistra anni '60 e '70. Fabrizio Girani, 62 anni, negoziante, candidato di Voghera, si racconta così: «A 18 anni già mi esponevo come attivista del Psiup, dopo 4 anni il partito fu chiuso con la decisione del Congresso nazionale di confluire nel Pci». Nicola Costantino, che vive a Lione e siciliano di nascita: «A 15 anni ero il più giovane a occupare la sala consiliare del comune di Termini Imerese nella lotta per l'acqua». Ancora No Tav. Fabrizio Gallo, candidato al Senato, di Novi Ligure, impiegato: «Faccio parte del coordinamento dei Comitati contro il Tav-Terzo Valico». Tra gli attivisti anti-alta velocità anche Federica Daga, 37 anni, capolista alla Camera nella circoscrizione Lazio 1.

Emanuela Fontana
Il Giornale, 9 febbraio 2013 

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Certo è difficile adesso collocare Grillo e i suoi nell'alveo della sinistra. Ci sono state le dichiarazioni sugli immigrati, c'è stato il fiancheggiamento di casa Pound. E poi c'è lo stile stesso del movimento nel quale il culto del capo raggiunge livelli mai visti all'interno di una organizzazione democratica. Qualche precedente c'è nei partiti comunisti d'Oriente, da Stalin a Mao, diciamo pure che si tratta di un costume o di una pratica inaccettabili in una visione di sinistra al futuro, qui e ora. Grillo ormai sta da un'altra parte, molti dei suoi sono forse recuperabili in prospettiva, lui certamente no. 
E però questa sinistra deviata dovrebbe far riflettere. Non è la prima volta che succede, beninteso. Resta sempre un segnale grosso di malessere interno che ha dato luogo a una perdita di pezzi. Nello schema di Hirschman, al posto della lealtà, è subentrata la protesta espressa o no, e spesso inascoltata. E allora è scattata l'uscita. Qualcuno ogni tanto sostiene che l'Italia è costitutivamente di destra; più raramente si incontra la convinzione opposta, ci fu un libro per esempio dal titolo significativo: l'italiano è socialista e non lo sa. La popolarità del presidente Pertini sembrerebbe andare in tal senso. La disputa è vana. Come si fa a dire su decenni di storia dove va l'Italia? Al tempo della cosiddetta prima Repubblica la direzione preferita fu a lungo il centro, tra l'altro. 
Forse è più importante ragionare sul rapporto tra domanda e offerta politica. Non sempre la sinistra storica ha saputo essere all'altezza di una domanda che pure a sinistra si muoveva. Non sempre o per meglio dire quasi mai. Basti pensare al patrimonio di consensi dispersi tra gli anni Settanta e Ottanta. E qui le insufficienze culturali della forza maggioritaria si sono rivelate più dannose delle stesse divisioni interne all'area. Che è tutto dire.

Giovanni Carpinelli