venerdì 22 febbraio 2013

La nemesi

...A preoccupare i vertici del Pd sono anche i sondaggi che riguardano Monti. Che aprono una prospettiva inquietante. Non è affatto detto, dati alla mano, che il listone del premier riesca a guadagnare al Senato un numero adeguato di seggi. Già, perché se Bersani non riuscirà a ottenere una vittoria piena pure a Palazzo Madama, avrà bisogno come il pane di un gruppo di sostegno montiano. Tradotto in cifre: Scelta civica dovrà ottenere almeno 15, 20 senatori. Tanti ne serviranno, in caso di pareggio, per consentire al Partito democratico di mettere in piedi un governo di centrosinistra.
Peccato che questi numeri non siano, almeno al momento, una sicurezza. I sondaggi infatti raccontano che nelle regioni chiave i montiani arrancano e non riescono a sottrarre voti consistenti al centrodestra. I dirigenti del Pd si sono guardati in faccia con un certo sconcerto, l'altro giorno, quando hanno esaminato i dati segretissimi forniti loro dai sondaggisti. Per forza. Quelle cifre hanno confermato tutti i loro timori: lì dove il Partito democratico va bene, il listone del premier è in affanno. Ergo: non è al centrodestra che il premier toglie i voti. Perciò, detto in parole povere, un Monti che non riesce a fare argine nei confronti delle truppe berlusconiane rischia di servire poco o niente al centrosinistra.
Di più, e di peggio: nelle regioni chiave, quelle in cui centrosinistra e centrodestra combattono la battaglia campale per il Senato, i montiani rischiano di essere ininfluenti. In Lombardia è testa a testa. In Sicilia pure. In Veneto Bersani e i suoi alleati perdono senza possibilità di sorprese dell'ultima ora, mentre in Campania la vittoria è saldamente nelle loro mani e di lì non si sposterà. Ebbene, in queste regioni Monti rischia di non fare comunque la differenza. Il che significa che tutti i calcoli che sono stati fatti finora al Partito democratico vanno rivisti.

Maria Teresa Meli
Corriere della Sera, 22 febbraio 2013
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La nemesi

Non si sa come andranno le elezioni. E' tuttavia improbabile che il Pd con Sel riesca a ottenere la maggioranza assoluta. I contorni esatti di ciò che sta per accadere non possono essere previsti. Il dato certo sembra allora essere questo: comunque vada, il fattore decisivo sarà dato dalla combinazione di due risultati: il livello raggiunto nell'ascesa dall'ondata grillina e quello toccato nella discesa dalla coalizione di Monti. E questo spiega tante cose. Intanto e soprattutto una che si può riassumere con la formula di Lorenzo il Magnifico: Del doman non v'è certezza. Né Monti né Grillo hanno lasciato intravedere un atteggiamento tranquillo e responsabile. Può darsi che a urne chiuse vi sia un soprassalto di resipiscenza. Una qualche maggiore ragionevolezza. Mettetevi però al posto di Monti e di Grillo. Non siete usciti davvero vincitori dalle elezioni. La sorte del mancato vincitore è nelle vostre mani. Gliela farete pagare, non avrete pietà, vorrete ottenere contropartite di alto valore pratico e simbolico per una vostra eventuale convergenza su una linea di intesa. Allegria! Magari qualche decisione buona sarà presa lungo questa via. Perché no. Credere invece che alla viste ci sia una piacevole passeggiata, o anche solo una camminata normale, è francamente impossibile.
Naturalmente in quello che accade ci sono delle responsabilità. Vale sempre il severo richiamo di Croce: sarà stata colpa dei pazzi, ma dov'erano i savi allora? Insomma Monti e Grillo sono i frutti di una crisi che altri hanno prodotto e aggravato. Altri chi? La casta con la sua avidità senza freno. La destra con la sua insipienza tecnica. Sì, tecnica. I tecnici sono per la destra quello che l'ombra di Banco era per Macbeth. E allora è scattata la nemesi: "Nemesi [la dea] provvedeva soprattutto a metter giustizia ai delitti irrisolti o impuniti, distribuendo e irrorando gioia o dolore a seconda di quanto era giusto, perseguitando soprattutto i malvagi e gli ingrati alla sorte" (Wikipedia). Già, nella mitologia greca, il ritorno del rimosso portava un nome. Noi in base alla nostra conoscenza dei fatti, possiamo fare dei nomi: la politica ha calpestato i cittadini (Grillo) e la competenza responsabile (Monti). Poi possiamo immaginare dei rappresentanti migliori per i cittadini e per la competenza responsabile. Ma è la politica che è rimasta indietro, non la realtà dell'economia e del paese.

giovanni carpinelli