venerdì 31 ottobre 2014

Isaiah Berlin, Schizzi e ritratti d'occasione



Kafka



Nel tuo libro dici che Kafka dubitava della sua visione. Vorrei dire di più: ci faceva dell'ironia, ci scherzava sopra, come si fa quando un certo paesaggio diventa lo sfondo naturale di tutto, scherzi compresi. E' questo che lo rende così chiaro, così terribile, così naturale-innaturale, così geniale e sui generis e non stravagante. (a Stephen Spender, 19 maggio 1935)



Il partito comunista in Inghilterra



La notizia che ti sei iscritto al PC non mi sembra cambiare nulla. In Inghilterra la cosa va benissimo. Sul continente, dove c'è sempre stata una tradizione di governi autoritari, i partiti rivoluzionari erano automaticamente fuori legge, si incontravano all'estero,non parlavano se non di tattica e rivoluzione, non avevano certo tempo per la vita e per l'arte: come Lenin, tanto per intenderci. In Inghilterra non è così, il PC è, come dici, neoliberale, è una rivolta radical-intellettuale contro la burocrazia corrotta del Labour Party, in altre parole: quelli che erano socialisti nel 1920 ora sono comunisti, non sperano davvero nella rivoluzione e sono più intellettuali dei socialisti, più intelligenti e più raffinati. (a Stephen Spender, 25 aprile 1936)



Uno stato "alla Mrs Woolf" [Virginia, si capisce]



... mi trovavo, nei limiti del possibile, in uno stato "alla Mrs Woolf": uno stato in cui tutto ciò che accade appare lucido e intenso, ma come nascosto da una sottile lastra non di vetro ma di ghiaccio, che assorbe tutte le qualità concrete, lasciando filtrare solo uno schema, per quanto vivido e elaborato, di ogni cosa. (a Elizabeth Bowen, 3 marzo 1937)








Alfred J. Ayer (Freddie)



Ayer scriveva "in un inglese eccellente, senza ripetizioni, lucido, la miglior prosa filosofica inglese - oserei dire - dai tempi di Mill, e non ha mai avuto un'idea nella sua vita" (Flourishing, p. 704) 





Isaiah Berlin
A gonfie vele. Lettere 1928-1946
a cura di Henry Hardy
Adelphi, Milano 2008 [2004]