lunedì 20 ottobre 2014

Simenon e la politica sporca

 
Per i conoscitori di Simenon, Maigret chez le ministre (1954), riserva delle piacevoli sorprese. Intanto, come il titolo lascia prevedere, è una incursione del commissario e del romanziere stesso sul terreno della politica. E poi Maigret, pur risolvendo il caso, non ottiene una vittoria completa. Il personaggio che con ogni evidenza reca sulle sue spalle le responsabilità più pesanti per i malefici intervenuti nel corso della vicenda non può essere arrestato, mancando le prove irrefutabili della sua colpevolezza. Le sorprese non sono finite. Simenon mostra di conoscere un saggio di Robert de Jouvenel, La repubblica dei compari. Lo tira fuori in un dialogo tra il ministro e Maigret. E' il ministro che parla:

Vi ricorderete del famoso titolo La Repubblica dei Compari. Ci si incontra ogni giorno. Ci si stringe la mano come vecchi amici. Dopo qualche settimana di sessioni, ci si dà tutti del tu e ci si scambiano piccoli favori.
Ogni giorno si stringe un maggior numero di mani e, se queste non sono molto pulite, si scuotono le spalle con indulgenza."Bah! Non è un cattivo diavolo" si dice. Oppure: "E' costretto a farlo per i suoi elettori".
Mi capite? Ho dichiarato che se ciascuno di noi si rifiutasse una volta per tutte di stringere le mani sporche, l'atmosfera politica verrebbe immediatamente purificata.

Mani pulite, mani sporche. Stringere le mani. Ecco, nel romanzo queste metafore hanno la loro importanza. Il ministro non stringe la mano di Mascoulin, il deputato trafficone e ricattatore che è l'anima nera della vicenda. E neppure Maigret a un certo punto lo fa:

Questi [Mascoulin] in piedi gli tendeva la mano. Come un lampo, il commissario si ricordò di Point [il ministro] e della sua storia delle mani sporche.
Senza riflettere sul pro e sul contro, prese la tazzina del caffè, che era vuota, e se la portò alle labbra, ignorando così la mano che gli veniva offerta.

Non basta. Auguste Point nel libro è una figura positiva. Viene dalla provincia, da La Roche-sur-Yon in Vandea (il posto dove fu sepolto Pétain, ma questo Simenon non lo dice). E' vandeano come Clémenceau. Ed è restato un uomo semplice. Durante la guerra è stato arrestato e poi detenuto in prigione per aver nascosto degli agenti inglesi e dei prigionieri fuggiti dai campi di concentramento tedeschi. Con il ritorno della pace, è rimasto nell'ombra, sono stati i suoi concittadini a chiedergli di presentarsi alle elezioni.
Un ultimo punto. Chiaramente Maigret si identifica un po' con Auguste. La stessa scelta del nome per il ministro da parte del romanziere ha qualcosa di affettuoso. Auguste non era tanto frequente neppure nelle vecchie generazioni. Si chiamava così Renoir. E' anche spesso un nome da clown. La prima descrizione di Auguste Point nel romanzo è questa:

La cosa più curiosa era che l'uomo di fronte a lui, con l'aria di aspettare la sua diagnosi, gli somigliava, se non come un fratello, almeno come un cugino. Non solo fisicamente. Una rapida occhiata ai ritratti di famiglia diceva al commissario che lui e Point avevano press'a poco le stesse origini. Tutti e due erano nati in campagna, da un ceppo contadino già evoluto. Probabilmente i genitori del ministro avevano avuto, fin dalla sua nascita, l'ambizione di farne, come i genitori di Maigret, un medico o un avvocato.
... D'altezza e di corporatura [Point] era all'incirca come il commissario, ma più quadrato, più duro, si sarebbe detto più contadino

C'è l'identificazione e c'è il distacco. Non si può chiedere troppo all'ispido Maigret e al non meno ruvido Simenon. Però quel che è detto va pur sempre nel senso di una certa somiglianza tra i due. Nel romanzo ci sono altri personaggi che completano il quadro. La signora Point "avrebbe potuto essere una qualsiasi piccolo-borghese di età matura, una di quelle che si incontrano per strada a fare la spesa". Invece la segretaria del ministro, la signorina Blanche Lamotte, quarantaduenne, "aveva un viso comune, senza attrattive, ma sotto l'abito nero, semplicissimo rischiarato al collo solo da un un piccolo pizzo bianco, Maigret fu sorpreso di scoprire un corpo giovane, ancora formoso". Sempre il dettaglio rivelatore che spinge alla riflessione. Non dare nulla per scontato. Questa sembra essere ancora una volta la lezione del buon vecchio Simenon.

