mercoledì 20 gennaio 2016

Giuditta e Dalila

Horace Vernet, Giuditta (la modella era Olympe Pélissier)

Claudio Pozzoli
La Sirenetta? era Andersen
Corriere della Sera, 15 giugno 1992

intervista a Hans Mayer
"I diversi" (Garzanti, 1977): e' il libro che lo ha reso famoso in tutto il mondo. L'oggetto: tre aspetti della "diversita' esistenziale", la donna, l' ebreo, l' omosessuale.


... Perche' ci sono le donne nei suoi "diversi", signor Hans Mayer? Le donne non fanno parte delle minoranze... "Questa scelta ha a che fare anche con l' origine del libro. Inizialmente, doveva essere un' opera di storia della letteratura. Come professore che si e' sempre occupato, oltre che di letteratura tedesca, dello studio comparato della letteratura, e che ha una solida cultura umanistica, e cioe' conosce e ha letto nell' originale Sofocle, Omero, Aristofane, e anche Platone, cosi' come Cicerone, Tacito e Svetonio, volevo dimostrare come i personaggi della tradizione classica siano ancora vivi per noi: c' e' sempre un Anfitrione, un' Elettra, un Ulisse, un' Ifigenia...". . Figure che hanno poi trovato nuovi personaggi.compagni di strada... "Direi che il serbatoio venne rifornito solo una volta, nel Quindicesimo e nel Sedicesimo secolo, durante il Rinascimento, dai personaggi del Medioevo: l' Orlando furioso, Amleto, Don Chisciotte, l' ebreo Shylock, il Faust...". . L' intenzione era dunque di scrivere un' opera di storia letteraria. Ed e' diventato un libro di critica culturale, ma anche sociale e storica... "Volevo scrivere la storia di questi archetipi, volevo descrivere questi "diversi" della storia della letteratura. Poi, pero' , riflettendo, mi accorsi che non tutti i diversi sono uguali: scoprii che ci sono due tipi di diversi. Chiamai questi personaggi "i diversi intenzionali": Don Giovanni, Faust, Amleto . persone cioe' che si escludono volontariamente dal loro ambiente, dal loro mondo: chi con i suoi misfatti, come Don Giovanni, chi con un patto col diavolo, come Faust, o come Amleto (dicendo "c' e' qualcosa di marcio in Danimarca" si definisce un diverso volontario)". . Si tratta quindi di coloro che vollero essere diversi... "Ecco. Ma che ne e' dei tanti che ne soffrono, che non hanno nessuna intenzione di essere dei diversi, e invece la vita fa di loro dei diversi? Li chiamo "i diversi esistenziali"; le donne per il loro sesso, gli ebrei per la loro origine e per la diaspora, gli omosessuali per la loro deviazione sociale. "Diversi, tutti i tre gruppi, in questo senso. Spero che l' impostazione chiarisca le sue perplessita' per quanto riguarda le donne. Pensi un po' : quando venni a Roma per un dibattito sulla prima edizione italiana del libro, vi fu una giovane e graziosa giornalista che mi fece una domanda esattamente nella direzione opposta alla sua: trovava normalissimo che ci mettessi le donne tra i diversi, si meravigliava invece che ci avessi messo gli ebrei". . Devo precisare che la prima parte dedicata alle donne s' intitola "Giuditta e Dalila", due figure del Vecchio Testamento (e lei scrive: "Entrambe rappresentano la minoranza all' interno di una minoranza che non e' tale, ma e' stata ed e' trattata come tale"). E se anche vi e' un excursus dedicato all' antifemminista Otto Weininger (e al suo "Sesso e carattere"), si parla anche di Giovanna d' Arco... "Prendiamo l' esempio di Giuditta e Dalila. Io le chiamo "le donne con l' arma". Che puo' essere Giuditta con la testa di Oloferne, certo, ma puo' essere anche la donna troppo intelligente, troppo maschile, come direbbero i patriarchi, e anche la donna troppo bella, la seduttrice, nelle fantasie maschili: Giuditta e Dalila. Non ho voluto dire che le donne sono diverse, ma ho descritto come, all' interno del mondo femminile, una donna che e' diversa diventa una "vamp": e' troppo bella, e' Salome' , e' Carmen, e' la rovina degli uomini, e' la Lulu di Wedekind, l' Anastasia di Durrenmatt. Oppure la donna con l' arma: Giovanna d' Arco, Giuditta. E ho cercato di far vedere come di fatto ci sia una forte resistenza contro le donne che osano oltrepassare i limiti; dal punto di vista maschile e' troppo femminile, troppo maschile, troppo donna armata, troppo Giuditta, troppo Giovanna d' Arco, troppo "vamp". Questo dibattito in Germania si colloca al centro della lotta per l' emancipazione delle donne. Continuo a sentire l' espressione spregiativa "Emanzen", anche da giovani, quando ci si riferisce a donne che sono emancipate e vogliono difendere la propria identita' . Si tratta dell' espressione negativa e spregiativa di "Emanzipierte". Come vede, non credo che sbagliasse quella giovane giornalista italiana accettando le donne tra i diversi".