domenica 2 agosto 2015

Tozzi fuori luogo


Aldo Grasso
Divulgazione o narcisismo, il dilemma del geologo della tv 
Corriere della Sera, 23 luglio 2015 

È iniziata su Rai1 la seconda stagione di «Fuori Luogo», il programma condotto dal geologo Mario Tozzi. La prima puntata, «Palermo l’età dell’oro», è partita simbolicamente dall’antica sede della Società Geografica Italiana a Villa Celimontana, Roma, per dirigersi in Sicilia, a Palermo per la precisione (martedì, ore 23.40).
L’obiettivo dichiarato del programma è quello di capire come la storia della Terra e la storia degli uomini s’incrocino in alcuni luoghi chiave del nostro Paese: una formula complessa per spiegare che Tozzi e gli autori riconducono, con una buona dose di determinismo, alcune problematiche storiche e sociali di un luogo alla particolare conformazione geologica e fisica del suo territorio, considerando le caratteristiche del suolo, del sottosuolo, delle sue risorse idriche e così via.
I problemi della Sicilia? Risalendo fino al periodo della dominazione araba dell’isola, arrivano in gran parte dalla complessa e non sempre efficiente gestione di una risorsa scarsa e preziosa come l’acqua. Sarà... Per ricordare l’anniversario della strage di Capaci, Tozzi si reca (in treno, per salvaguardare l’ambiente) sul luogo dove fu attivato il dispositivo al tritolo che fece saltare in aria il giudice Falcone, sua moglie Francesca e gli uomini della scorta, distruggendo un intero tratto di autostrada, che la trasmissione sorvola con una telecamera drone (si spera a basso consumo).
Certo è che passare dalle immagini drammatiche del 1992 alla ricostruzione di come il controllo dell’acqua abbia influito sulla storia di Cosa nostra è salto non da poco. È evidente che a Tozzi i panni del geologo stanno ormai stretti: opinionista a tutto tondo anche nei talk show contenitori del pomeriggio, diventa in «Fuori luogo» anche uno storico, un sociologo, persino un antropologo. Il demone della divulgazione e il narcisismo non possono andare d’accordo. E resta un mistero come un ricercatore Cnr riesca a stare sempre in tv.