giovedì 25 giugno 2026

La Chiesa e la società italiana

Marco Marzano
Destra e sinistra clericale, sull'identità dei cattolici Ruini ha avuto ragione

Domani, 24 giugno 2026

Sbagliava il Cardinal Ruini quando immaginava che la Chiesa italiana sotto la sua guida avrebbe potuto invertire il trend della secolarizzazione. Si illudeva l’alto prelato quando pensava che dall’Italia potesse partire la riconquista cattolica dell’Occidente.

Nei trentacinque anni che ci separano dall’avvio della sua presidenza della Cei il numero di praticanti in rapporto alla popolazione nel nostro paese è diminuito drasticamente al pari di tutti gli altri indicatori di religiosità. Quelli della fede e della pratica religiosa sono, in un paese libero, terreni sul quale la “presenza” e la combattività non bastano per conquistare proseliti. Ruini non si è mai arreso a questa evidenza e questo è stato per me il suo limite principale.

Il «senso comune»


Su un altro terreno però il cardinale ci aveva visto lungo. Aveva infatti ragione Ruini a definire il cattolicesimo il «senso comune degli italiani», il cuore della nostra identità nazionale. Si tratta di un dato ancora più evidente oggi rispetto ai decenni passati nei quali l’ex presidente della Cei aveva di fatto assunto la guida politico-culturale del centrodestra.

Da un lato, infatti, lo schieramento conservatore si mostra in continuità assoluta con le battaglie che resero celebre il cardinale: quelle contro l’eutanasia, contro i diritti delle coppie omosessuali, in difesa delle famiglie tradizionali, eccetera. Dall’altro lato, tuttavia anche la sinistra è divenuta assai clericale, cioè disposta ad assegnare uno statuto particolare alle parole dei prelati e soprattutto a quelle dei dirigenti della Chiesa, pontefice in testa.

La mutazione è diventata palese dopo l’elezione di papa Francesco, ma covava da tempo nel ventre della sinistra italiana, risalendo agli anni nei quali la consistenza delle ideologie di sinistra ha iniziato a squagliarsi sino a scomparire del tutto.

La Dottrina Sociale della Chiesa che papa Leone sta rivitalizzando e che era nata per contrastare, da posizioni conservatrici, l’ascesa del socialismo a fine Ottocento è finita per diventare il manifesto culturale che la sinistra ha fatto proprio. Il vuoto lasciato dalla crisi del marxismo e del socialismo è stato riempito da un ritorno al cattolicesimo, dalla constatazione che esso oggi rappresenti la miglior risposta, sul piano culturale, ai bisogni dei più deboli e dei sofferenti.

Grande madre chiesa


Ovviamente, la condizione imprescindibile perché la Chiesa mantenga la sua posizione egemonica, perché il suo pensiero e la sua predicazione possano servire la destra come la sinistra risiede nel fatto che ciò che l’uno pesca l’altro rigetta, e viceversa. A destra si difende l’atteggiamento della Chiesa verso la nascita e la morte, le differenze di genere, le istituzioni familiari tradizionali; a sinistra, si sostengono le posizioni della stessa istituzione verso i migranti e la guerra.

Ciascuna delle due parti esalta quella porzione della dottrina cattolica in linea con i propri convincimenti, oscurando il fatto che entrambe siano parte di un unico grande messaggio unitario. Tutti i papi infatti hanno tuonato contro l’aborto, la presunta ideologia gender e il matrimonio egualitario con la stessa determinazione riservata agli appalli contro la guerra o a favore dei migranti. Ma le due parti sentono solo quello che vogliono sentire.

Da questo punto di vista la destra e la sinistra assomigliano a due figlioli litigiosi della stessa madre (Santa Madre Chiesa per l’appunto) della quale si disputano furiosamente l’affetto, della quale si dichiarano ciascuno l’unico erede legittimo, il solo autentico oggetto d’amore. Quando la mamma o il suo rappresentante terreno vengono insultati, ad esempio da Trump, destra e sinistra reagiscono allo stesso modo, ritrovando per un attimo un sentimento comune. Quando il presidente americano offende il papa, offende anche l’Italia, che del pontificato è la sede e, per molti versi, anche la vera patria.

Insomma, la destra italiana è cattolica, per motivi assai diversi, quanto la sinistra. L’esistenza della Dc e di forti apparati culturali e organizzativi laici, di “chiese” ideologicamente alternative a quella cattolica ha mascherato a lungo questo dato, ora divenuto palese e conclamato. La Chiesa si conferma l’unica istituzione granitica del paese in tempi nei quali a dilagare è la liquidità (dei partiti, delle idee, delle organizzazioni, dei leaders).

Se è vero che la sua voce si è fatta più flebile nelle spopolate navate delle chiese è altrettanto vero che essa si è fatta più alta nei social e nella produzione culturale diffusa. Sua Eminenza non potrebbe che esserne soddisfatto.

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