domenica 8 novembre 2026

Epitome del desiderio

Luigi Forte
L’elemento demonico mette in crisi il matrimonio e dissolve le forme sociali
La Stampa, 7 novembre 2026

Non può stupire che l’anglista, traduttrice e scrittrice Nadia Fusini, abbia accostato nel suo ultimo, splendido libro Se amore comanda. Ottilia, Weimar, 1809. Hester, Boston,1850 due grandi scrittori come il Goethe delle Affinità elettive e l’americano Hawthorne con il suo romanzo La lettera scarlatta. Epoche e culture diverse con al centro una comune prospettiva: l’identità e la libertà femminile. Anche l’interesse per la letteratura di lingua tedesca non è una novità nel catalogo della studiosa. Già nel 1988 aveva scritto un libro su Kafka perché «voleva comprendere un uomo, e le sue parole».

Ma ora Goethe ci porta altrove: in una realtà in cui i protagonisti della vicenda soccombono, in balia di forze di fronte a cui misurano la loro impotenza. Il barone Edoardo e la moglie Carlotta, ambedue in piena età virile, vivono felicemente nella loro bella villa in campagna. Pur amandosi fin da giovani hanno dovuto accettare matrimoni imposti dalle famiglie, ritrovando la felicità solo dopo la morte dei rispettivi coniugi. Qualcosa sembra però mutare nella loro vita dopo l’arrivo del Capitano, un vecchio amico di Edoardo, che vorrebbe affidargli responsabilità amministrative. Carlotta, inquieta, invita, a sua volta, la giovane nipote Ottilia, compagna di collegio della figlia Luciana avuta dal primo marito. Ma anziché equilibrare la situazione, si accelera lo sfaldamento delle coppie e il crollo di ogni utopia restauratrice. Persino in un momento di passione i due coniugi sognano ciascuno di amoreggiare con il potenziale amante. Tanto che Carlotta, rimasta incinta, si chiederà con chi ha fatto l’amore nel corpo e nella mente quella notte. Tuttavia proprio lei, figura di altri tempi, rinuncia all’infatuazione verso il Capitano serbando l’amore per il marito come dominio sulle forze più oscure della vita, mentre Edoardo preferisce abbandonare la casa e andare in guerra pur di non rinunciare ad Ottilia, una sorta di ondina, come la definì Thomas Mann, che si sottrae però al gesto fanatico della passione e si riscatta in una sfera di assoluta moralità e ascesi.

Ben diverso è l’atteggiamento di Edoardo, soggetto moderno e volitivo pronto a chiedere il divorzio e proiettato verso ben altra realtà: «Mi vedo davanti la mia vita presente, la mia vita futura - dice all’amico Mittler - non ho che da scegliere fra la disperazione e la gioia». Forse s’illude, perché, come spiega il Capitano attraverso la legge delle affinità elettive, il gioco delle inclinazioni inficia la compattezza di consolidati rapporti.

Si prepara, nella prospettiva del romanzo e dell’epoca, il crollo di ogni utopia restauratrice, la dissoluzione della forma sociale attraverso la crisi dell’istituto matrimoniale. Si dice, non a torto, che Le affinità elettive sono forse il romanzo più moderno dell’Ottocento tedesco. Di certo mette in discussione il razionalismo del secolo precedente, la sua conciliazione fra uomo e natura, sullo sfondo di una realtà romantica che emerge anche attraverso l’irruenza dell’elemento demonico e del suo lato notturno.

Proprio nella natura, sul lago, in compagnia di Ottilia, il bimbo di Carlotta cade in acqua e affoga. Sarà la fine anche per la giovane, ossessionata dal senso di colpa, che decide di non nutrirsi più. Figura quasi mitica, di cui Edoardo, inconsolabile, condivide il destino qualche mese dopo. E tuttavia: un amore libero, generatore di speranza, il cui destino affondi in un desiderio illimitato.

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