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Maigret chez le ministre

Un sanatorium de l'Etat vient de s'effondrer, causant la mort de 128 enfants. Lors de l'étude du projet de construction, un éminent spécialiste de l'Ecole Nationale des Ponts et Chaussées, le professeur Calame, avait prévu la catastrophe, mais on avait négligé son avis. De nombreux politiciens compromis dans l'affaire ont tout intérêt à faire disparaître le rapport de cet expert. Le ministre, Auguste Point, a tenu entre ses mains pendant quelques heures ce rapport, mais on le lui a dérobé. Il ne peut faire de déclaration au public, qui l'accuserait d'avoir détruit le document pour se sauver et sauver ses collègues. C'est pourquoi, désespéré, il demande au commissaire Maigret de retrouver le rapport ou tout au moins le voleur. Bientôt, les journalistes connaissent l'existence du rapport Calame, son importance et sa disparition. Point voit sa réputation anéantie. A ce moment, il est clair que celui qui a volé le document et informé la presse cherche à ruiner la carrière politique du ministre en se servant du rapport comme d'un moyen de chantage contre toutes les personnes mêlées à la construction du sanatorium. Le député Mascoulin pourrait être cet homme, car c'est un politicien sans scrupules et avide de pouvoir. Il a été le premier à poser des questions claires et bien informées à propos du rapport Calame et on apprend qu'il est entré en relation avec Piquemal, l'homme des Ponts et Chaussées qui avait remis le rapport à Point. Grâce à différents témoignages, Maigret retrouve le voleur, un certain Eugène Benoît qui avoue le vol, mais refuse de dénoncer son patron. Maigret connaît la vérité, mais ne pourra la prouver : Mascoulin possède un photostat du rapport Calame et a détruit l'original. Il ne pourra être inculpé, car en raison de sa puissance, aucun de ses «collaborateurs» ne le dénoncera : il tiendra donc toujours à sa merci ceux qui ont accepté la construction du sanatorium. Le commissaire a néanmoins retrouvé le voleur et sauvé la réputation de Point.

http://www.toutsimenon.com/oeuvre/tout-simenon/fiche-livre/17-Maigret-chez-le-ministre_3944

Si veda inoltre Robert de Jouvenel, La Repubblica dei compari, a cura di Emanuele Bruzzone, Il segnalibro, Torino 1995, XLIX - 168 pp.
La Repubblica dei compari / Robert de Jouvenel ; a cura di Emanuele Bruzzone. - Torino : Il segnalibro, 1995. - XLIX, 168 - See more at: http://www.librinlinea.it/titolo/la-repubblica-dei-compari-bruzzone-eman/UFI0204659#sthash.d4HkLgk3.dpuf
La Repubblica dei compari / Robert de Jouvenel ; a cura di Emanuele Bruzzone. - Torino : Il segnalibro, 1995. - XLIX, 168 - See more at: http://www.librinlinea.it/titolo/la-repubblica-dei-compari-bruzzone-eman/UFI0204659#sthash.d4HkLgk3.dpuf
La Repubblica dei compari / Robert de Jouvenel ; a cura di Emanuele Bruzzone. - Torino : Il segnalibro, 1995. - XLIX, 168 - See more at: http://www.librinlinea.it/titolo/la-repubblica-dei-compari-bruzzone-eman/UFI0204659#sthash.d4HkLgk3.dpuf
La Repubblica dei compari / Robert de Jouvenel ; a cura di Emanuele Bruzzone. - Torino : Il segnalibro, 1995. - XLIX, 168 - See more at: http://www.librinlinea.it/titolo/la-repubblica-dei-compari-bruzzone-eman/UFI0204659#sthash.d4HkLgk3.dpuf